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Sabaudia / Giorno del Ricordo, l’incontro e la lezione a Palazzo Mazzoni dedicato alle vittime delle Foibe

SABAUDIA – Il Giorno del Ricordo è un incontro per non dimenticare, le celebrazioni organizzate dall’amministrazione comunale di Sabaudia.  “Oggi l’Italia celebra il Giorno del Ricordo e rende il suo tributo ai martiri delle Foibe e agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia costretti ad abbandonare le loro case e le loro terre solo per essere italiani. La Repubblica ha ricucito questa pagina dolorosa della storia nazionale istituendo per il 10 febbraio, appunto, il Giorno del Ricordo con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. Una data importante per non dimenticare l’orrore delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, affinché queste atrocità non si ripetano e la violenza possa essere per sempre espunta dalla convivenza civile di tutti i popoli”. Così il Sindaco Alberto Mosca ha ricordato l’importanza di questo giorno davanti a tanti studenti delle scuole di Sabaudia, intervenuti questa mattina, all’incontro pubblico svoltosi a Palazzo Mazzoni, alla presenza di Autorità civili, religiose e militari.

Al tavolo dei lavori, oltre al Primo Cittadino anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Pia Schintu, don Francesco e il docente di storia Luigi De Francesco. Lo stesso che ha offerto agli studenti l’opportunità di approfondire la conoscenza storica sulle vittime delle Foibe attraverso la sua dettagliata lezione. Il professore, infatti, ha condiviso con i ragazzi i fatti e le conseguenze di questa pagina oscura della storia. Una esperienza quella dell’incontro che ha fornito agli studenti uno spunto di riflessione e di sensibilizzazione nei confronti dei valori fondamentali legati alla dignità umana e alla lotta contro ogni forma di discriminazione e odio.

Tra l’ottobre del ‘43 e il maggio del ‘47, decine di italiani furono imprigionati, fucilati e gettati nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia, poi conosciute come foibe, da partigiani comunisti di Tito. Il Giorno del Ricordo nasce proprio per non dimenticare quei massacri, commemorando così le vittime innocenti.

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