Gaeta / Ottava edizione di “Favole di luce”, ma il consigliere Scinicariello (Pd) rilancia: “Favole di ‘lucro’ “

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GAETA – Un’innovazione che ha contribuito a destagionalizzare l’immagine turistica di Gaeta. Ora, più che mai, un’edizione, l’ottava, quella delle “Favole di Luce”, dall’11 novembre al 14 gennaio 2024, con “le sue atmosfere magiche attraverso percorsi che si sviluppano tra sogno e realtà, alla scoperta dei tesori paesaggistici, storici, culturali e artistici di Gaeta”, utile a rilanciare “la città dell’arte, del mito e del mare” nell’anno della sua candidatura a capitale italiana della Cultura 2026. Il capogruppo del Pd al comune di Gaeta Emiliano Scinicariello ha atteso lunedì la conclusione della conferenza stampa del sindaco Cristian Leccese per rilanciare un quesito: ma le Favole di Luce (“o di lucro”) a chi giovano?

L’esponente Dem fa ricorso al dativo latino “Cui prodest?”, tanto caro a Lucio Anneo Seneca, per rilanciare quello che a suo dire da sabato prossimo sarà un altro “viaggio, tra deviazioni di traffico, invasioni di pullman, divieti di sosta, transenne, trenini, turisti asserragliati e pronti al selfie ai piedi di piramidi egiziane, torri, draghi, orsi, polpi, scimmie e quest’anno pure un dinosauro, anch’esso, evidentemente, tipica icona natalizia della nostra tradizione”. Quello di Scinicariello è un durissimo j’accuse nei confronti dell’amministrazione comunale di Gaeta, di Cosimino Mitrano prima e del “delfino” Cristian Leccese poi.

Si tratta di “uno spettacolo che annualmente fa transitare, per poche ore, migliaia di persone, provenienti principalmente dall’hinterland campano, martellato in questi giorni da una campagna radiofonica pubblicitaria “chirurgicamente” dedicata alle province di Napoli e Caserta”. Scinicariello ha effettuato una lunga ricerca, tra determine e delibere, per sintetizzare cosa hanno rappresentato, sul piano dell’attività amministrativa, le “Favole di Luce”. L’ha fatto per “capire a chi giova questo grande spettacolo di luci“ogni anno più fioche”. Ha provato a capire se l’attività politico-amministrativa di questi ultimi anni abbia giovato alla comunità gaetana o solo a qualcuno.

L’analisi che ne è scaturita, dal punto di vista del capogruppo del Pd ,è “impietosa”. Circa tre milioni e mezzo di euro, stima senz’altro in difetto, in poco meno di otto anni, “rappresentano una cifra spropositata se confrontata ad altri investimenti di ben più importante rilevanza sociale”. Scinicariello pensa all’assistenza alle famiglie indigenti, alla sicurezza della città, alla manutenzione degli impianti sportivi, alla manutenzione degli immobili comunali e delle strade, ai servizi di igiene. “Con 3,5 milioni di euro quante famiglie di nostri concittadini con seri problemi di sopravvivenza avremmo potuto aiutare?- cominciano i dubbi del’esponente del Pd – Quanta manutenzione a immobili e strade comunali avremmo potuto fare impegnando diversamente queste somme? E ancora, avremmo potuto contribuire alle spese scolastiche per i figli di tante famiglie gaetane, mettere in campo iniziative assistenziali come per il pagamento delle utenze a chi non può permetterselo,o riconoscendo una maggior quota di buoni spesa per le sempre più numerose famiglie in difficoltà, incrementare l’assistenza specialistica in favore dei tanti indigenti che ne fanno richiesta, contribuireal pagamento degli affitti a chi rischia lo sfratto. Su tutto questo abbiamo sempre fatto il possibile? Abbiamo pensato ai concittadini più in difficoltà? Non credo proprio – è la retorica risposta del capogruppo dei Democratici – Eppure avremmo dovuto, soprattutto dopo che Covid e crisi energetica hanno ulteriormente acuito questo tipo di difficoltà, estendendo la platea di bisognosi”. 

Scinicariello – come detto – accusa l’Amministrazione Comunale di Gaeta degli ultimi 12 anni “di non aver mai smesso di “spendere e spandere”, neanche di fronte alle difficoltà crescenti di un numero sempre maggiore di famiglie, neanche di fronte ad un bilancio comunale che continua a mostraresegni di grave sofferenza cronica(ricordo un previsionale approvato con quasi totale assenza di somme non vincolate),benché le imposte locali continuino ad essere ai massimi livelli. Niente, del resto sono quelli dello slogan#Avantitutta…”

Entrando nel merito, l’esponente del Pd definisce legittima l’iniziativa messa in campo dalle Giunte Mitrano e Leccese con il varo delle “Favole di Luce” che, apprezzata attraverso un grande consenso elettorale da parte degli stessi residenti “che paradossalmente la subiscono”, presenta un plateale tallone d’Achile sul piano tecnico amministrativo: la ripetitività degli affidamenti. Per Scinicariello “a partire dal 2016 sono stati effettuati affidamenti quasi sempre alle stesse ditte, con commissioni di gara molto spesso formate sempre dagli stessi soggetti, che si sono alternati ora come presidenti, ora come componenti. Affidamenti effettuati, però, con “la giusta veste”, cioè con procedure di acquisto effettuate sulla piattaforma del mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA).”

Fra tutti spiccano il servizio di noleggio, installazione, manutenzione e smontaggio delle luminarie natalizie, affidato senza soluzione di continuità alla ditta R.B.R. LIGHT s.r.l. di Scampitella (Avellino), alla quale per ben otto edizioni il comune ha riconosciuto la modica cifra – ricorda il capogruppo del Pd – di 1.946.083,00 euro. O piuttosto il servizio di proiezioni scenografiche e videomapping, affidato a partire dal 2019 sempre alla ditta “Proietta srl” di Avigliana (Torino) per 722.606,00 euro. O ancora il servizio per la campagna pubblicitaria radiofonica, affidato alle ditte “Media Radio srl” e poi a “CN Mediasrl”, “peraltro, coincidenza…!, aventi sede entrambe alla stessa via e numero civico di Napoli”, per 271.720,00 euro.E poi alcune decine di affidamenti ad associazioni varie di Gaeta, Formia, Minturno e Santi Cosma e Damiano, tutti comuni – ma questo è certamente un caso… – che al momento giusto rispondono “presente” agli appelli elettorali.

Per Scinicariello non è sbagliato definire la manifestazione Favole di Luce, alla luce di questi numeri, “Favole di Lucro” che, dopo l’exploit iniziale, “è ormai in una fase di stanca, per gli avventori, ma anche per i nostri concittadini. Hanno espresso sui social il loro disinteresse, e talvolta anche un inedito malessere, per uno spettacolo – semprelo stesso, sempreuguale a quello dell’anno precedente – la cui unica novità può essere rappresentata da qualche hit dell’estate appena trascorsa, da intonare durante lo spettacolo ipnotico intorno alla fontana di San Francesco. Si tratta di uno spettacolo che rende la città invivibile nei fine settimana, con l’ulteriore riduzione dei parcheggi e il blocco totale della circolazione proprio al centro della città, in Piazza della Libertà, il punto nevralgico da cui si snoda tutto il traffico per i vari quartieri, creando disservizi inimmaginabili e una condizione di impotenza.

Per contro, vi è un ritorno commerciale per pochi, pochissimi locali centrali (bar, paninoteche, ristoranti e pizzerie), inondati quasi sempre da carovane di pullman in gita quotidiana, e per la felicità di qualche tour operator e qualche “mini-ferrotranviere” che può mettere a disposizione i propri trenini per “escursionisti” (i turisti di un giorno). L’idea che la Città di Gaeta si potesse riempire di persone nel periodo natalizio, come mai era accaduto prima d’ora, ha fatto passare l’idea, nell’immaginario collettivo, anche perché ripetuta come un mantra dalla politica locale, che fosse proprio questa l’agognata “destagionalizzazione” – ha aggiunto Scinicariello – E ciò ha indotto molti proprietari di immobili a trasformare numerosissimi appartamenti in B&b, molti dei quali “in nero” e con prezzi giudicati dalle stesse recensioni estremamente alti anche in bassa stagione.

Questo fenomeno ha sottratto all’offerta immobiliare della locazione per i nostri concittadini centinaia di case, ormai convertite ad utilizzi meno impegnativi e più fruttuosi, creando difficoltà enormi a decine di famiglie costrette a stabilirsi e risiedere nelle città limitrofe”. Insomma “Favole di Luce (o di lucro”) è una manifestazione “che è costata, e ancora costa, un’enormità di denaro pubblico,ma che ha una ricaduta economica solo per pochi fortunati, mentre “diffonde democraticamente”su tutti i cittadini il disagio di una città invivibile per oltre un mese”.

E dal punto di vista sociale, economico e demografico? Ancora una durissima invettiva di Scinicariello: “Restano i dati inequivocabili di una Gaeta in cui gli occupati non crescono, il disagio economico è palesemente in aumento,e dal punto di vista demografico è una città che invecchia e decresce, e questo significa che non dà prospettive, non dà lavoro stabile, non dà alle giovani famiglie possibilità di stabilirsi qui.” Il Partito Democratico auspica, invece, un ritorno a festeggiamenti natalizi “più sobri e meno dispendiosi, magari ad iniziative che ricordino di più il Natale e la tradizione, e meno scimmie, piramidi, draghi e dinosauri. Il drago Zu, immagine iconica di questa edizione delle luminarie gaetane, è l’esempio più evidente di una miopia culturale della politica locale di questi ultimi 12 anni, che non verrà certamente arginata da una dubbia candidatura a “Capitale della Cultura”. Non fa bene all’immagine tutta della Città e dei tesori, quelli sì della nostra cultura, che dovremmo invece preservare, custodire, valorizzare e… rendere fruibili sempre e non solo in cartolina”. Il monito del Pd è rivolto all’intera politica gaetana, “tutta”, perchè “inizi a riflettere seriamente su questo “stanco teatrino natalizio”.

Il monito è di investire in futuro “queste cifre enormi per garantire una qualità della vita migliore al maggior numero possibile di concittadini”. Ed il primo destinatario di questo appello non poteva non essere il sindaco Cristian Leccese: “A Gaeta, che pare aver perso la bussola e sembra navigare senza orientamento e senza meta, non servono più squali né delfini, ma capitani coraggiosi”.

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