Scopri come l’Italia sta diventando un magnete per il turismo internazionale e i matrimoni di coppie straniere
Nei vicoli delle città d’arte rimbalzano accenti lontani, sui treni sfilano bouquet tra trolley e mappe piegate. Qualcosa è cambiato: l’Italia non è solo meta di viaggio, è diventata il luogo dove fissare ricordi che restano—anche un “sì”. E nel 2025 questo slancio tocca il suo picco.
Capita di sentirlo al bancone di un bar. Il barista saluta in tre lingue, indica una chiesa barocca a una coppia emozionata, poi spiega dove si prende il vaporetto. L’immagine è semplice, ma rivela un dato culturale: l’Italia è tornata ad essere un magnete. Un brand vivo, non solo un logo.
A trainarlo sono il turismo internazionale che riparte forte e un fenomeno più intimo ma in chiara crescita: i matrimoni di coppie straniere che qui scelgono di giurarsi amore.
I numeri del boom
Le stime più aggiornate indicano per il 2025 un massimo storico di presenze straniere: 271 milioni, circa il +6,7% sull’anno precedente. La spesa turistica degli ospiti esteri tocca 57,1 miliardi di euro. Sono cifre che consolidano il turismo come leva economica e occupazionale. La mappa parla chiaro: il Sud e Isole vola (+8,7%, oltre 3,3 milioni di pernottamenti in più), il Nord Est cresce del 6,7% (+7 milioni), il Nord Ovest del 6,5% (+3 milioni), il Centro del 5,7% (+3,7 milioni). Sono previsioni: potranno cambiare, ma il trend è solido.
Le città d’arte segnano +6,4% e arrivano a 84,5 milioni di notti. I laghi fanno +6,7% (34,5 milioni), la montagna corre a +8,5% (31,1 milioni). Il mare sale del 6,4% a 72,7 milioni. Bene pure le aree rurali e collinari (+5,8%, 12,6 milioni) e il termale (+5,9%, 7,6 milioni). Le aree di “altro interesse” avanzano del 6,9% fino a 27,8 milioni. Il settore, però, chiede infrastrutture migliori, servizi più efficienti e un argine ai prezzi: senza qualità, il picco rischia di diventare episodio.
C’è poi il capitolo più romantico. Nel 2024 si contano 3.378 nozze tra sposi entrambi stranieri e non residenti: circa il 2% di tutti i matrimoni. È il cuore del wedding tourism. Prima della pandemia erano 4.094 (2019), crollati a 918 nel 2020; nel 2021 la risalita (1.574) è ripartita e oggi si vede, concreta, nelle cerimonie a picco sul lago, nei borghi dell’Appennino, in una masseria al tramonto.
Accanto a questo, i matrimoni di coppie entrambe straniere con almeno uno residente in Italia sono 4.929 nel 2024, in lieve calo (-4,9%) e pari al 59,3% degli 8.307 matrimoni tra cittadini entrambi stranieri. Un dettaglio importante: molti residenti stranieri si sposano nel Paese d’origine e non entrano nelle rilevazioni italiane. Il quadro, quindi, è parziale per definizione.
Eppure basta affacciarsi a una piazza all’ora d’oro per capire. Un violinista attacca una romanza, una sposa ride quando il velo prende il vento, i passanti si fermano. Da Costiera Amalfitana a Val d’Orcia, da Verona ai laghi del Nord, l’Italia offre scenari e servizi che parlano la lingua dell’emozione. È qui che turismo e matrimoni si intrecciano: più voli e più pernottamenti, ma anche più fotografi, florovivai, ristorazione, artigianato. Valore diffuso, se sappiamo organizzarci.
Sono stime e dati ufficiali affidabili, ma non dogmi. Il 2026 dipenderà da come gestiremo accessi, trasporti, formazione, prezzi, tutela dei luoghi. Perché non basta accogliere, bisogna prendersi cura. La domanda, allora, è semplice: che Italia vogliamo mostrare quando qualcuno decide di venire—o addirittura di sposarsi—proprio qui? Una vetrina o una casa che resta nel cuore?