Formia / Dona al Comune un fondo di 13 mila libri, la straordinaria storia di Valentino Cattolico

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FORMIA – Il Consiglio Comunale ha deliberato di accettare la donazione al Comune di Formia di un fondo librario di pregio composto da circa 13 mila volumi offerto dal Sig. Valentino Cattolico, pittore e insegnante, originario di Formia e residente da molti anni a Firenze. La sua è una storia straordinaria, simbolo di un amore che resiste al dolore e all’usura del tempo.

Le origini
Valentino Cattolico nasce nel 1929 a Formia. Nei primi anni la sua vita somiglia a quella di tanti coetanei. Un’infanzia tranquilla, divisa tra mare, scuola e un piccolo impiego al pastificio Paone. Suo padre si chiamava Vincenzo Cattolico, sua madre Teresa Punzo. Gente perbene, orgogliosa di quel ragazzo appassionato di libri che a casa portava voti altissimi ma che non esitava a rimboccarsi le maniche per dare il suo contributo al menage familiare. Erano tempi difficili quelli ma tanto bastava. La guerra, all’inizio lontana, sfumata, si fece spaventosamente vicina dopo l’annuncio dell’armistizio. Il 10 settembre del 1943 su Formia si abbatté la furia delle bombe alleate. Valentino Cattolico era in strada e un ordigno cadde a poca distanza da lui. “Finii per terra – spiega -, con addosso i resti di una ragazza sbalzata via dall’onda d’urto. Ricordo ancora il calore del suo sangue sul mio volto”.

La fuga dalla guerra
Dopo l’editto di Kesselring, Cattolico finì sfollato sulle colline di Formia e rischiò di morire fucilato. “A Sant’Erasmo – ricorda – presi dei fili della luce e li usai per chiudere i buchi delle scarpe”. I tedeschi lo presero per un partigiano incaricato delle radio-comunicazioni col nemico. “E’ solo la miseria”, spiegò. E, fortunatamente, gli credettero. Nel periodo che seguì, come destino di tante persone rastrellate sul territorio, fu costretto a lavorare per i tedeschi spaccando le traverse dei treni. A Roma, fu condotto davanti ad un consiglio di guerra che lo accusò d’essere un “sabotatore dell’eroico esercito germanico”. “Pensai che mi avrebbero ucciso”. I tedeschi lo imprigionarono a Cesano, alle porte della Capitale. “Si moriva di fame – ricorda -, sopravvissi mangiando il grasso dei tubetti delle maschere antigas”.

L’approdo in Toscana
Il lungo viaggio per sfuggire alla guerra lo portò lontano da Formia, in Toscana. Riuscì a scappare dal convoglio tedesco che lo avrebbe condotto fino a Berlino. Era alla stazione di Chiusi, in Toscana. Alle due di notte, sotto una pioggia di bombe, fuggì a piedi con gli altri prigionieri riparando nella catacomba di Santa Caterina. Furono salvati dal direttore dell’ospedale di Chiusi che diede loro riparo. Quell’uomo, poi decorato con la Medaglia d’Argento al Valore Civile, si prese cura di Valentino e lo accolse nella sua casa fiorentina trattandolo come un figlio. Cattolico ebbe modo di proseguire gli studi. Frequentò l’Accademia. Divenne un affermato pittore (in occasione del 450esimo della fondazione, l’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze ha chiesto e acquisito 85 suoi dipinti) e lavorò come insegnante. Pur conservando per 54 anni riconoscenza e amore per la famiglia che lo aveva salvato, non volle mai cambiare il suo cognome. C’era un filo diretto che lo legava ai genitori e alle origini. Un filo che il tempo non ha indebolito e che oggi, ad 87 anni compiuti, dopo una vita trascorsa lontano, spinge quel vecchio ragazzo formiano ad un ultimo, straordinario atto d’amore per la sua Terra.

La donazione
Nei mesi scorsi Valentino Cattolico ha scritto al sindaco Bartolomeo offrendo alla Città di Formia l’ingente patrimonio librario accumulato nella sua abitazione fiorentina in tanti anni di studio. Parliamo di circa tredici mila volumi appartenenti ad ambiti disciplinari diversi. Una collezione di grande valenza culturale ed economica, composta da volumi di pregio, molti dei quali rarissimi, e in grado di coprire un orizzonte gnoseologico particolarmente vasto che va dalla storia e critica dell’arte alla trattatistica teorica e tecnica sulle arti figurative; dalle discipline filosofiche (teoretica, morale, politica, estetica) a quelle psicologiche e scientifiche; dalla letteratura classica e moderna alla linguistica; dalla storia alla teoria del diritto passando per la teologia, la patristica, l’ermeneutica e la storia comparata delle religioni, insieme ad una ricchissima dotazione di enciclopedie generali ed opere miscellanee di estremo interesse culturale e di consistente valore patrimoniale.

Il Comune
Il sindaco Sandro Bartolomeo ha risposto con entusiasmo al suo invito. E’ stato a Firenze per incontrarlo nella sua abitazione dove ha avuto modo di visionare e valutare la portata del fondo librario e di conoscere un uomo straordinariamente colto che sente la fine vicina senza che questo pregiudichi in lui la lucidità del pensiero o la limpidità dei ricordi.

Il Sindaco
“La collezione – ha spiegato Sandro Bartolomeo nel corso della seduta consiliare di lunedì – fornisce una raccolta di testi ampia e di grande valore librario, comprensiva di molti testi rari. Il signor Cattolico ha espresso la volontà di formalizzare la donazione tra gennaio e febbraio per ultimare la catalogazione dei volumi. Ha posto un’unica condizione, ossia che il fonda venga intitolato ai suoi genitori e a suo fratello, originari di Formia. Non abbiamo ancora stabilito dove i libri saranno collocati. E’ una decisione che prenderemo successivamente. La biblioteca comunale possiede circa 36 mila libri. La donazione ci consentirà, in termini quantitativi, di ampliare la consistenza complessiva di quasi la metà dei volumi. Ma la collezione arricchirà il nostro patrimonio anche sotto il profilo qualitativo. Ci sono varie ipotesi di collocazione che stiamo valutando attentamente. A nome di Formia, sento il bisogno di dire grazie a Valentino Cattolico. Un figlio di Formia che ha conosciuto i traumi della storia e che intende ricongiungersi alla città donandole quanto di più prezioso possiede. Il suo atto d’amore regalerà a Formia un ulteriore tassello per la valorizzazione culturale della città”.