Politica

Formia / Nuova riorganizzazione degli uffici e dei servizi del Comune

FORMIA – Se non è un record poco ci manca. L’amministrazione comunale di Formia, in carica esattamente da un anno, ha varato un nuovo assetto dei propri uffici e servizi. E il motivo? E’ quasi inderogabile: lo strumento di riorganizzazione “perseguire un maggior grado di raggiungimento degli obiettivi e delle priorità di questa Amministrazione, anche in coerenza con gli obiettivi del bilancio di previsione 2019-2021 e del Documento Unico di Programmazione 2019-2021”. La ridefinizione dell’assetto organizzativo dell’ente è sintetizzata, tra non poche polemiche, nella delibera numero 193 che la Giunta ha approvato venerdì scorso e resa nota nella giornata di martedì. E’ un provvedimento amministrativo importante a causa del quale il sindaco di Formia Paola Villa ha perso, forse, uno dei suoi migliori assessori e collaboratori, il delegato al bilancio e personale Fulvio Spertini.

L’ex direttore dello stabilimento della Pozzi Ginori voleva una riorganizzazione del comune di Formia diversa ed innovativa e invece hanno vinto diversi “poteri forti” che continuano a rappresentare micidiali spade di Damocle sul futuro dell’amministrazione civica. Innanzitutto Spertini, che aveva avviato un’azione tesa a contrastare l’elusione e l’evasione tributaria, immaginava di avere sotto lo stesso tetto due camere, l’anagrafe ed il servizio economico, finanziario e tributi. E invece, la Giunta di Paola Villa, la stessa di cui ha fatto parte Spertini sino ad un mese, ha obbedito ad altre logiche: il servizio demografico fa parte del primo settore, quello “Affari legali e amministrativi”, il servizio economico, finanziario, bilancio e tributi ricade sotto la giurisdizione del quarto settore, quello economico e finanziario. Sarà per la prossima volta.

Ma vero vincitore morale di questo nuovo assetto del comune di Formia è uno soltanto, è Maurizio Costa, l’imprenditore della sanità privata, fondatore di una delle quattro liste civiche che hanno dato vita alla maggioranza civica al comune di Formia. Costa, nonostante sia un bravissimo medico, ha continuato ad avere lancinanti mal di pancia da quando la Giunta Comunale con la delibera numero 48 il 25 settembre 2018 procedeva ad approvare la nuova struttura organizzativa dell’Ente con decorrenza dal 1 ottobre 2018. Cosa prevedeva la nascita di settori, uno dei quali accorpava gli ex Lavori Pubblici e l’urbanistica in un’unica “area tecnica”. La Giunta del sindaco Paola Villa è stata costretta ad ingoiare un pesante ed indigesto rospo.

Si torna all’antico – si fa per dire – di 10 mesi e i due settori ora hanno vita a gestione autonome. La riorganizzazione degli uffici e dei servizi ridimensiona, almeno per il momento, i propositi del segretario generale e responsabile dell’anti corruzione, Alessandro Izzi, che da tempo proponeva la rotazione dei dirigenti. Questa cosa difficilmente avverrà per la responsabile della Polizia locale, Rosanna Picano, che, in procinto di finire sul rogo come Santa Giovanna D’Arco, è stata gratificata della dirigenza di altri uffici: Protezione civile, cultura, scuola, sport e servizi sociali. Il settore 1, Affari legali ed amministrativi, prevede il servizio legale e contenzioso, la centrale unica di committenza e contratti e, appunto, il servizio demografico, statistico, elettorale, le società partecipate e servizi in convenzione.

Nei prossimi giorni il sindaco Villa affiderà con un decreto ad hoc la sua responsabilità ad uno dei dirigenti più fidati ed esperti, l’avvocato Domenico Di Russo. Tutto come previsto o quasi per il settore 2, “sviluppo economico, affari generali e transizione digitale”. A guidarlo sarà la dottoressa Tiziana Livornese che si occuperà, nello specifico, degli uffici sviluppo economico, attività produttive, commercio, turismo, affari generali, protocollo, archivio, transizione digitale e Ced”. Il settore 3 si chiamerà molto semplicisticamente “Lavori Pubblici” (che si occuperà anche di manutenzioni, ambiente, cimiteri ed impianti sportivi”), quello 4 sarà sempre a carico del neo dirigente Daniele Rossi (competente anche per gli uffici servizio economico, finanziario, bilancio, tributi, risorse umane e sicurezza sul lavoro) mentre il settore 5, Urbanistica e gestione del territorio, avrà alle sue dipendenze uffici delicatissimi come l’urbanistica, la pianificazione territoriale, l’edilizia pubblica e residenziale, i piani di zona, il demanio marittimo e vincoli, il patrimonio, l’edilizia privata, Cila, Scia e controllo del territorio.

Questa riorganizzazione degli uffici e dei servizi è stata dettata dalla prematura scomparsa del dirigente del settore Servizi sociali e cultura Italo La Rocca ma la Giunta lo ha motivato anche a fronte “di nuove assunzioni, di significative modifiche relativamente al personale in servizio e per “procedere ad una puntuale ed analitica verifica dei procedimenti e delle attribuzioni attualmente in capo alle diverse strutture (Settori) dell’Ente”. Ma ora le incognite principali riguardano chi la gestione dei due settori Lavori Pubblici e Urbanistica. La governance dell’attuale dirigente Annunziata Lanzillotta è finita più volte sul banco degli imputati, anche all’interno della maggioranza e, soprattutto, della componente Costiana che esprime quale assessore ai Lavori Pubblici Pasqualino Forte. Secondo alcune indiscrezioni la Lanzillotta, scelta personalmente dal sindaco Villa dopo una regolare selezione, potrebbe optare per la dirigenza dell’urbanistica alla luce degli ottimi rapporti istituzionali con l’assessore al ramo Paolo Mazza.

E la guida del nuovo settore “Lavori Pubblici”? Le illazioni, qui, non mancano. Per la guida potrebbe essere riutilizzata la graduatoria che si aggiudicò l’architetto che prevalse su 23 partecipanti. Potrebbe essere “richiamato” il secondo classificato Claudio Fiorillo ma non si esclude che la Giunta decida di azzerare quella selezione e di promuoverne una nuova. I prossimi giorni saranno determinanti. Ma non sono tutte rose e fiori. In sede di rilascio del parere l’attuale dirigente dell’ufficio personale Tiziana Livornese aveva espresso tutti i suoi dubbi sulla legittimità della delibera numero 193. Era arrivata ad opporre la sua contrarietà, firmando un parere “non favorevole”. Per quanto concerne la regolarità tecnica – a suo dire – la “proposta di deliberazione è priva di motivazioni puntuali sulla necessità di modificare un proprio recenrte atto deliberativo” approvato – come detto – soltanto il 25 settembre scorso. E poi “questo ufficio (al personale) non ha mai ricevuto incarico di effettuare la puntuale ed analitica verifica richiamata nella proposta ma la cui esistenza è stata sottratta alla consultazione dello scrivente”. Molti giurano che nella seduta di Giunta del 28 giugno l’imbarazzo e l’irritazione si tagliavano con un coltello affilato.

A farsi soccorritore della politica e della Giunta è dovuto intervenire con un altro parere, questa volta favorevole, il vice segretario generale nonché dirigente dell’avvocatura comunale Domenico Di Russo (il segretario Alessandro Izzi era in servizio a Priverno). Ha smentito – a suo modo – la dottoressa Livornese, molto seccata – secondo quanti la conoscono – del fatto che la Giunta con la nuova riorganizzazione degli uffici e dei servizi le stava sottraendo la gestione del personale per affidarlo alle cure del settore economico e finanziario.

Il vice segretario generale ha dovuto vestire i panni del pompiere per spegne pericolosi incendi ed evitare che la delibera non venisse approvata. Ecco il suo parere ‘last minute’: “Non risponde al vero che non sussistono necessità di modificare il precedente atto deliberativo numero 48 del 25 settembre 2018, in primo luogo in quanto queste valutazioni di merito esulano dalla competenza dirigenziale e sono ascritte alla competenza della Giunta Comunale, a cui spetta 1’ adozione degli atti di macro organizzazione. In secondo luogo è stata più volte palesata e condivisa la necessità di rimodulare in particolare il Settore Tecnico dell’Ente, separando i Servizi riguardanti le opere Pubbliche e la Manutenzione, dai Sevizi riguardanti l’Urbanistica e la Gestione del Territorio, per efficientarne l’azione amministrativa, vista la complessità e la molteplicità dei procedimenti assegnati”. Insomma si cambia registro, si antica all’antico perché le soluzioni nel frattempo offerte ai problemi non hanno dato gli effetti sperati. Evviva la sincerità.

Saverio Forte

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