Politica

Minturno / Fratelli d’Italia: il coordinatore Fedele fa scattare il commissariamento del gruppo

MINTURNO – Fratelli d’Italia o fratelli serpenti? Questo interrogativo campeggia sullo sfondo di una velenosa polemica politica innescata all’interno di Fratelli d’Italia di Minturno che, dopo aver maramaldeggiato alle elezioni regionali di febbraio grazie alla candidatura del suo coordinatore comunale Vincenzo Fedele (non eletto ma comunque protagonista assoluto del voto all’interno del partito di Giorgia Meloni), ora deve fare i conti con una crisi di rigetto di cui si avvertivano le avvisaglie da alcuni mesi.

Ad innescare la miccia è stato proprio Fedele all’indomani della sua nomina (da parte del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca) nel ruolo di commissario straordinario dell’ente parco Riviera di Ulisse. Se qualcuno pensava che questo riconoscimento per Fedele servisse quale rimedio per neutralizzare questo pericoloso detonatore, è stato subito smentito. La nomina per Fedele ha accresciuto i mal di pancia all’interno della struttura dirigenziale di Fdi di Minturno ed il neo commissario dell’ente Parco ha deciso di rispondere a modo suo azzerando il direttivo comunale di cui era a capo da alcuni anno.

L’ha fatto prendendo carta e penna e scrivendo ai coordinatori regionale e provinciale del partito Paolo Trancassini e Nicola Calandrini. Fedele ha utilizzato le parole con il bilancino del farm acista consapevole che la situazione (forse) gli stava sfuggendo di mano. “Le ultime fatiche elettorali, che hanno visto la vittoria di Fratelli d’Italia a tutti i livelli con la conseguente proiezione del nostro partito al governo della Nazione, della Regione e della Provincia di Latina, impongono – ha scritto – l’apertura di una seria riflessione che sia finalizzata all’ulteriore crescita di Fratelli d’Italia anchea Minturno, non solo in termini elettorali ma, soprattutto, nel senso della consapevolezza di essere non più forza di opposizione – è questo il primo atto d’accusa che Fedele rivolge a quella che si è rivelata la minoranza interna, un tempo invece, determinante per la sua elezione a coordinatore comunale – ma forza che si deve candidare al governo dei territori”

Insomma bisogna cambiare pelle – è il monito di Fedele – con un’opposizione a Gerardo Stefanelli meno urlata e più propositiva. Lo stesso ex candidato alle ultime regionali scrive di aver trovato il metodo come effettuare un (complicato e difficile) trapianto genetico in considerazione della struttura partita ancorata agli originari elementi basilari della destra sociale e meno democristianizzata.

Vincenzo Fedele lo rende noto ai vertici regionali e provinciali di Fdi: “Ocorre che avvenga anche attraverso una importante riorganizzazione del direttivo cittadino di Minturno, che necessita di essere rivisto nella sua composizione e organizzazione. L’unico obiettivo che guida la mia azione è la crescita del partito. Pertanto le funzioni del direttivo sinora in carica devono considerarsi cessate in attesa che lo scrivente proceda agli incontri necessari ai fini della determinazione della nuova composizione.”

Quella che si sta giocando è una partita importantissima all’interno del Fdi di Minturno, chiamato a darsi una linea politica chiara ed una leaderschip che hanno una dead line ben precisa: le elezioni amministrative del 2026 quando Gerardo Stefanelli, dopo due importanti mandati amministrativi di svolta, lascerà definitivamente il palazzo di piazza Portanova. Con questo azzeramento del direttivo Fedele ha in mente, oltre che di ricandidarsi , di lanciare la sua sfida personale per correre per Fdi (e magari per l’intero centro destra) per conquistare il comune di Minturno? L’interessato nei giorni scorsi in un’intervista video a questo portale aveva detto di “non pensarci perché ora è ancora troppo presto”.

Fedele non lo dirà mai, neanche sotto tortura, ma non ha ancora metabolizzato la delusione del mancato approdo del candidato sindaco Pino D’Amici al ballottaggio delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021.

L’avvocato D’Amici, ora capogruppo in consiglio, ha subito pensato che il commissariamento del direttivo fosse un segnale politico nei suoi riguardi e a stretto giro ha risposto per le rime a Fedele: “La decisione di Vincenzo mi ha un po’ sorpreso, ma sono certo che voglia dare nuova linfa al partito. Premesso che pur facendone parte di diritto, non ho incarichi nel direttivo cittadino essendo già impegnato a rappresentare il partito in consiglio comunale, ritengo che il direttivo stesso in questi anni abbia ben lavorato nella pluralità delle visioni che un grande partito ovviamente ha e deve avere. Nell’ultimo periodo a causa dei molteplici impegni ed anche a causa delle varie competizioni elettorali che ci hanno visto protagonisti con lusinghieri risultati (mi riferisco alle elezioni comunali, nazionali e regionali), l’attività politica ha vissuto un po’ di naturale stasi, pertanto auspico che questo azzeramento, come confermato da Vincenzo Fedele, sia il naturale passaggio ad una nuova fase, maggiormente inclusiva e movimentista. Ritengo infatti doveroso ritornare nelle piazze e tra la gente, la politica dei salotti non ci appartiene, lo dimostrano i grandi risultati ottenuti dal nostro Presidente Giorgia Meloni”.

D’Amici però detta anche le sue regole che Vincenzo Fedele intelligentemente dovrà recepire: “Credo che questa nuova fase debba prevedere una maggiore collaborazione della base, i tanti iscritti e simpatizzanti che hanno voglia di partecipare devono essere inclusi nella grande famiglia di Fratelli d’Italia Minturno – ha aggiunto l’avvocato D’Amici – Per questo spero che si riparta da subito col tesseramento 2023 e si convochi in tempi brevi un’assemblea di tutti gli iscritti per pianificare i prossimi appuntamenti e le prossime sfide da affrontare anche alla luce dell’importante riconoscimento ottenuto da Vincenzo Fedele, nuovo commissario dell’Ente Parco Riviera di Ulisse. Sono sicuro darà a Minturno ed al Golfo le risposte che da troppo tempo i cittadini aspettano”

Il capogruppo D’Amici non vuole fuggire dalle proprie responsabilità ma intende verificare l’entità della svolta auspicata dal coordinatore comunale di Fdi Fedele: “Sono a disposizione di Vincenzo e del partito che mi onoro di rappresentare in Consiglio comunale”. E’ partito che D’Amici nel lontano 2013 ha contribuito a fondare a Minturno” e che grazie al grande lavoro dei militanti è cresciuto a tal punto da vedere nel tempo sempre più persone avvicinarsi animate da passione e spirito di servizio.

Share