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Formia / Torrente Pontone: residenti in riunione, sollecitano l’inizio dei lavori di manutenzione

FORMIA – Subito l’apertura del primo cantiere per la messa in riqualificazione e sistemazione idraulica dell’alveo del torrente Pontone. Il Commissario Prefettizio del comune di Itri, il vice Preefetto Francesco Del Pozzone, ha fatto benissimo ad approvare nei giorni scorsi il progetto finanziato lo scorso 6 maggio per 600mila euro dal dipartimento della Protezione civile così come richiesto dall’amministrazione comunale uscente del sindaco Antonio Fargiorgio ma è giunto il momento, anche per ovvie ragioni di sicurezza, che si apra il primo cantiere per rendere “normale” il corso d’acqua che sfocia in località Canzatora, sulla spiaggia di Vindicio, ai confini dei comuni di Formia e Gaeta.

E proprio moltissimi residenti di questa zona agricola, componenti del comitato Pontone si sono radunati in assemblea sabato mattina all’altezza della foce della corso d’acqua. Hanno chiesto, guidati dal loro presidente che il comune di Itri, quale soggetto attuatore nominato dal Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza venutasi a creare in seguito agi eventi calamitosi che hanno colpito il territorio della Regione Lazio il 29 e 30 ottobre 2018, avvii immediatamente la procedura per cantierare con la procedura d’emergenza l’intervento di manutenzione, ordinaria e straordinaria, dell’alveo del torrente.

L’assemblea ha rilanciato un monito: il comune di Itri, ancor più con l’amministrazione che uscirà vincitrice dalle elezioni, ha i poteri che gli conferisce la legge per scegliere attraverso una licitazione di gara d’urgenza (prevista dal decreto legislativo numero 76 del 16 luglio in materia di “Semplificazioni in materia di contratti pubblici e di edilizia”, il soggetto imprenditoriale che dovrà realizzare i lavori progettati dall’ingegnere Alessandro Liberace sotto l’attenta supervisione del responsabile unico del procedimento,il responsabile dell’area tecnica del comune di Itri Giuseppe Caramanica.

“L’inadeguatezza e la pericolosità della sezione idraulica del Rio Itri-Pontone è circostanza ormai tristemente nota, sin dall’ottobre 2012, allorquando si verificò il primo fenomeno di esondazione con conseguente allagamento dei terreni e delle abitazioni circostanti, sommersi da acqua malsana e da materiali di risulta di ogni genere – ha ricordato con un pizzico di preoccupazione il presidente del comitato Pontone Pasquale D. G. – Purtroppo gli enti territoriali competenti in materia, nonostante l’urgenza che la gravità della situazione richiedeva, non eseguirono i necessari interventi idraulici di consolidamento o quantomeno di manutenzione ordinaria degli argini e del corso d’acqua che avrebbero scongiurato, qualora fossero stati tempestivamente realizzati, le successive drammaticamente prevedibili esondazioni del 3 dicembre 2014 e del 6 dicembre 2020. Purtroppo gli stessi enti, seppur informati in tempo utile, rispetto alle esondazioni successive, delle criticità che lo stato dei luoghi presentava, a distanza di nove anni dal verificarsi del primo evento calamitoso, non hanno ancora provveduto ad effettuare opere volte alla messa in sicurezza del torrente per evitare il ripetersi delle esondazioni.

“Gli argini del torrente, ancora oggi, si presentano in tutta evidenza obsoleti e fatiscenti – ha aggiunto il presidente – L’alveo risulta costantemente pieno di arbusti e vegetazione infestanti, di rifiuti, pietrame e detriti di ogni genere, ostacolo al deflusso regolare delle piene ricorrenti, il tutto mai o quasi mai oggetto di intervento, neanche di pulizia ordinaria. E dobbiamo evidenziare come le plurime richieste di aiuto da parte dei cittadini interessati, già travolti e danneggiati per tre volte dal torrente in piena, sono rimaste prive di ogni minimo riscontro”.

“La condotta inerte, colpevolmente omissiva delle Autorità preposte alla salvaguardia del territorio e alla gestione del patrimonio idrico, ambientale ed impiantistico, per tutto il lungo tempo trascorso, costituisce, verosimilmente, la causa esclusiva dei fatti illeciti descritti e, quale diretta conseguenza, dei danni, patrimoniali e non, subiti e subendi, dalle proprietà individuali dei componenti il Comitato Pontone. Danni che dovranno essere integralmente risarciti, ma che potevano e dovevano essere evitati se fossero state osservate le specifiche disposizioni di legge o regolamentari, ovvero anche le più elementari regole di diligenza e prudenza. Il Comune di Itri, tuttavia, è corsa ai ripari approvando il progetto finanziato ma – ha concluso il presidente del Comitato – ma “la stagione delle piogge purtroppo sta iniziando”.

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