Ambiente

Sperlonga diventa Comune Plastic Free

SPERLONGA – Se non è una crociata, poco ci manca. Dal 1 aprile a Sperlonga sarà vietato utilizzare materiale in plastica non biodegradibile e compostabile, dai piatti ai bicchieri, dalle posate ai cotton fioc ai mescolatori di bevande. L’ha deciso il Comune con un’ordinanza davvero rivoluzionaria ed inedita in tutta Italia. Fa parte di un progetto che, denominato “Sperlonga plastic free“, contiene una serie di disposizioni per tentare di ridurre la produzione dei rifiuti, incrementare la raccolta differenziata e limitare l’impatto ambientale.

I principali destinatari dell’ordinanza sono soprattutto gli esercenti (anche in forma itinerante) di attività commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande ma anche i titolari di attività di ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, pub e stabilimenti balneari), alberghiere (bed & break-fast, case vacanze e campeggi) e di generi alimentari (supermercati, botteghe e salumerie) e anche i commercianti, i privati, le associazioni e gli enti occasione di fe-ste pubbliche, sagre e manifestazioni. Dovranno fare la loro parte anche i cittadini obbligati ad utilizzare, dal prossimo mese, shoppers in stoffa o tessuto per fare la spesa quotidiana. Le finalità, ambientali ed economiche, dell’ordinanza sono state illustrate dal sindaco Armando Cusani per corso di una partecipata assemblea presso l’Auditorium di Sperlonga in cui ha spiegato come la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute rappresentino valori universali da perseguire, sono obiettivi primari da raggiunger. Lo stesso abbandono e la dispersione dei rifiuti plastici stanno danneggiando l’ambiente, creano danni economici in settori come il turismo, la pesca e la navigazione e possono incidere sulla salute umana attraverso la catena alimentare. Gli oggetti di plastica monouso sono, poi, un’importante fonte di dispersione di questo materiale nell’ambiente e rappresentano il 50% dei rifiuti marini. A Sperlonga la produzione di rifiuti nell’ultimo bien-nio è stata nel 2017 di 2.970.540 chilogrammi con una raccolta differenziata del 72,37% e nel 2018 di 2.653.770 (dato provvisorio) chilogrammi con raccolta differenziata del 71,06, ma il dato è provvisorio.

Il sindaco Cusani ha dovuto ammettere che, “nostante gli sforzi fatti, la produzione dei rifiuti non diminuisce in modo consistente anche se, la percentuale di raccolta differenziata rappresenta un dato significativo ed incoraggiante”. Il Comune di Sperlonga comincerà a dare l’esempio. L’ordinanza applicativa del progetto “Sperlonga plastic free” prevede la sostituzione dell’acqua in bottiglia con l’acqua in caraffa nelle sedute del Consiglio Comunale e la sostituzione dei bicchieri di plastica con quelli in carta o di vetro; la riduzione dell’uso di prodotti “usa e getta” in tutte le iniziative patrocinate dall’amministrazione comunale; il potenziamento dell’uso dell’acqua del rubinetto, così da ridurre la vendita di acqua in bottiglia anche mediante distributori pubblici, il via a progetti di dematerializzazione dei documenti negli uffici comunali; la creazione di punti vendita di prodotti sfusi, privi di imballaggio; la promozione di “una cultura ambientale diffusa, mediante iniziative volte a far conoscere ai cittadini le tematiche ambientali e ad implementare le buone pratiche”, la realizzazione negli edifici scolastici delle ecomense e la “diffusione, tra i più giovani a partire dalle scuole, la cultura del rispetto dell’ambiente” e, inoltre, la distribuzione a tutti i ragazzi delle scuole comunali un contenitore per l’acqua in materiale ecompatibile”.

L’ordinanza del sindaco di Sperlonga prevede, come per tutti gli atti amministrativi di divieto, precise disposizioni sanzionatorie. In fase di prima applicazione dell’or-dinanza è tuttavia consentito ai destinatari di utilizzare le eventuali scorte giacenti in magazzino di materiale non biodegradabile “fino ad esaurimento e comunque entro e non oltre il 30 aprile 2019 ma ai trasgressori sarà comminata una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 50 euro , i quali sono ammessi al pagamento in misura ridotta nell’importo di 50 euro da effettuarsi entro 60 giorni dalla constatazione o dalla notifica della violazione. Qualora il trasgressore sia un esercente commerciale che incorre per più di due volte nella violazione dell’ordinanza nell’arco di sei mesi si procederà, oltre ad irrogare la sanzione
amministrativa nella misura massima, anche alla sospensione temporanea dell’attività commerciale di vendita per almeno tre giorni. Il sindaco Cusani su un punto è stato chiaro: si è dichiarato ottimista sulla collaborazione che potranno garantire gli operatori turistici e commerciali per rendere efficace e funzionale questa ordinanza. Sarà così?

Saverio Forte

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