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Sud Pontino / Natale, Arcivescovo monsignor Luigi Vari: “anche tra le nubi arriva Gesù Cristo” [VIDEO]

SUD PONTINO  – “Anche tra le nubi più tempestose arriva, viene il figlio d’Uomo, Cristo Gesù, e fa chiaro”. E’ ricco di significati- come sempre – il messaggio augurale Natalizio dell’Arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari. Quello del 2021 è il secondo Natale condizionato negativamente dall’emergenza Coronavirus ed il presule della Chiesa del Golfo parte da questa considerazione per rivolgere “al suo gregge in cammino”. Monsignor Vari commenta un passaggio del profeta Daniele che – a suo dire – rappresenta un inno all’ottimismo nonostante le perplessità, i dubbi e le nuove e più stringenti disposizioni governative per fronteggiare l’emergenza pandemica .

Insomma la gioia del Natale esalta l’amore con cui Dio fa di tutto per venire incontro all’uomo, sempre. Con il Natale – aggiunge l’Arcivescovo di Gaeta – Dio passa dalla “Parola” ai fatti, dal Verbo alla Carne: mai più la sua Parola senza la nostra storia; mai più la nostra storia senza il suo Verbo creatore. Nel Natale Dio ritorna a sporcarsi le mani con le nostre miserie: la prima volta si è sporcato le mani per creare l’uomo dal fango, nel Natale si sporca le mani per togliere l’uomo dal fango. Dio insegna come rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani, e fare anche noi molto di più. Impariamo a passare dalle parole ai fatti. Per “don Gigi il “figlio dell’Uomo è un bambini che nasce in una stalla. Per guardarlo dobbiamo chinare la testa, per toccarlo dobbiamo prenderlo in braccio. Sono Maria e Giuseppe che ci indicano dove guardare e ci mettono in mano Gesù. Con lui c’è il chiaro che serve e desideriamo”.

L’Arcivescovo di Gaeta dunque invita a coltivare, ad organizzare la speranza e non soltanto a limitarci a sperare. Profetiche sono state le parole di un monumento della chiesa italiana del Novecento, don Tonino Bello, citato da Papa Francesco nell’omelia per la Giornata mondiale dei poveri: “ A noi, specialmente a noi cristiani,- ripeteva don Bello – tocca organizzare la speranza, tradurla in vita concreta ogni giorno, nei rapporti umani, nell’impegno sociale e politico”. Il Natale insegna come venire incontro alle povertà, alle solitudini, alla sacralità inviolabile della vita, al degrado educativo e sociale, alle varie “colonizzazioni ideologiche” che in forma di vera e propria dittatura culturale graffiano e manipolano la verità della persona umana. Il Natale è la festa della prossimità alle fragilità, della cura, del farsi carico di ogni“altro”, in nome e per amore dell’altro. Dio non nasce solo per farsi adorare, ma per lasciarsi imitare. Alla guida della Chiesa del sud pontino piace probabilmente immaginare il Natale come l’iniziativa più belle ed interessante con cui Dio propone il suo speciale Pnrr nel quale presenta la transizione più urgente e necessaria: la transizione dalla disperazione alla speranza. E anche qui bisogna fare in fretta… per rispondere ai bandi, quelli del cuore, anche loro sono in scadenza….

Intervento video Monsignor Luigi Vari, Arcivescovo di Gaeta

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