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Latina / Vincenzo D’Amico “O’rey di piazza Roma”, presentato il libro di Gianluca Atlante [VIDEO]

LATINA – Un libro, dal forte contenuto culturale e pedagogico (naturalmente dal punto sportivo), che non può non leggere un appassionato di calcio, di calcio vero però. E’ quello che il collega della redazione sportiva del quotidiano Latina Oggi Gianluca Atlante ha scritto e pubblicato in questi giorni in memoria di Vincenzo D’Amico, “O’rey di piazza Roma”. “Vincenzo D’Amico, volevo giocare nella Lazio” è il titolo di quello che si appresta a diventare un autentico best seller che traccia un bellissimo ricordo, dal punto di vista umano e sportivo, di un ex calciatore che se n’è andato troppo presto a causa di un male incurabile.

D’Amico ha rappresentato la forma più genuina di lazialità che arrivava fuori dal grande raccordo anulare. Gianluca Atlante ha sintetizzato (e bene) la vita sportiva di D’Amico partendo dalla sua città, Latina, che ha sempre amato e difeso nonostante l’amore non sia stato completamente corrisposto, e dal suo storico oratorio. Da qui era partito nei grigi primi anni settanta il grande viaggio di Vincenzo che a soli 19 anni, 50 anni fa tondi tondi, si è trovato a vincere il primo ( e fortunatamente non unico) scudetto della storia della Lazio. Si è rivelato subito il volto più bello, pulito e genuino di una squadra ‘dannata’ ma guidata da un mito qual è rimasto il “maestro” Tommaso Maestrelli. Il libro poi ripercorre l’unico viaggio calcistico effettuato da D’Amico fuori Roma, quello lampo a Torino, sponda granata, ma poi anche il ritorno al capezzale di una Lazio in balia di mari agitati. Sia sul piano societario che tecnico. E non è finita.

Il libro di Atlante è zeppo, inoltre, di aneddoti sul feeling che non è mai sbocciato, nonostante il grande e riconosciuto talento, tra D’Amico e la maglia azzurra della nazionale, sui due gol in un derby impari e sui tre rifilati al Varese per evitare la Serie C. E l’autore correttamente offre al lettore tante e diverse testimonianze di chi ha conosciuto D’Amico da compagno di squadra (Nanni e Oddi) ma anche da avversario (Ciccio Graziani, Bruno Conti ed Eraldo Pecci). Atlante, grazie alla sua sensibilità, è stato capace di carpire con garbo amicale la sfera assolutamente privata del calciatore, poi diventato elegante e apprezzato commentatore televisivo .

Grazie a questa angolatura il libro svelta tanti aspetti riguardanti la famiglia del calciatore che arrivava da Latina, i figli Matteo e Nicolò, l’amore per Simona, la compagna dell’ultimo viaggio, dal Portogallo in paradiso, ed il rapporto davvero intenso con il fratello Rosario. E moltissimi di loro ma anche alcuni dei vincitori dello scudetto di 50 anni fa, Bruno Giordano (che ha scritto la prefazione del libro mentre la postfazione è di Italo Cucci), l’aquila Olimpia ed il suo falconiere hanno impreziosito la presentazione del libro che, edito da “ Lab Dfg”, si è svolto presso un gremito Circolo cittadino in piazza del popolo a Latina. Quella scritta da Atlante è una storia di un uomo capace di illuminare a giorno campi in erba e pozzolana ma anche il romanzo di un calciatore d’altri tempi ma sempre attuale e di un uomo a cui non era difficile voler bene. Sotto ogni profilo.

Foto di Roberto Silvino

 

 

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