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Formia / Rifiuti, Latina Ambiente: maxi-debito fuori bilancio per liquidare la curatela fallimentare

FORMIA – La gestione dei rifiuti continua ad essere foriera di guai per il comune di Formia. Di sicuro la Procura regionale presso la Corte di Conti è stata invitata nientemeno che dal Tar del Lazio ad aprire un fascicolo per danno erariale nei confronti della superficiale gestione del settore da parte della ripartizione ambiente prima dell’avvento, il 1 maggio 2015, della Formia Rifiuti zero.

Il comune di Formia dovrà liquidare 126mila euro,di cui 34mila di interessi e spese legali, alla curatela fallimentare della Latina Ambiente spa, la società mista pubblico privata che, terminata la gestione dell’Ama di Roma, si occupò del servizio dei rifiuti a Formia durante l’amministrazione di centro destra guidata dal compianto Senatore Michele Forte tra il 2008 ed il 2013.

La Latina ambiente, nel frattempo dichiarata fallita, aveva emesso correttamente le fatture per il servizio svolto ma dal settore igiene del Comune quei mandati di pagamento non furono mai emessi semplicemente perché il servizio – a dire dell’allora dirigente, Gino Forte – non sarebbe stato svolto correttamente e compiutamente. Ne nacque un contenzioso giudiziale davanti il Tribunale civile di Latina che inviò nel 2018 il decreto ingiuntivo numero 2295 per pagare non più alla Latina ambiente, ormai in liquidazione, quanto alla sua curatela fallimentare le fatture mai onorate.

Quest’ultima andò oltre quando si rese conto che il Comune di Formia non avrebbe dato esecuzione alla sentenza numero 1988 del 29 ottobre 2020 del Tribunale Civile di Latina che munita di formula esecutiva il 10 febbraio dell’anno successivo, venne notificata lo stesso giorno. I legali della curatela fallimentare della Latina Ambiente hanno chiesto il pronunciamento del Tar del Lazio attraverso la nomina di un commissario ad acta che con la sentenza numero 658 del 2 dicembre scorso ha diffidato il comune, che non si è costituito in giudizio, il pagamento della sorte (92mila euro) cui si aggiungevano le spese e gli interessi legali per ulteriori 34mila euro.

Ma qualcosa non ha funzionato nel comune di Formia per onorare il debito maturato nei confronti della curatela fallimentare della Latina Ambiente spa. Già il 15 aprile scorso con la delibera numero 27 assunta con i poteri del Consiglio comunale l’allora commissario Prefettizio del comune di Formia Silvana Tizzano prendeva atto del contenuto della sentenza del Tribunale civile di Latina e formalizzava il riconoscimento del debito fuori bilancio. Perché non è stato onorato tempestivamente quel debito contenuto nel decreto ingiuntivo? E’stata mai avviata un’indagine conoscitiva all’interno dell’ente per verificare la condotta dell’addetto chiamato a bonificare la fatture arrivategli dalla fallita Latina Ambiente spa?

Intanto il dirigente pro tempore del settore Lavori Pubblici Tiziana Livornese ha firmato la determina con cui ha registrato l’impegno di spesa che, alla data del 15 gennaio prossimo (giorno in cui avverrà il bonifico alla curatela fallimentare della Latina ambiente spa), sarà di 126mila euro che per il comune di Formia diventerà un debito fuori bilancio. Prima della Giunta Taddeo ad informare la Procura presso la Corte dei conti è stato il Tar che, da par suo, paventa un maxi danno erariale.

Non è la prima volta che il conflittuale rapporto imprenditoriale tra il comune e la Latina ambiente spa finisca sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica. Prima della pausa Natalizia per lo storico caposezione del settore Igiene ed ambiente del comune Gino Forte – diventato con la pensione uno stretto collaboratore dell’ex sindaco Paola Villa – era arrivata un’indigesta dichiarazione di prescrizione dall’accusa di abuso d’ufficio. L’ex funzionario, difeso dall’avvocato Vincenzo Macari, era stato l’unico imputato relativamente all’affidamento – secondo la versione accusatoria del sostituto procuratore Alfredo Mattei – dell’incarico e, più volte prorogato, alla Latina Ambiente per quanto riguarda la gestione dei ciclo dei rifiuti dal 2011 al 2015.

Tre dei componenti della Giunta di centrodestra in carica all’epoca, gli ex assessori alla Polizia Locale e personale, al bilancio e alle attività produttive, Pasquale Cardillo Cupo, Raffaele Manna e Raffaele Ranucci, non avevano abiurato quanto deciso in quella fase storica dopo la conclusione dell’incarico affidato in precedenza dall’amministrazione di centrosinistra all’Ama di Roma ma, per certi versi, hanno voluto esternare i loro “distinguo” su una scelta per la quale avrebbero manifestato all’interno dell’esecutivo non poche perplessità e riserve di natura procedurale.

La Procura di Cassino, sulla scorta delle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Formia, ha sempre contestato la legittimità degli atti deliberati dalla Giunta, all’epoca guidata dal sindaco e Senatore Michele Forte, anch’egli indagato – come il responsabile del settore Gino Forte – sino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel settembre 2016. Nello specifico Gino Forte senza averne i titoli non essendo dirigente (per la Procura, essendo un caposezione, non avrebbe avuto i titoli per farlo in palese violazione del codice degli appalti) era accusato di aver firmato la determina di incarico alla fallita Latina Ambiente il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani del comune. L’affidamento avvenne direttamente, dunque senza gara d’appalto, e venne prorogato “per ben due volte aumentando notevolmente il suo importo e procurando alla Latina ambiente un ingiusto vantaggio economico derivante come detto dall’aggiudicazione illegittima del servizio e dai pagamenti in aumento conferite con le proroghe illegittime”.

Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Cassino erano finite l’ordinanza sindacale numero 104 del 21 dicembre 2011 che affidava alla Latina ambiente il servizio di igiene urbana “senza alcuna gara e sulla base di un’urgenza non imprevedibile” e, poi, la delibera di Giunta municipale numero 233 del 29 giugno 2012 che delegava l’allora primo cittadino ad emettere una nuova ordinanza contingibile ed urgente per permettere la prosecuzione del servizio. I costi sarebbero anche lievitati, passando da 339mila a 303 mensili pari a 2.259mila euro rispetto ai precedenti 2.035mila euro.

Nell’iniziale conclusione delle indagini ricevettero un altro avviso di garanzia, oltre a Michele e Gino Forte, il presidente del consiglio d’amministrazione della Latina Ambiente Giacomo Mignano, l’amministratore delegato Valerio Bertuccelli ed il direttore generale Vincenzo Esposito. Furono indagati per falsità ideologica: avrebbero attestato falsamente che la municipalizzata del comune di Latina aveva prodotto e, quindi, presentato un ricorso al Tar avverso il provvedimento numero 104 del 21 dicembre 2011 per “vedersi riconoscere la giusta remunerazione del servizio ordinato” . Insomma la Latina Ambiente avrebbe minacciato un ricorso al Tar per rideterminare il canone mensile da pagare da parte del comune di Formia.

Il funzionario Forte sperava in un’assoluzione piena che se fosse avvenuta avrebbe scaricato sul comune le spese legali affrontate. Con la prescrizione gli onorari professionali per l’avvocato Macari dovrà accollarsi l’ex funzionario del settore Igiene del comune. Una magra consolazione, dopo il debito fuori bilancio di 126mila euro a favore della curatela della Latina ambiente, per la neo amministrazione comunale del sindaco Taddeo?

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