Ventotene / “Schengen, Schengen”, i federalisti intonano Beethoven per Renzi

Matteo Renzi (premier), Pierluigi Faloni (prefetto di Latina), Geppino Assenso (sindaco di Ventotene)

VENTOTENE – Si è respirato profumo d’Europa oggi a Ventotene. Accolto dalla nona sinfonia di Beethoven (Inno alla gioia, adottato dall’Unione Europea come inno ufficiale) intonato dai giovani federalisti europei, il presidente del consiglio Matteo Renzi non si è fatto pregare. Ha raccolto il loro grido per un’Europa “libera ed unita” difendendo a tutto campo il trattato di Schengen ed “un’unica frontiera europea con il Mediterraneo”.
Ragazzi controcorrente? “Siamo il movimento – spiega Simone Fissolo, presidente della gioventù federalista europea – che porta avanti il messaggio dell’Europa Unita e facciamo riferimento ad Altiero Spinelli. Siamo i giovani che portano avanti l’idea di un’Europa solidale, l’Europa dei popoli, non solo un’europa di documenti e, come ricordava il presidente Renzi, un’Europa burocratica, lontana dai cittadini ma un’Europa che aiuta, che va incontro ai problemi dell’immigrazione e che cerca di abbracciare gli stati membri. Credo che da questa isola sia importante sottolineare che i muri vanno distrutti, le frontiere vanno liberate, e le libertà che abbiamo guadagnato grazie ai padri fondatori che sono stati i primi a lottare contro il fascismo e le dittature vanno protette”.

Che senso ha il vostro gesto? “Siamo qui, nel segno di Altiero Spinelli per ricordare la necessità di un’Europa unita, di un’esercito comune, bisogna essere in grado di dare una risposta unitaria alle emergenze di oggi”.

Il premier Matteo Renzi può cambiare qualcosa? “Il presidente è stato molto disponibile, mi ha parlato personalmente, e mi ha ringraziato per il lavoro che facciamo per portare avanti questo messaggio ed al tempo stesso ci ha garantito che questo progetto (restauro del carcere di Santo Stefano per 80 milioni di euro e scuola di formazione per le future generazioni che guideranno l’europa in collaborazione con il mondo dell’università) sarà indirizzato ai giovani. Sosteniamo dunque la sua idea e speriamo si concretizzi al più presto. Siamo disponibili a seguire i lavori ed a dargli una mano se serve”.

Il presidente si è detto sconvolto dello stato in cui versa il carcere e quindi anche la memoria italiana in questo lembo di centro sud. “La situazione è disastrosa non solo a Santo Stefano. Musei, punti dove c’è memoria potrebbero essere messi a nuovo e valere tanti soldi. Ricordiamoci che il turismo italiano non è solo un turismo estivo e di divertimento ma anche culturale. Siamo vicino a Roma, che di turismo culturale vive. Secondo me, in questo ha ragione il presidente, occorre rendersi conto che la cultura è un motore economico importante in grado di creare posti di lavoro. Quindi ben venga questo progetto”.

A chiudere invece ogni spiraglio al possibile infiltrarsi di malintenzionati e terroristi sono state le forze dell’ordine coordinate dalla questura di Latina sotto l’occhio vigile della prefettura. In questi giorni i controlli sono stati serrati in tutti i possibili porti d’imbarco e nell’Isola di Ventotene. Nella foto alcuni controlli meticolosi effettuati con l’ausilio di sofisticate attrezzature sul portellone d’ingresso del “Don Francesco”, traghetto che ha portato le autorità ed i giornalisti sull’Isola pontina.

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