Wassim Ben Tara Lascia la Sir Superlega: Un Addio Ricco di Successi e l’Inizio di una Nuova Avventura in Giappone

Un saluto che pesa, un borsone pieno di vittorie, un biglietto di sola andata verso Oriente. La storia di un campione che lascia una città che l’ha adottato e abbraccia una sfida nuova, diversa, tutta da scrivere.

C’è un momento, nello sport, in cui capisci che il cerchio si è chiuso. Per Wassim Ben Tara quel momento è arrivato adesso. L’opposto tunisino lascia la Sir Safety Perugia e guarda al Giappone. Lo dice con calma, con la lucidità di chi ha macinato partite vere: “Per me un momento di crescita tecnico e umano”. Non suona come un addio freddo. Sembra piuttosto una porta che si apre.

Un ciclo vincente in bianconero

In maglia bianconera, Ben Tara ha vissuto un ciclo che ha segnato la Superlega. Secondo i conteggi ufficiali del club, il suo percorso coincide con dieci trofei complessivi messi in bacheca nel periodo recente. Dentro ci sono titoli nazionali e internazionali, inclusi due Mondiali per Club consecutivi e più Supercoppe. Un filotto che ha spinto Perugia nell’élite europea, con il PalaBarton spesso sold out e una squadra capace di tenere ritmi impressionanti.

I numeri raccontano solo una parte. L’altra la danno i dettagli. La battuta che spacca i set. L’attacco piazzato in parallela quando conta. Il lavoro quotidiano con staff tecnici di alto livello. E quella base di affidabilità che, in una finale o in un tie-break, fa la differenza tra esserci e perdersi. Chi è stato al PalaBarton lo ha visto salutare la curva, mano sul cuore, dopo un ace pesante. Piccole scene che restano.

Qui, Ben Tara ha guadagnato statura. Tecnica, certo. Ma anche carattere. Lo si è notato nei momenti più tesi della stagione, quando la palla scotta e il rumore si fa muro. La squadra ha cambiato pelle più volte, ma lui è rimasto un riferimento, un punto di pallavolo concreta e pulita. Un ruolo meritato, passo dopo passo.

Perché il Giappone, perché adesso

La scelta del Giappone dice molto. La V.League propone un gioco rapido, grande organizzazione, palazzetti caldi e un mondo sportivo dove disciplina e dettaglio contano quanto il talento. È un terreno ideale per chi vuole allargare il proprio repertorio. Più ritmo in difesa, letture veloci, gestione del corpo in una stagione intensa ma rigorosa. Al momento, il club di destinazione non è stato annunciato in modo ufficiale: l’indizio, però, è chiaro. Cercare un salto di crescita fuori dalla comfort zone.

L’addio a Perugia non cancella il legame. I tifosi — i Sirmaniaci in testa — sanno riconoscere chi ha lasciato impronte vere sul taraflex. Resteranno le foto sotto la curva, i cori, qualche striscione riposto in garage, in attesa di rivederlo da avversario. È il bello dello sport: ci si saluta, ma non ci si perde.

C’è anche una lezione che vale oltre il campo. Cambiare rotta quando stai vincendo non è comune. Richiede fiducia. Richiede visione. “Crescita tecnico e umano”: parole semplici, obiettivo ambizioso. E allora l’immagine è questa: una valigia, un paio di scarpe nuove, il fuso orario che sposta le abitudini, e una rete che è sempre alta uguale, ovunque tu vada. La palla partirà uguale. Cadere, rialzarsi, ripartire. Non è quello che facciamo tutti, ogni giorno, nel nostro piccolo?