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Emergenza rifiuti nel sud pontino: il Csa di Castelforte non accetta più l’umido per chiusura discariche

CASTELFORTE – Potrebbe conoscere qualche problema la gestione del ciclo della raccolta differenziata dei rifiuti in alcuni centri del sud pontino. Il rischio è fondato e lo si evince da una lettera, dai toni preoccupati, che il Centro servizi ambientali di Castelforte ha inviato, tra gli altri, alla Regione Lazio, alla Provincia e, naturalmente, alla Prefettura di Latina. Il Csa ha comunicato il blocco del conferimento presso la sua struttura industriale di via Viaro, nelle campagne di Suio, dell’umido che nel linguaggio del ciclo dei rifiuti ha un codice ben preciso, il 200108. E di questa forzata interruzione le prime conseguenze, anche in termini economici e gestionali, le stanno vivendo ben tre amministrazioni comunali: Formia, Minturno e Sperlonga, alcuni dei centri di maggiore affluenza turistica del sud-pontino.

Ma dove nasce questo blocco? Facile, dalla concomitante chiusura delle strutture regionali autorizzate ad accogliere i mezzi del Csa che vi trasferiscono l’umido dopo averlo raccolto e lavorato presso il sito industriale di Suio. I comuni sono in difficoltà si sono già visti raddoppiare i canoni di smaltimento dell’umido che stanno trasferendo presso altre strutture autorizzate ma fuori dalla Regione Lazio. Quindi il problema è anche economico per gli enti locali e, di conseguenza, per il peso delle bollette delle Tari di migliaia di cittadini del Golfo. Poiché piove sempre sul bagnato il Csa ha avviato una durissima battaglia giuridico-legale con la Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio che ha negato sinora la propria autorizzazione per la realizzazione di un impianto tecnologicamente all’avanguardia per la trasformazione dell’umido “in loco”.

Il piano industriale è pronto da tempo con importanti prospettive di natura occupazionale e conseguenti ricadute per gli enti locali. Il sito dovrebbe nascere nella zona industriale di Santi Cosma e Damiano, non molto lontano dal nuovo stabilimento dell’Evotape, ma una funzionaria della Soprintendenza, bloccando il progetto, ha palesato il suo personale sospetto che storicamente è non stato provato: “Qui potrebbe essere transitato Giulio Cesare…”

Saverio Forte

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