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Sud Pontino / Dalle fragilità alle possibilità: gli incontri dello scrittore Enrico Galiano con giovani, genitori e docenti

SUD PONTINO – Enrico Galiano– insegnante e creatore della webserie di successo “Cose da prof”, tra gli autori più amati del panorama letterario italiano, ha incontrato gli studenti dell’IIS “Gobetti-de Libero” di Fondi nell’ambito della XXIII edizione del progetto “Invito alla lettura.Incontro con l’autore”, curato dalle docenti Patrizia Lombardi e Sabina Sepe. Lo scrittore di testi di successo come “Eppure cadiamo felici”, “Geografia di un dolore perfetto” e “L’arte di sbagliare alla grande” ha dialogato con i ragazzi per oltre due ore, senza risparmiarsi e rispondendo alle domande più disparate che talvolta hanno travalicato il testo nel senso stretto per toccare tematiche più generali, ma sentite con urgenza dai ragazzi.

In un silenzio surreale ed un emozione palpabile i ragazzi hanno sentito parlar di loro, delle loro fragilità e della loro unicità che è ricchezza, che fa di ciascuno un individuo unico e irripetibile. L’incontro reso possibile dalla disponibilità della Dirigente scolastica Rosalba Rosaria Bianchi, dal DSGA Vincenzo Spagnardi, col patrocinio del Comune di Fondi e la collaborazione della libreria “Tutti Libri – Mondadori” di Formia con Enza Campino e la prof.ssa Maria Pica, è stato il primo di un fine settimana in giro nel sud pontino.

Venerdì sera, infatti, Enrico Galiano ha incontrato i suoi giovani lettori anche a Formia, con un evento promosso e organizzato dalla libreria “Tutti Libri – Mondadori” di via Vitruvio, con la partecipazione dei giovanissimi lettori del gruppo lettura “#staserafacciotardi”, che si riuniscono da oltre un anno una volta al mese per parlare in un’atmosfera coinvolgente e informale dei loro libri preferiti. Un altro successo di partecipazione e di riflessione condivisa.

Ultimo appuntamento per l’apprezzatissimo autore l’indomani – sabato 2 dicembre – di nuovo a Fondi, ma questa volta ospite di Don Francesco Fiorillo al Monastero di San Magno, davanti ad una platea di insegnanti e genitori “desiderosi di esserci per i loro ragazzi e ragazze”. A raccontarlo è proprio un breve commento affidato alla pagina social “Fraternità Monastero San Magno”.

“Sabato sera scorso, il nostro Monastero è stato abitato da centinaia di insegnanti e genitori desiderosi di esserci per i loro ragazzi e ragazze” – si legge – “Un emozione e una consapevolezza straordinaria di essere sulla strada più autentica. Con Enrico Galiano, scrittore ed insegnante, che ha dialogato con il nostro don Francesco, è stato importante ritornare a credere di poter insegnare a volare, di fare dei nostri errori il viatico per trasformarli in possibilità, di impegnarci di più tutti per ridare speranza ai giovani. Un incontro travolgente ed entusiasmante tra ironia e profondità, tra leggerezza e bellezza di essere educatori per una nuova umanità. Gratitudine immensa ad Enrico che consideriamo già nostro compagno ed amico di viaggio e gratitudine a tutti i genitori ed insegnanti per la loro passione educativa. Insieme possiamo farcela contro la mediocrità”.

Ma è anche lo stesso autore – Enrico Galiano – a restituirci un commento proprio su quest’ultimo incontro, affidando le sue parole al profilo social, dove si legge: “Ho conosciuto un prete. Uno di quelli che quando lo vedi il pensiero è: ‘Non sembra neanche un prete’. Chissà perché spesso questo pensiero suona quasi come un complimento. Nel suo caso, lo è. Quando ti accoglie, ha sempre un toscano in bocca. Si veste come un boscaiolo di montagna, in chiesa porta le canzoni di De André, di Niccolò Fabi. Non parla mai di Dio, eppure parla sempre di Dio”.

Ed ancora: “Quindici anni fa, la notte di San Francesco, dopo che il suo migliore amico gli era morto fra le braccia per un’overdose, prese il sacco a pelo e venne a dormire in un monastero abbandonato. Un rudere dove nemmeno i roditori ci venivano più. E poi, praticamente a mani nude, con l’aiuto volontario di muratori, falegnami, artisti, elettricisti, lo ha trasformato in un monastero che sembra un museo. Bellissimo. Ha recuperato un’antica sorgente. Ha fatto riaffiorare affreschi del 1100. Ha fatto dipingere a un artista musulmano un’icona cristiana. «Ma la Chiesa ti avrà aiutato» – gli ho chiesto. «Mai voluto niente da nessuno» – mi ha risposto. Tutto gratuito, tutto frutto di scambi. Tutto materiale recuperato, presso dalle discariche, da vecchie soffitte. Ha creato, fra mille cose, un gruppo di ascolto per genitori che hanno perso un figlio. Iniziato con un paio di coppie, oggi sono in centinaia e arrivano da tutta Italia. Come ultima foto, ho voluto mettere quella più rappresentativa, secondo me. Viene dai famosi affreschi del 1100, e rappresenta una delle tentazioni di San Domenico. Ed è perfetto, quel culo lì, proprio perfetto, perché ti ricorda che quasi sempre le rivoluzioni si fanno: ridendo. A volte la bellezza ti prende di sorpresa, dove meno te l’aspetti.Questa è una di quelle volte”.

“Oltre 1300 persone si sono riunite, in diversi momenti del week end, per ascoltare un autore molto amato come Enrico Galiano” – commenta la libraia Enza Campino – “Tanti ragazzi, a cuore aperto, hanno espresso le loro problematiche, le incertezze nell’affrontare il futuro, addirittura le difficoltà dei loro rapporti con genitori e scuola. Enrico Galiano li ha rassicurati e incoraggiati a non temere di essere diversi, a non aver paura di sbagliare, ma di seguire i propri sogni senza accontentarsi della mediocrità, della sufficienza o di un destino già tracciato da altri. Tanta emozione, commozione, empatia”.

E conclude: “Un libraio aspira a riconoscersi nella bella definizione di Tahar Ben Jelloun la mano tesa tra chi legge e chi scrive”.

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