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Formia / Pastificio Paone, verso la proroga della cassa integrazione ordinaria per i dipendenti

FORMIA – E’ urgente esperire tutti i tentativi che prevede la legge per prorogare la cassa integrazione ordinaria ai 32 lavoratori attualmente in servizio presso il pastificio Paone di Formia. Il caro energia continua a mordere ed è stata una delle cause che agli inizi di novembre ha bloccato la realtà produttiva più antica della provincia. La situazione nel corso degli ultimi 50 giorni è purtroppo peggiorata ed il sindacato più rappresentativo all’interno del sito produttivo di Penitro, la Flai Cgil, ha sollecitato la convocazione di un’urgente assemblea sindacale per conoscere dalla proprietà del pastificio formiano, ora trasformata in una società a responsabilità limitata da società per azioni, la “situazione aziendale aggiornata”.

L’incontro si svolgerà giovedì 27 ottobre, alle 12.30, ed è molto atteso perchè il sindacato si è dichiarato pronto ad investire delle irrisolte problematiche dello stabilimento alimentare di Formia il Prefetto di Latina Maurizio Falco e la stessa Regione Lazio. Il motivo? E’ chiaro, beneficiare di un’altra tranche della cassa integrazione. Per la sua durata sarà importante capire la reale situazione economica venutasi a creare con il caro energia che ha provocato il distacco della fornitura del gas e dell’energia elettrica. Quello di settembre era stato, in effetti, il secondo blocco produttivo.

Il primo c’era stato in primavera, subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina a causa dei costi lievitati per l’acquisto delle materie prime. Il caro bollette, poi, ha fatto il resto. E’ probabile che il management del pastificio chieda la proroga della cassa integrazione ordinaria almeno sino al 7 dicembre. In questo giorno, dopo il rinvio del 5 ottobre, è previsto il pronunciamento nel merito della settima sezione civile della Corte d’Appello di Roma del ricorso presentato dai legali della “Domenico Paone srl”, contro la sentenza per cessata locazione emessa dal Tribunale di Cassino a favore della società proprietaria del pastificio, la Corex di Battipaglia. I giudici d’appello hanno già accolto, di fatto, l’istanza di sospensione della provvisoria esecutività della sentenza emessa il 29 aprile scorso dal giudice Vincenza Ovallesco del Tribunale di Cassino.

Il legale della “Domenico Paone spa”, l’avvocato Vincenzo Visconti, aveva formalizzato la sua istanza – poi accolta dai giudici d’appello – essenzialmente per due ragioni: la peculiarità dell’attività industriale svolta all’interno del pastificio di Penitro a Formia e la difficoltà della sua proprietà ad “assicurarsi la disponibilità, in breve tempo, di locali idonei alla prosecuzione dell’attività”.

La “Domenico Paone srl” aveva chiesto la sospensiva della sentenza del Tribunale di Cassino perché temeva, in assenza della disponibilità di un stabilimento alternativo, di interrompere la produzione della pasta. Cosa che, a causa del caro bollette, è avvenuta agli inizi di settembre. Per il legale della “Corex spa” , l’avvocato Daniele Lancia, il provvedimento del giudice Maria Rosaria Rizzo non ha cambiato i termini della delicata controversia economico ed imprenditoriale in campo: con la notifica il 3 maggio scorso della sentenza di cessata locazione del Tribunale di Cassino lo sfratto non sarebbe diventato esecutivo. La Domenico Paone srl” da quel giorno avrebbe avuto sei mesi di tempo , che scadono agli inizi di novembre 2022 – per smantellare le linee di produzione di Formia. Questo termine, di fatto, non sarà rispettato perché i giudici d’appello si pronunceranno nel merito il 7 dicembre prossimo.

A chiedere al Tribunale di Cassino lo sfratto della “Domenico Paone spa” era stata – come detto – la Corex che, nell’ambito del concordato preventivo chiesto con successo nell’autunno 2019 dalla precedente proprietà del pastificio, la “Domenico Paone spa fu Erasmo”, aveva acquistato lo stabilimento (con annessi terreni) nella zona industriale di Penitro a Formia. La gestione delle linee di produzione avrebbe dovuto versare i canoni di locazione soltanto per due anni – quindi sino allo scorso novembre – e lasciare la disponibilità dell’intero immobile al vero proprietario, la Corex spa di Battipaglia. Quando questo adempimento sottoscritto davanti lo stesso Tribunale di Cassino rimase disatteso, l’avvocato Lancia ha chiesto lo scorso 29 aprile l’emissione di una sentenza per cessata locazione ai danni della “Domenico Paone spa” , la cui domanda riconvenzionale, proposta in via subordinata, venne respinta unitamente alla pagamento delle spese processuali.

La controreplica della Corex spa, di fronte alla richiesta del pagamento dell’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale prevista dalla legge 391/1978, fu piccante: “Non dovevano avvisare proprio nessuno – fu la versione dell’avvocato Lancia – Questo contratto di locazione, stipulato nel 2019 nell’ambito di un concordato previsto autorizzato, ha avuto un spettatore terzo ed importante: Il Tribunale di Cassino…”

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