Politica

Formia / Elezioni provinciali, Marciano apre alla maggioranza civica

FORMIA – Il Partito Democratico di Formia apre alla maggioranza civica in vista del voto del 31 marzo per il rinnovo del consiglio provinciale di Latina. Mentre la coalizione che sostiene il sindaco Paola Villa sembra inseguire una difficile unità su una candidatura di bandiera (magari da condividere con altre amministrazioni comunali civiche della provincia) , il capogruppo Dem Claudio Marciano, a sorpresa, lancia una proposta di accordo elettorale alla maggioranza vincitrice delle ultime amministrative. Lo fa dopo aver criticato il contenuto e le finalità della legge Del Rio (del suo stesso partito, il Pd) che ha soppresso a metà l’istituzione Provincia: “E’ rimasta sul campo una riforma azzoppata. Le Province sono depotenziate nelle risorse e delegittimate dal punto di vista democratico, ma ancora sono responsabili di funzioni essenziali, tra cui la gestione delle risorse idriche, le politiche sui rifiuti, la formazione professionale, l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade intercomunali e altro.”

Marciano teme che il 31 marzo rischia di arrivare “senza che nessuno di questi temi sia stato affrontato dai possibili candidati, al netto di qualche dichiarazione di principio. E non sarebbe una sorpresa. Come già accaduto in altre tornate, con rare eccezioni, l’elezione di secondo livello del nostro Consiglio Provinciale si potrebbe ridurre ad un esercizio autoreferenziale del ceto politico locale. Alleanze tra destra e sinistra, accordi sotto banco, tradimenti dell’ultima ora, spartizioni tra mozioni nei singoli partiti e nemmeno l’ombra di un’idea. Come consigliere comunale di Formia, ma anche come cittadino e come rappresentante di uno schieramento progressista, sento il bisogno di altro – osserva l’ex assessore del Bartolomeo quater – Bisogna ripartire dai contenuti ma anche dalle forme che li rendono possibili. I contenuti sono, in primo luogo, la ripubblicizzazione del servizio idrico e la realizzazione di impianti pubblici per la raccolta dei rifiuti. Ma se diciamo Acqua Pubblica non possiamo fare accordi con chi ha sostenuto e protetto Acqualatina fin dalle origini. Se diciamo impianti di trattamento dei rifiuti pubblici non possiamo assecondare chi porta avanti – anche contro i principi di efficacia e trasparenza – politiche di privatizzazione. Nemmeno genuflessioni e sconti possono essere fatti a livello extra territoriale. La Regione, che ha avviato iniziative incoraggianti sulle politiche comunitarie e ha ridato dignità alla Pisana, deve mantenere ancora la maggior parte degli impegni sul nostro territorio, in primis quelli sulla sanità pubblica. È necessario che Zingaretti abbia un interlocutore istituzionale e politico costruttivo ma anche inflessibile sui suoi diritti e interessi.”

Che fare allora? L’interrogativo se lo pone lo stesso Marciano che, dopo la sconfitta alle amministrative di giugno, ha deciso di rimanere, nonostante tutto, in consiglio per tentare di ricomporre, riunire pezzi di elettorato di sinistra che, privi di identità e di una credibile leadership, hanno fatto la fortuna della vittoriosa maggioranza del neo sindaco di Formia: “Innazitutto bisogna riconoscerci e provare a creare legami oltre le strutture che oggi ci dividono. Dentro il Partito Democratico vi sono esponenti ed energie in grado di condividere questo percorso e, sebbene non abbiano rappresentanze consiliari particolarmente cospicue, anche nella sinistra oltre il Pd. Credo che interlocutori interessanti vi siano anche in alcune esperienze civiche come quella di Latina e Formia, per esempio, dove si sono raccolte tante, troppe esperienze di chiara matrice progressista orfane di una struttura partitica condivisa.”

Marciano in un documento cita il filososo principe dell’illuminismo, Immanuel Kant, e chiede di osare. Lo fa lanciando un interrogativo che, almeno a Formia, non gode di tante simpatie politiche: “Perché non mettere in piedi una lista con un nome programmatico inconfondibile – Acqua Pubblica per esempio – in cui raccogliere esperienze accomunate dalla voglia di ripubblicizzare i servizi locali e dare una spinta all’economia circolare locale da nord a sud della Provincia?” . Marciano aveva chiesto una linea di credito su questi temi alla nuova maggioranza, la quale , in campagna elettorale aveva reclamizzato la pubblicizzazione di alcuni servizi, ma al primo atto amministrativo vero ha privatizzato quello della sosta a pagamento. Cambiare idea non è ancora un reato previsto dal Codice Penale…

Saverio Forte

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