Cronaca

Terracina / Inchiesta “Free Beach”: l’ex sindaco Roberta Tintari è libera, parla l’avv. Dino Lucchetti

TERRACINA – L’ex sindaco di Terracina Roberta Tintari è ora una donna completamente libera. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Cassazione che ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma, che, nell’ambito dell‘inchiesta “Free Beach” sui presunti appalti pilotati al comune, aveva fatto sopravvivere solo uno dei cinque capi di imputazione contestati all’ex primo cittadino e, per questo, disposto l’obbligo di firma due volte la settimana al posto degli arresti domiciliari.

La Suprema Corte ha quindi integralmente accolto il ricorso dei difensori dell’ex sindaco finita ai domiciliari lo scorso luglio, gli avvocati Massimo D’Ambrosio e Dino Lucchetti, e ha ordinato l’immediata cessazione di tutte le misure cautelari disponendo l’annullamento dell’ordinanza del Riesame anche nella parte in cui si ipotizzava il reato di falso relativamente al contenuto della delibera di giunta con la quale venne conferita la destinazione pedonale al ponte sul canale del porto di Terracina. La Cassazione ha, nella stessa udienza, dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura di Latina, con il quale l’accusa aveva chiesto il ripristino della custodia cautelare, nel frattempo revocata dal Riesame, nei confronti dell’ex sindaco di Terracina.

“Occorre attendere il deposito dei motivi per meglio comprendere fino a che punto i Giudici di legittimità si siano spinti nella valutazione dell’attività investigativa compiuta – hanno commentato gli avvocati Massimo D’Ambrosio e Dino Lucchetti – Ma allo stato è sicuramente vero che la decisione dell’annullamento senza rinvio dell’ordinanza del Tribunale del Riesame, lascia presagire per l’indagata Signora Tintari la prospettiva di un integrale proscioglimento da ogni possibile e residuale accusa. La signora Tintari ha dovuto affrontare una vicenda della propria vita tanto ingiusta, quanto gravosa e dolorosa – hanno aggiunto i due legali – Una vicenda che ha visto concorrere la fallibilità dell’agire umano con la perfettibilità di questo garantita dall’efficienza del sistema giustizia. La decisione della Suprema Corte di Cassazione sopravviene a dare continuità alle parole al tempo usate dall’ex sindaco Tintari per motivare le proprie dimissioni. Quelle stesse parole che -… in quel tempo- alcuni giudicarono ‘dure’, ma che oggi si palesano come il garbato e lieve grido di dignitosa disperazione, espresso da colei che in modo altrettanto garbato e lieve ha sempre vissuto. Occorre, tuttavia, un approfondimento riflessivo che la signora Tintari – hanno concluso gli avvocati Lucchetti e D’Ambrosio – intende affrontare nella conferenza stampa che sarà a convocare in esito alla pubblicazione dei motivi dell’ultima decisione pronunciata dalla Suprema Corte”.

Roberta Tintari, ricevuta l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, si dimise dall’incarico di sindaco, un gesto di coraggio che le fece onore a meno di due anni dalla vittoria delle amministrative del 2020. Il comune per quella coraggiosa decisione – che l’interessata rifarebbe migliaia di volte – fu costretto a perseguire, suo malgrado, la strada commissariale che terminerà in primavera con le nuove elezioni amministrative. L’ex sindaco, da noi interpellata, ha confermato che terrà una conferenza stampa subito dopo la pubblicazione delle motivazioni dei giudici della Cassazione.

Intanto ha voluto rilanciare le dichiarazioni che fece la scorsa estate quando decise di dimettersi da sindaco: “Le contestazioni rivolte nei miei riguardi, oltre che infondate, risultano palesemente errate. Indipendentemente da questo, sento il dovere di tutelare i miei familiari da tutto il fango che si sta riversando anche su di loro, per l’inaudito ma comprensibile clamore di un arresto tanto eclatante quanto ingiusto. Malauguratamente, quando verrò assolta, non ci sarà altrettanto clamore della notizia. Questo ce lo insegna la storia delle cronache giudiziarie. Ed, allora, la mia decisione di evitare nel breve ulteriori dispiaceri per i miei familiari, impedendo, con le mie dimissioni, che i soliti coraggiosi della tastiera possano alimentare l’insaziabile desiderio delle piazze forcaiole di veder punito colui che resta esposto alla pubblica gogna, prima ancora che il processo venga iniziato. Resto fiera del ruolo ricoperto e, soprattutto, orgogliosa del lavoro svolto, sempre con la massima trasparenza ed onestà, al servizio ‘non facile’ della collettività.

Solo nei giorni scorsi, per la cronaca, la stessa Procura aveva chiesto al Gip Giorgia Castriota l’archiviazione della posizione dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, iscritto nel registro degli indagati per turbata libertà degli incanti in concorso altri vale a dire il contributo economico erogato alla cooperativa ‘Mare e Monti 2018’ relativamente al salvataggio collettivo del 2019 e per l’installazione di alcuni gonfiabili in mare. L’ex primo cittadino, difeso dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Massimo Procaccini, continua ad essere indagato limitatamente al reato di induzione indebita a dare o promettere utilità per le presunte pressioni fatte su una funzionaria dello Sportello unico per le attività produttive del comune di Terracina per il rilascio della licenza di spettacolo viaggiante ad una società romana nel zona del porto della città.

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