Cronaca

Ventotene / Hotel “Lo smeraldo”, la Guardi di Finanza appone i sigilli alla struttura sull’isola

VENTOTENE  – Il motivo d’ordine che si sono imposti gli inquirenti è uno soltanto: massimo riserbo. La Procura della Repubblica di Cassino ha delegato la Guardia di Finanza del gruppo di Formia per apporre i sigilli ad un parte di quello è considerato l’albergo più importante di Ventotene, l’Hotel “Lo Smeraldo”. La struttura ricettiva di via degli Olivi negli ultimi giorni era un cantiere per lo svolgimento di alcuni lavori di riqualificazione e di manutenzione in vista della sua riapertura in occasione del ponte di Pasquale.

Il sequestro disposto dalla Procura riguarderebbe alcune presunte irregolarità di natura urbanistica. Ma l’arrivo sulla seconda isola pontina di un massiccio numero di agenti coordinati dal Colonnello Luigi Galluccio scaturisce da un’altra e più significativa problematica: la vendita dell’albergo dopo il fallimento della società, lo “Smeraldo srl”, che aveva realizzato e gestito la struttura dalla fine degli anni ottanta. La Procura è stata sollecitata a verificare la procedura di alineazione dell’albergo da un altro imprenditore del settore che, sino al 1 marzo scorso, era anche consigliere d’opposizione al comune, Pietro Pennacchio.

In un esposto aveva chiesto l’intervento della magistratura cassinate per verificare la legittimità dell’operato della sezione fallimentare di un altro Tribunale, quello di Latina. L’asta fallimentare per l’aggiudicazione dello Smeraldo era andata deserta per due volte con il conseguente ribasso della base d’asta. La mattina che sarebbe dovuta essere esaminata l’unica proposta arrivata in Tribunale, quella di Pennacchio e di un suo socio, alla sezione fallimentare del Tribunale di Latina era arrivata una Pec dell’ex fratello del sindaco di Ventotene, Antonio, che chiedeva di bloccare al fotofinish la vendita per presentare in alternativa un’altra soluzione, quella del concordato preventivo. In questo modo il nuovo acquirente decideva di acquisire la struttura accollandosi tutte le incombenze debitorie ereditata dai precedenti gestori, i fratelli Impagliazzo.

Le indagini delle Fiamme Gialle sono in corso sotto il coordinamento della Procura di Cassino e sotto la lente d’ingrandimento è finita la fidejussione che, secondo i firmatari della denuncia, merita i dovuti approfondimenti investigativi.

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