Cronaca

Gaeta / Assistente sociale, sospeso la prova orale del concorso indetto dal Comune

GAETA – Potrebbero essere stati l’interessamento del Gruppo di Formia della Guardia di Finanza – destinatario di un preciso esposto di una delle 66 candidate – o più semplicemente la richiesta di revoca del concorso formalizzata, da ben 12 Pec, con lo strumento amministrativo dell’”autotutela”. Resta il fatto che è stato rinviato mercoledì “sine die” per non chiari “motivi organizzativi” l’inizio della prova orale del concorso pubblico indetto dal comune di Gaeta per la copertura di 1 posto a tempo pieno ed indeterminato di istruttore direttivo – Assistente Sociale – categoria D – posizione economica D1.

Il rinvio o slittamento della terza ed ultima fase del concorso – caratterizzato dallo svolgimento di due prove scritte – è stato confermato dalla presidente della commissione nella veste di dirigente del settore Politiche sociali del comune di Gaeta Annamaria De Filippis. Interpellata sul rinvio della prova orale del concorso di cui sono stati dichiarati idonei 19 candidati quanti dovrebbero essere quelli assunti (se ne aggiungerebbero 18 a tempo determinato al vincitore della selezione), la dottoressa De Filippis non ha voluto aggiungere nulla di più. Resta la circostanza che la dirigente di Sperlonga sia stata nelle ultime ore la destinataria delle 12 richieste di revoca del concorso che, presentata ai sensi dell’articolo 21 octies della legge 241 del 1990 (quella sulla trasparenza degli atti degli enti locali), ha coinvolto gli altri tre membri della commissione, la segretaria comunale Patrizia Cinquanta in qualità di Responsabile Trasparenza ed Anticorruzione del comune, il dirigente pro tempore del Dipartimento Pianificazione e Sviluppo Organizzativi dell’Ente, la segretaria generale Cinquanta, il sindaco Cristian Leccese ed il presidente del Consiglio Comunale Davide Speringo

Che qualcosa debba essere rivista l’ha fatto sapere Cinquanta la segretaria comunale. Aveva annunciato che mercoledì mattina, alle ore 10, presso l’ufficio personale “in seduta pubblica si procederà all’abbinamento degli elaborati scritti con il nome del relativo candidato”.

I firmatari dell’istanza di revoca del concorso esordiscono con una premessa, di “aver subito una lesione”. Hanno contestato apertamente l’iter procedurale del concorso, “dalla sua pubblicazione alle prove di esame ancora in corso con ultima prova a partire dal 26 ottobre”. Presenterebbe – a loro dire – “elementi di dubbia legittimità e correttezza determinati da una serie di provvedimenti e comportamenti che non trovano logica giustificazione”. E queste presente anomalie procedurali vengono menzionate. A cominciare dalla nomina ‘last minute” della Commissione concorsuale che avvenne con la determina dirigenziale n. 936 della dottoressa De Filippis il 19 ottobre scorso “in coincidenza della data della prima prova”.

Quel giorno vennero ammessi, con riserva, tutti i candidati che avevano presentato domanda di partecipazione. Il giorno successivo venne pubblicato l’esito della prova con gli ammessi, i summenzionati primi 19 candidati classificati, e tra gli esclusi, c’era “l’istante”. Sono state contestate, poi, le modalità di svolgimento della prova scritta, che si sarebbe tenuta in due ambienti diversi; la circostanza che “delle tre tracce ne venne estratta una sola senza rendere pubbliche le ulteriori due rimaste nelle rispettive buste”; sui fogli contenenti le domande a risposta multipla non era indicato alcun codice per la identificazione del concorrente, venendo meno ogni garanzia di imparzialità con l’evidente, pur teorica, possibilità di sostituzione dei fogli nella successiva fase di valutazione” mentre “l’inserimento degli elaborati avvenne in buste prive di sigillo da apporre al momento della loro consegna e con chiusura con semplice lembo adesivo anch’esso (teoricamente) facilmente rimovibile e così in maniera piuttosto “casalinga” e contraria alle più elementari norme di garanzia ed imparzialità prescritte per i concorsi a tutela di tutti i partecipanti”.

Il blocco di questo concorso è stato sollecitato con l’obiettivo di “ripristinare la legalità e i principi di trasparenza, equità e tutela dei diritti soggettivi e dell’interesse legittimo leso dalle irregolarità procedimentali che, allo stato dei fatti, inficiano l’intera selezione”. Naturalmente i firmatari di queste richieste si riservano di adire le tradizionali vie legali a cui si affianca l’azione politica del capogruppo del Pd al comune di Gaeta, Emiliano Scinicariello, il primo che sollevò il caso sui social. Ora l’esponente Dem che presenterà ben due interrogazioni alle quali “chiederò le dovute risposte e chiarimenti” nel primo consiglio comunale utile.

Scinicariello evidenziò come nella commissione di questo concorso la Giunta municipale di Gaeta chiese ed ottenne la nomina del manager sorano Maurizio Loreto Ottaviani (per alcuni consente esterno del sindaco Cosmo Mitrano alla guida del distretto socio sanitario Latina 5 di cui il comune di Gaeta è ente capofila dall’autunno 2018 dopo aver ‘scippato’ questa guida al comune di Formia) e Silvia Tatangelo in rappresentanza di quel Consorzio Aipes balzato agli onori di un’altra polemica, quella relativa alla decisione dei comune di Gaeta e di Sora di “scambiarsi” alcuni candidati gaetani e sorani inseriti in una graduatoria espletata dallo stesso consorzio cui aderiscono ben 27 comuni della provincia di Frosinone.

Scinicariello ha già ripercorso alcune fasi del concorso per la nomina di un assistente sociale a tempo determinato ma ha rimarcato come la commissione d’esame – come detto – fosse stata formalmente la mattina dello svolgimento della prima prova. Il capogruppo del Pd definì quella nominata dalla segretaria del comune di Gaeta Cinquanta “una commissione di supereroi che nel breve volgere di pochi secondi è riuscita a pianificare le attività concorsuali e ad elaborare ed approvare tutti i testi per la prova scritta che si sarebbe tenuta di lì a poco”.

Superarono la prima prova scritta esattamente in 19, che – rincarò la dose Scinicariello – a pensarci bene sono il numero previsto dal fabbisogno del personale deliberato il 30 giugno precedente. Uno a tempo indeterminato più i diciotto part-time. Diciannove, non uno di più, non uno di meno… A questo punto sarà facile immaginare, e vale la pena perfino sperare, che tutti i sopravvissuti alla prima prova passino anche le successive e vadano a riempire tutte le caselle previste dal fabbisogno del personale.”

Lo stesso Scinicariello non volle entrare nel merito su “quanto mi è stato riferito da alcuni partecipanti alla prima prova, circa l’utilizzo di modalità di somministrazione e correzione dei test a dir poco desuete. Resto invece sorpreso dalle tante coincidenze. Non c’è che dire, una sequenza di eventi – e sempre con gli stessi protagonisti – talmente “fortunata” da generare qualche perplessità”. Quelle stesse perplessità sono ora al centro di accertamenti dello stesso comune di Gaeta e del gruppo formiano delle Fiamme Gialle.

Share