Latina / Calandrini: “Sindaci spodestati per Acqualatina”

LATINA – La rivoluzione politica che ha portato alla caduta dei sindaci di Terracina e Latina con la conseguente rottura del patto di ferro tra il centrodestra e fratelli d’Italia è stata originata dalle liti sulle nomine dei vertici di Acqualatina. E’ quanto sostiene il portavoce provinciale di Fdi Nicola Calandrini. “Ciò che è accaduto per la nomina dei vertici di Acqualatina – si legge in una nota – è la prova che quanto anticipato lo scorso Giugno, insieme a Giorgia Meloni, ricalca l’assoluta verità.Lo avevamo denunciato pubblicamente: all’origine della caduta dei sindaci di Latina e Terracina non c’erano motivazioni politiche, ma l’obiettivo di mantenere il controllo assoluto e pervicace della società mista Acqualatina. Lo avevamo preannunciato, protestando sotto la sede con Giorgia Meloni, che al termine della farsa della selezione pubblica “trasparente e meritocratica”, sarebbe stato nominato nuovamente Addessi. Così è stato!

Verrebbe da sorridere, se non fosse una tragedia morale e politica, a leggere il comunicato della presidente della commissione giudicatrice Carla Amici in cui si condanna “il metodo seguito ieri della nomina per appartenenza politica a capocorrenti e per lottizzazione”. Ma se ci hanno parlato fino a ieri di una nuova era di pulizia e legalità dentro Acqualatina?
Nel frattempo, grazie al Partito Democratico, l’8 % dei sindaci, ovviamente tutti di Forza Italia, hanno deciso per tutti. Alla faccia dei 280mila cittadini di Latina, Terracina, etc… E si chiama pure “democratico” il loro partito… A tal proposito è anche curioso notare come nessun rappresentante di Latina, che rappresenta un quarto degli abitanti della provincia, sieda nel consiglio di amministrazione e nel collegio sindacale. Vorrà dire qualcosa?…

C’è ovviamente un’altra cosa da sottolineare, che la nomina nel collegio sindacale della dott.ssa Maria Grazia De Biaggio, nulla ha a che fare con Fratelli d’Italia. La stessa non ricopre alcun ruolo nel nostro movimento ed anzi ritengo che la sua scelta di non accettare l’incarico, rappresenti una straordinaria lezione di stile, di dirittura morale e professionalità, all’interno di un contesto quanto meno censurabile come quello della spartizione delle poltrone del Cda di Acqualatina.
Fratelli d’Italia non si è mai prestata ai giochetti sulla pelle dei cittadini. Volevamo un rinnovamento delle cariche sociali e certamente desideravamo che la città capoluogo Latina potesse tornare ad avere un ruolo centrale, non più subordinato ad altri che hanno fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi vent’anni sul nostro territorio.
Così non è stato. È un errore che non abbiamo mai fatto, né mai faremo”.

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