Politica

Primarie PD, Maurizio Martina terminerà la campagna elettorale a Ventotene

VENTOTENE – Non poteva non finire Ventotene nella caotica campagna elettorale del Partito Democratico in vista dello svolgimento delle primarie del 3 marzo per l’elezione del nuovo segretario nazionale del partito. Uno dei candidati a diventare l’inquilino del Nazareno, Maurizio Martina, intervenendo a Roma ad una iniziativa politica insieme a Matteo Richetti, ha annunciato che “il 2 marzo chiuderemo tutti insieme la nostra campagna congressuale a Ventotene con tantissimi ragazzi. Perché dove c’è memoria c’è anche il futuro”. La scelta del luogo in cui negli anni bui della guerra Altiero Spinelli ed altri confinati antifascisti profetizzarono la nascita di un”Europa libera ed unita” è stata motivata dall’ex segretario nazionale del Pd perché a suo dire l’isola pontina incarna, ad 80 anni dallo scoppio della seconda guerra mondiale, il senso di una “nuova comunità”: “Al tempo dei muri la nostra idea deve essere – ha detto annunciando la conclusione della sua campagna elettorale a Ventotene e a Santo Stefano – quella di una idea di comunità forte, dove i legami sociali diventano la protezione delle persone. Questa non è sociologia, è politica”.

Daniele Coraggio

E a chiedere di “ripartire” dal Manifesto Spinelliano con “obiettivi concreti e tangibili che facciano dell’Europa una risorsa vicina e non un lontano palazzo di potere” è un giovane imprenditore di Ventotene, Daniele Coraggio, del cui comune è stato anche assessore al turismo: “Quando Altiero Spinelli scrive il primo documento programmatico della futura Unione Europea è un confinato politico in “villeggiatura” che, nonostante lo scenario catastrofico di guerra e isolamento, sogna e progetta una Europa sovrana nel senso più nobile e lontana dai sovranismi, per alcuni aspetti utopica ma essenziale per la crescita, la stabilita’ e la pace. A quasi trentatrè anni dalla sua morte, tutto questo appare più vero, a dispetto delle illusioni con cui alcuni politici cavalcano onde populiste –aggiunge Coraggio – Gli Stati Uniti di Altiero Spinelli, non sono solo una potenza continentale, ma prima ancora una cosa pubblica, slegata da logiche finanziarie e fortemente identitaria, perché è Spinelli che introduce il concetto di cittadino europeo. Il modello sognato da Spinelli, non era il solo ed unico ma si contrapponeva alla idea di Jean Monnet, il quale riteneva che l’unica via perseguibile era una Europa funzionale. L’Europa di oggi è certamente a trazione Monnet e le idee di Spinelli sono finite in gran parte in un vuoto di rappresentanza che ha portato l’Unione Europea ad un sostanziale stallo, rendendola sempre più debole con Stati sempre più forti, con la logica conseguenza di una capacità dispari di emergere da parte dei paesi più deboli o più in difficoltà dal punto di vista economico.

Una Europa forte, invece, è una garanzia per i paesi membri più deboli. E’ vero che oggi l’Europa è un mercato unico, uno spazio senza frontiere nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali; si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto, dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze. Ma e’ anche vero che l’Europa vive un momento di crisi dovuto da una globalizzazione non governata, cambiamenti climatici, questioni energetiche, gestione dei flussi migratori, aumento delle diseguaglianze, ritorno di problemi relativi ai diritti umani ed allo stato di diritto, rapporti sia di tipo commerciale che geopolitici con le altre aree del mondo”. In questo clima di incertezza che si trascina da qualche anno, nasce la provocazione di Daniele Coraggio, proprietario dei domini internet del Manifesto di Ventotene, che lancia una vera e propria asta affinché il futuro proprietario trasmetta ad una platea sempre più vasta, il messaggio di Altiero Spinelli e lo renda vivo, reale, percorribile e attuale. Con quale obiettivo la provocazione di Coraggio è insita in questo interrogativo: “Tentare di capire il modo più giusto per affrontare queste tematiche nell’interesse dei popoli europei”.

Saverio Forte

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