Cronaca

Sabaudia / Inchiesta “Dune”, non sono concluse le indagini della Procura di Latina

SABAUDIA – Non sono affatto concluse le indagini della Procura di Latina che soltanto un mese fa erano culminate a Sabaudia, nell’ambito dell’operazione “Dune”, con l’arresto ai domiciliari di 12 persone – tra cui dell’ex sindaco Giada Gervasi – e la sospensione dal lavoro per un anno ed il divieto di fare ritorno nella città delle dune per tre Carabinieri Forestali e per un quarto indagato. Che il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e i sostituti Valentina Giammaria e Antonio Sgarella indaghino ancora sull’affidamento di alcuni appalti per l’organizzazione di una prova della Coppa del mondo di canottaggio, la gestione delle concessioni balneari di chioschi e stabilimenti e la realizzazione di alcuni interventi nel Parco nazionale del Circeo l’hanno fatto sapere i tre rappresentanti della Procura chiedendo al Gip del Tribunale di Latina una proroga delle indagini per ulteriori sei mesi.

Questo orientamento in effetti era scaturito dalla discussione lunedì del ricorso dell’avvocato Gianni Lauretti davanti il Riesame contro l’ordinanza del Gip Castriota con cui era finita ai domiciliari l’ex sindaco Giada Gervasi con le ipotesi di reato di peculato, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. I Pm della procura, presenti alla discussione del ricorso, avevano depositato altre dichiarazioni rese all’indomani degli arresti. Hanno deciso di mettere nero su bianco due dipendenti del comune di Sabaudia che, senza essere stati sinora coinvolti nell’inchiesta Dune”, hanno risposto alle domande dei pm inquirenti.

Il quadro investigativo dunque può cambiare da un momento all’altro mentre si attende il pronunciamento del Riesame sull’istanza di revoca delle misure cautelari presentate dall’ex sindaca Gervasi, dall’ex direttore del Parco del Circeo Paolo Cassola, dall’ex assessore ai Lavori Pubblici e consigliere comunale Sandro Dapite e da due dei tree carabinieri forestali coinvolti nell’inchiesta, Alessandro Rossi e Angelo Mazzeo.

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