Cultura

Gaeta / Criticità e prospettive del sistema carcerario, successo per il convegno a Palazzo “De Vio”

GAETA – Lo stato di salute del sistema carcerario in Italia tra le innovative prescrizioni dettate dalla Costituzione, le criticità dovute ad un non più tollerabile sovraffollamento e le prospettive di riforma del suo sistema. Hanno avuto davvero torto i legali (e non solo) che non hanno potuto o voluto partecipare al partecipato e riuscito momento di confronto sulla situazione in cui si trovano in questo momento le carceri in Italia. A promuoverlo in maniera davvero qualificata sul piano scientifico e culturale degli interventi che si sono succeduti è stata, presso la gremita sala convegni del Palazzo “Cardinal Tommaso De Vio” di Gaeta, l’attiva associazione “Forense Fondana Gaetano Padula-Ermete Sotis”, in collaborazione con l’Università Roma Tre, gli ordini degli avvocati di Cassino e Latina, la fondazione dell’Avvocatura Pontina “Michele Pierro”, il patrocinio del comune di Gaeta ed il fattivo sostegno della Banca Popolare di Fondi.

I lavori hanno registrato una folta rappresentanza di legali di tre province – Latina, Frosinone e Caserta – e hanno registrato il coinvolgimento di alcuni docenti del Master Universitario di II livello di Diritto Penitenziario e Costituzione” e del centro di ricerca sull’esecuzione penale “European Penological Centre” che ha sede presso l’Università Roma Tre ed il restaurando carcere borbonico sull’isolotto di Santo Stegano a Ventotene.

Ad inaugurare i lavori è stato chi, più di tutti, ha voluto questo significativo momento di analisi sulle problematiche e prospettive di riforma del sistema penitenziario in Italia, il presidente dell’associazione Forense Fondana, l’avvocato Virginio Palazzo. L’importanza e, per certi versi, la necessità dell’organizzazione di questo simposio sono stati il sempre presidente attento presidente dell’ordine degli avvocati di Latina Giovanni Lauretti, la componente del consiglio dell’ordine forense di Cassino Eleonora ed il presidente della fondazione “Michele Pierro” di Latina, l’avvocato Antonio Fargiorgio ma anche, in rappresentanza del comune di Gaeta, l’assesore alla Polizia Locale, l’avvocato Stefano Martone.

L’ospite più atteso era il capo del “Dap” (il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero di Giustizia) Giovanni Russo ma ha richiesto un lungo e doveroso applauso del padrone di casa, l’Arcivescovo di Gaeta. “L’assistenza religiosa all’interno degli istituti di pena” era il tema dell’intervento di Monsignor Luigi Vari e puntualmente ha toccato le corde ai partecipanti quando ha ricordato la sua lunga esperienza, pastorale ed umana, a contatto con i detenuti del carcere di Velletri. Naturalmente i riflettori erano puntati sul dottor Russo quando ha cercato nel corso di un intervento davvero molto efficace e funzionale (anche grazie al linguaggio utilizzato) di relazione sulla situazione in cui versa attualmente il sistema penitenziario in Italia.

Il capo del Dap ha spiegato molto bene cosa rappresentano oggi i 190 penitenziari (ai diversi livelli) operanti nel paese , ha ripercorso la sua personale attività tracciando un bilancio, molto sommario, sulle iniziative assunte per l’attuazione del terzo comma dell’articolo 27 della Costituzione Repubblicana. Figurano l’accesso all’informazione culturale con la dotazione di strumenti elettronici contenente una biblioteca di migliaia di libri, il sostegno al diritto allo studio, la maggiore tutela per la salute, gli accordi con importanti aziende per la formazione al lavoro. Russo ha rivelato, poi, di aver pubblicato un manuale contenente regole precise sui diritti dei detenuti e sugli interventi degli operatori per la soluzione delle varie problematiche che giornalmente interessano la vita di chi è privato della libertà.

Tutto questo, in costante accordo e collaborazione con gli uffici dei garanti e le associazioni umanitarie. Il lungo e complesso intervento del Presidente Russo, che ha mostrato il volto competente e umanitario della massima autorità del sistema penitenziario, ha catturato l’attenzione del folto pubblico e l’interesse di esperti e operatori presenti. Al tavolo dei relatori, inoltre, si sono succeduti Fabio Gianfilippi, Giudice di sorveglianza presso il Tribunale di Spoleto, che ha illustrato le conclusioni delle commissioni “Giostra e Ruotolo” di cui ha fatto parte; Antonella Massaro che, associata di diritto penale presso l’Università “Roma Tre”, ha toccato nella sua relazione introduttiva i temi più sensibili dell’ordinamento penitenziario; la dottoressa Silvia Talini, Ricercatrice di diritto penale a Roma Tre (ha coordinato la seconda sessione del convegno), referente del Master di Diritto penitenziario e Costituzionale presso l’ateneo capitolino e, ancora, Stefano Anastasia, portavoce dei garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà (si è soffermato sul ruolo e sull’attività di questa figura nell’ambito del sistema penitenziario oggi in Italia); il presidente dell’associazione “Antigone” Patrizio Gonnella che ha meritato i consensi della folta platea rimarcando la funzione insostituibile, anche per la cronica carenza del personale di assistenza educativa, delle associazioni di volontariato presenti nei penitenziari nostrani.

Al convegno tenutosi presso il palazzo De Vio ha fornito il suo interessante intervento il giornalista-scrittore Pier Vittorio Buffa. L’autore del volume, ormai diventato un autentico best seller, “Non volevo morire così”, rappresentante dell’associazione “Per Santo Stefano”, ha riferito la sua esperienza nel raccontare le storie di confino, di reclusione e di isolamento nella fortezza borbonica di Ventotene offrendo cenni inediti sulla figura del direttore del reclusorio (sottolineando l’importanza culturale e scientifica del milionario progetto di recupero in corso) chiuso subito dopo l’ultima guerra mondiale, Eugenio Perucatti, considerato storico innovatore delle regole carcerarie . Marco Ruotolo, ordinario di diritto costituzionale a Roma Tre, ha svolto le conclusioni, riepilogando le questioni di cui si è occupato l’intensissimo e riuscito incontro.

“Il convegno di Gaeta – hanno commentato i presidenti dell’associazione “Fondana Forense” Virginio Palazzo, della fondazione “Michele Pierro” Antonioo Fargiorgio e dell’ordine degli avvocati di Latina Gianni Lauretti – deve essere considerato un inizio, cui dare ora un seguito con ulteriori incontri sugli aspetti specifici che sono emersi dalle parole degli eminenti relatori, molti dei quali, occupandosi quotidianamente del sistema penitenziario in Italia, hanno fornito validi ed qualificati contributi per affrontare in maniera sinergica le ricorrenti emergenze che rendono difficolto. L’associazione Fondana, con l’università “Roma Tre” e i due ordini territoriali di Cassino e Latina – ha annunciato concludendo il presidente Palazzo – si faranno carico di continuare questo percorso informativo, di conoscenza e approfondimento su un mondo che non può mai essere considerato come separato e distante dalla società”.

E non può essere che così.

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Convegno Palazzo De Vio
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