Politica

Formia / Il consigliere Di Rocco: “No alla chiusura dell’ufficio di giudice di pace di Gaeta”

FORMIA – “Quando riusciamo ad essere squadra sappiamo essere vincenti”. Il consigliere comunale del gruppo dei “Centristi per Formia”, Antonio Di Rocco, si appella a questa recente affermazione del sindaco della città, Sandro Bartolomeo, in ordine al nuovo bando pubblicato nei giorni scorsi dalla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate per verificare la conferma della permanenza dell’ufficio territoriale di questo nevralgico servizio. Il consigliere Di Rocco chiede di moltiplicare ora gli sforzi per preservare l’ultimo ed importante presidio di legalità esistente sul comprensorio meridionale della provincia di Latina, l’ufficio del giudice di pace operante dal 2014 presso i locali dell’ex Tribunale di Gaeta.

L’esponente Centrista ha definito “scioccanti e prive di qualsiasi buonsenso politico” le recenti dichiarazioni fatte la scorsa settimana, nel corso dell’ultima commissione bilancio, presieduta dal consigliere del Partito Democratico, l’avvocato Loredana D’Urso: “Abbiamo scoperto che l’attività del giudice di pace dell’ex sezione di Gaeta del tribunale di Latina è – accusa Di Rocco – in forte pericolo. Erano settimane che gli avvocati del comprensorio e gli stessi dipendenti ci segnalavano di questo rischio. E così è stato. In sede di commissione abbiamo avuto la certezza quando il presidente D’Urso ci ha chiesto il nostro orientamento in materia anche perché – è la dura requisitoria di Rocco – l’amministrazione comunale formata dal Pd e da Forza Italia sta valutando al proprio interno se tenere o meno in piedi il servizio.”

In effetti il presidente dell’ufficio del giudice di pace di Gaeta per svolgere le nuove attività previste dalla nuova legge – più poteri e mansioni, sia nel penale che nel civico al punto che la figura verrebbe equiparata all’ex Pretore Circondariale – ha suggerito di beneficiare di due nuove unità lavorative in più rispetto alle attuali”. Da qui la richiesta del consigliere Antonio Di Rocco di “moltiplicare gli sforzi e trovare qualsiasi forma di finanziamento, già nelle more del prossimo bilancio di previsione 2018 del comune di Formia, perché il giudice di pace resti a Gaeta e nel sud-pontino. Il comune – ha aggiunto – dovrebbe avviare un’azione esplorativa, al cospetto al presidente del Tribunale di Cassino (da cui dipende l’ufficio del giudice di pace di Gaeta) per permettere il miglior funzionamento del consorzio dei comuni istituito all’indomani della soppressione dell’ex Tribunale di Gaeta. Se ci sono amministrazioni comunali morose (è il caso di Itri) – è il pensiero di Di Rocco – è giusto che mantengano fede al proprio impegno. Se ce ne sono altre ancora titubanti se aderivi o meno (i comuni di Ponza e Ventotene), vanno esperiti i tentativi per effettuare una necessaria azione di convincimento a contribuire al mantenimento di una struttura fondamentale per garantire la domanda “minima” di giustizia ad un comprensorio – tiene a precisare l’esponente dei “Centristi per Formia” – che non può permettersi un’altra gravosa perdita in termini di servizi essenziali.

L’amministrazione Pd-Forza Italia dimostri di volere bene a Formia anche perché – conclude Di Rocco – nessuno, proprio nessuno, si è accorto di essere in possesso di questa rara sensibilità”. In effetti il Comune di Formia sta pensando di disimpegnarsi sul piano economico per la gestione dell’ufficio: circa 300mila euro annui per sostenere la propria quota e finanziare il costo di tre dipendenti “in trasferta”, stesso impegno finanziario dal comune di Gaeta. La nuova normativa non è entrata in vigore – mancano ancora decreti attuativi – ma attribuisce al giudice di pace nuovi e più ampi poteri che richiedono il potenziamento dell’organico esistente. I comuni più meridionali della provincia di Latina, quelli un tempo sotto la giurisdizione dell’ex giudice di pace di Minturno – Spigno Saturnia, Castelforte, Santi Cosma e Damiano e, appunto, Minturno – hanno deciso di optare per l’analogo servizio del Tribunale di Cassino ma questa diversità di vedute (altro che futuribile nascita di un’unica Città del Golfo all’insegna della giustizia…) e la soppressione dell’ufficio del giudice di pace di Gaeta potrebbero far naufragare sul nascere definitivamente l’ipotesi – suggestiva ma non impossibile – del ritorno nel sud-pontino di una sezione vera e propria di Tribunale nell’ambito di un processo di riordino dei palazzi di Giustizia su cui sta lavorando il Guardiasigilli Andrea Orlando.

Sul piano politico la questione-giustizia sta avvicinando le posizioni, da tempo assunte, sia di Sinistra Italiana che dei Centristi per Formia. La posizione di “Si è per il massimo impegno a garantire la permanenza del presidio del Giudice di Pace di Gaeta, soprattutto alla luce dell’ampliamento delle competenze, come del resto il nostro capogruppo Giuseppe Bortone ha già sottolineato in una precedente dichiarazione. Occorrerebbe che il Ministero prendesse atto dell’importanza e dell’indispensabilità del servizio nel rispondere ad una domanda di giustizia da sempre significativa dei nostri territori, come anche di altri territori della Repubblica e condurre una adeguata e seria battaglia politica affinché i costi necessari siano non più a carico dei comuni ma dello Stato. Si tratta di non arrendersi ad una perdita che sarebbe gravissima sul piano della legalità, funzionalità e presenza dello Stato”.

Saverio Forte

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