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Formia / “Formia… più bella del tempo in cui si fermò”, il testo selezionato al premio “Il Borgo Italiano”

FORMIA – “Promuovere e divulgare la letteratura italiana che fa riferimento ai piccoli centri italiani definiti comunemente borghi” – questo è lo spirito del premio letterario “Il Borgo Italiano – Edizione Borgo di Lanzo Torinese” che ha selezionato – tra gli altri testi della sezione “romanzo edito” – anche la raccolta “Formia… più bella del tempo in cui si fermò” scritta da Carmina Trillino con le illustrazioni di Palma Aceto ( edito da “Adriano Gallina Editore”).

Formia (Lt) sarà così una delle protagoniste – a livello nazionale – di una importante vetrina culturale, grazie alle ricchezze archeologiche e le tradizioni che ritornano tra le pagine della Trillino che viaggia, con le parole, tra le strutture romane e medievali, fra colonne, capitelli, antichi portali e fontane, in lungo e in largo tra luoghi simbolo – come i quartieri di Castellone e Mola – e il resto della città, in particolare, le sue bellissime chiese.

“Omaggio a Formia e alla sua infinita bellezza, alla sua millenaria storia, alle sue tradizioni e radici” – ci evidenzia del testo l’autrice, Carmina Trillino, ripensando all’idea che ha accompagnato la realizzazione del libro – “con Palma Aceto e Renato Marchese abbiamo realizzato questa raccolta i cui proventi saranno destinati a illuminare un sito storico della nostra città”.

Ed aggiunge: “L’obiettivo è di riuscire a candidare Formia come ‘Capitale italiana della cultura’ e in questa raccolta i luoghi, il cibo, le tradizioni narrano esprimendo il carattere identitario e l’essenza della comunità. Il recupero del senso di appartenenza può essere una risposta alle difficoltà che la città attraversa. La bellezza è risposta, insegnamento (Impastato docet). Vincere il premio sarebbe un tassello in più, dare visibilità alla bellezza e alla molteplicità d’anime della città. Ho sempre pensato che raccontando la bellezza si possa creare curiosità e interesse. E della mia città ne sono innamorata. Vincere? E’ ‘iamm!”.

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