Cronaca

Fondi / Maxi truffa alle assicurazioni: dieci persone indagate

FONDI – Truffa, fraudolento danneggiamento di beni in concorso, ma anche falsità materiale e ideologica e procurato allarme con le aggravante dei futili motivi. Sono le ipotesi di reato per le quali la Polizia locale del comune di Fondi, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Luigia Spinelli, ha indagato nell’ambito del primo filone dell’inchiesta “Spider” dieci persone nell’ambito di un maxi raggiro ai danni di quattro note società assicurative italiane, Generali, Axa, Sara e Amissima. Quattro i falsi incidenti accertati che hanno consentito all’ispettore capo del nucleo infortunistica stradale e polizia giudiziaria Giovanni Mosconi di inviare una prima informativa dalla qua-le potrebbero scaturire altri e clamorosi sviluppi. Alla testa dell’organizzazione c’era Pasquale Chiatto, venditore ambulante di 55 anni di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, il “ragno” capace di raggirare le compagnie assicurative assoldando “soggetti fragili o con difficoltà economiche”.

Chiatto aveva approntato un tariffario per chi simulava falsi incidenti stradali: 500 euro per i proprietari delle vetture, 400 per chi si fingeva ferito e appena 50 euro per conducenti o testimoni oculari, per lo più stranieri. E l’ambulante campano aveva “precettato” finanche un’aspirante attrice professioni-sta proveniente da Torino, in grado di essere vittima di attacchi di vomito dopo un finto sinistro per chiedere ed ottenere l’intervento di un’elimbulanza del 118, la cui azienda regionale si costituirà parte civile.

La location su cui veniva consumato questo maxi raggiro alle assicurazioni era sempre via Ponte Baratta, una delle strade confinanti con la cintura urbana di Fondi. Pec-cato per le dieci persone indagate che la strada era videosorvegliata da un privato stufo di subire continui furti. “È stata la conferma – ha spiegato l’ispettore capo Mosconi – di un sistema fraudolento già delineato da deposizioni contraddittorie e certificati palesemente contraffatti per ricostruire il quale abbiamo lavorato oltre due anni”.

Saverio Forte

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