Cronaca

Formia / Vittima di stalking, don Mariano Salpinone piange dopo l’arresto del suo aggressore [VIDEO]

FORMIA – Ha pianto don Mariano Salpinone, il sacerdote della chiesa “Cuore immacolato di Maria” di Formia e direttore dell’attiguo oratorio salesiano, dopo essere stato informato venerdì sera dal commissariato di Polizia dell’arresto per stalking del 36enne che da tempo lo perseguitava nonostante si fosse preso cura del suo precario quadro psicologico. A renderlo noto è stato lo stesso sacerdote che, vittima di una serie di atti persecutori che si protraevano da tempo da parte del 36enne con evidenti disturbi psicologici e comportamentali provocati dall’assunzione di droghe, ha esternato il suo provato stato d’animo sia nelle messe domenicali che ha celebrato che in un commovente video divulgato sui social.

“E’ caduto su di me il peso che di quello è stato un fallimento perché quando si finisce in carcere è sempre un fallimento– ha tenuto ad osservare don Mariano Salpinone, parroco chiesa Villaggio Don Bosco – Forse per un attimo ho intuito il dolore di una mamma costretta, come avviene negli ultimi tempi, ad allontanare il figlio”. Don Mariano Salpinone non pensa al dolore ricevuto per il pugno avuto sul viso (“avevo il casco” tenta di ridimensionare l’accaduto) o al danneggiamento subito dal suo scooter e lo motiva: “Chi è a contatto con persone disagiate che si trovano ora in carcere sa i rischi cui va incontro. Purtroppo c’è stata un’escalation di episodi violenti verificatisi nell’oratorio don Bosco che in realtà territoriali di Formia. La Polizia ha fatto quello che doveva fare per garantire la salute e la sicurezza pubblica dei fedeli e dei bambini e ragazzi frequentanti l’orario ma non basta”.

Per don Salpinone “Non basta che ciascuno faccia il suo. C’è una società in cui si faccia molto di più per questi fratelli in difficoltà”.  A dire dello stesso sacerdote il provvedimento detentivo disposto dal Gip del Tribunale di Cassino rappresenta una sconfitta per la società che avrebbe dovuto prendere in cura il 36enne ora associato nel carcere di Velletri. E da parte dello stesso parroco non tardano ad arrivare critiche – l’ha fatto un mese fa in occasione del periodo di messa alla prova per soli due anni per il 17enne originario di Casapulla accusato dell’omicidio di Romeo Bondanese – allo stesso sistema carcerario italiano. Una volta le carceri erano al centro di una città, di un paese, perché chi vi entrava doveva rimanere al centro delle persone per effettuare una necessaria azione di riabilitazione. Ora sono fuori e rappresentano un ulteriore forma di isolamento nei confronti di chi, sbagliando, deve realizzare l’impossibile per rimettersi un giorno in carreggiata”.

INTERVENTO video don Mariano Salpinone, parroco chiesa Villaggio Don Bosco

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