Attualità

Minturno / Lettera aperta del comitato per l’acqua pubblica al nuovo sindaco

MINTURNO – “Da meno di un mese i cittadini minturnesi hanno scelto il loro Sindaco nella persona del dr. Gerardo Stefanelli, da meno di due anni esponente del Partito Democratico ex assessore all’Ambiente della Provincia di Latina in giunta Cusani ed ex consigliere di Amministrazione della Società Acqualatina S.p.A. Una persona preparata ed esperta alla quale facciamo i migliori auguri per il suo lavoro di risollevare le sorti di questo bistrattato territorio.” E’ quanto dichiarato dal Comitato Cittadino Acqua Pubblica di Minturno-Scauri.

“In campagna elettorale – si legge nel comunicato – abbiamo sollecitato più volte i candidati a Sindaco ad esprimersi sulle controverse posizioni avute dalle precedenti amministrazioni comunali e dal PD a livello nazionale nell’ambito della ripubblicizzazione dei Servizi Idrici Integrati. Come tutti sanno nel 2011 ci fu un partecipatissimo referendum dove una maggioranza di oltre il 93% dei cittadini, ovvero 27 milioni di italiani si espresse a favore dell’acqua pubblica.”

Pubblichiamo integralmente la lettera inviata al Sindaco di Minturno il 5 luglio 2016:

 

Scauri di Minturno, lì 5 luglio 2016

 

Gentile dr. Stefanelli,

siamo un gruppo di cittadini di Minturno che ha a cuore le sorti del nostro territorio, ci siamo riuniti in un comitato di scopo che è quello di promuovere la pubblicizzazione dei Servizi Idrici Integrati, ovvero che questi ultimi  vengano gestiti da Società interamente a capitale pubblico.

 Come Lei ben sa negli ultimi anni la gestione dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO 4) nella Provincia di Latina è stata a dir poco vergognosa: illegittimi atti e continui soprusi che si riversano totalmente sui cittadini, clamorosi rincari  sulle complicatissime bollette, voci di spesa inventate ed oneri mal calcolati, molte volte nemmeno previsti.

Le vogliamo ricordare che in campagna elettorale, su specifica domanda della nostra portavoce, Lei si è reso disponibile a redigere una delibera per la quale Acqualatina non possa procedere autonomamente al sigillo del contatore o alla riduzione del flusso idrico senza un parere di un soggetto terzo, come già accaduto per altri comuni della provincia.

Speriamo che questa delibera trovi spazio nei primi atti della Sua amministrazione.

 Dopo queste ultime elezioni amministrative sembra che il vento stia cambiando. Per la prima volta  infatti la pessima gestione dell’acqua nell’ATO 4 viene messa in discussione.

Bisogna infatti dare atto ad alcuni nuovi sindaci (in particolare Anzio, Nettuno, Latina e Aprilia) di aver preso finalmente la strada della legalità. Un plauso particolare va al nuovo Sindaco di Nettuno il cui primo atto politico è stato quello di rinviare l’ennesima Conferenza dei Sindaci “pilotata” da Acqualatina.

 Le chiediamo di “vederci chiaro” sulle ultime proposte, a nostro avviso oscene, del gestore e dei suoi accoliti, fatte di: aumenti tariffari da sempre fuori legge;  gestione degli appalti fuori da qualsiasi controllo; delega di intere funzioni pubbliche come gli espropri, alla totale discrezione del gestore;  richiesta di ulteriori garanzie a favore del gestore e vessatorie per i cittadini; pretesa apertura dei propri cantieri sui territori comunali, senza permessi e senza il controllo delle amministrazioni e dei Cittadini; occupazione e controllo di fatto dell’intero territorio dell’ATO4, dove sarebbero i comuni a chiedere il permesso ad Acqualatina per effettuare le loro scelte urbanistiche.

 

Le nostre condizioni sono da sempre chiare:

 1) blocco delle riduzioni/sospensioni dei flussi idrici e di ogni azione di rivalsa sui cittadini/utenti che, da sempre e da soli, hanno contestato le illegittimità dei costi delle bollette idriche, le inadempienze del gestore e obbedienti alla volontà popolare espressa dai referendum di giugno 2011;

 2) allontanamento dei dirigenti della Società legati alla politica clientelare che ha gestito in questi anni il SII.

 Su queste basi siamo pronti a collaborare con le Amministrazioni comunali per costruire una strategia comune che riporti l’acqua nel suo naturale alveo, la gestione pubblica e partecipata, fuori dal mercato e dal profitto, ricordando sempre che, si scrive acqua ma si legge democrazia!

 

Cordiali saluti e buon lavoro.

 

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