Formia / Pastificio Paone, confermato il sequestro

FORMIA – Si aggrava la controversia giudiziaria-tecnica e amministrativa della riconversione dell’ex pastificio Paone di Formia. Il Tribunale del Riesame di Latina, dopo un’attesa durata oltre un mese, ha confermato il sequestro operato quattro anni fa dai Carabinieri e dal Nipaf della Guardia Forestale nei confronti dello storico stabilimento di piazza Risorgimento con le ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e di abusivismo edilizio.

Il giudice Luigi Giannantonio in una sentenza di oltre quaranta pagine va controcorrente rispetto a quanto ordinato in precedenza dalla Corte di Cassazione la quale, a quasi otto anni dall’inizio dell’intervento di riqualificazione dell’ex opificio, non si era espressa a favore dell’applicazione dei sigilli. Rispetto al primo progetto di riqualificazione, la famiglia Paone aveva ridotto le superficie da destinare a centro commerciale ed il Riesame ha “sposato” la stessa linea della Procura della Repubblica di Latina e del magistrato inquirente, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano: il nuovo permesso a costruire della sezione urbanistica del comune di Formia è illegittimo perché rilasciato in assenza di piano particolareggiato, necessario per un’area poco urbanizzata.

E un ragionamento opposto lo fa il collegio difensivo del nuovo corso imprenditoriale del pastificio Paone: l’area di piazza Risorgimento è tutt’altro che poco urbanizzata ed il pastificio esiste lì dal 1876 e, dunque, abbondantemente prima che nel 1980, dopo sei anni, andasse in vigore il nuovo piano regolatore, tuttora vigente, del comune di Formia.

Ora il neo amministratore unico del pastificio, Fulvio Paone, non si vuole arrendere: ha preannunciato un nuovo ricorso in Cassazione perché la trasformazione dell’ex opificio, attraverso contratti di locazione, servirà per capitalizzare il nuovo ciclo produttivo, finalmente ripartito, nell’area industriale di Penitro.

Saverio Forte

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