Cronaca

Operazione “Anni 2000”, arrestato in Germania Alessandro Forcina

MINTURNO – Ha avuto un epilogo all’estero e, più precisamente in Germania, l’operazione “Anni 2000” della Direzione distrettuale antimafia di Roma che, al termine di cinque anni di indagini compiute dai Carabinieri del Comando provinciale di Latina e della Compagnia di Formia, ha smantellato due organizzazioni un tempo facenti parte dello stesso sodalizio criminale ma poi, dopo una clamorosa rottura, specializzatesi in un vasto giro di estorsioni, detenzione illegale di armi, rapina, danneggiamento e incendio ma anche nella gestione di un traffico di droga sul territorio meridionale della provincia pontina.

Il magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Corrado Fasanelli è stato costretto ad emettere un ordine di cattura internazionale nei confronti di Alessandro Forcina, 28enne operaio di Minturno. L’uomo era stato dichiarato irreperibile nel momento in cui l’altra mattina i Carabinieri hanno tentato di notificargli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo le risultanze investigative dei Carabinieri il 28enne era componente del sodalizio criminale capeggiato dai fratelli Ettore e Maurizio Mendico. Forcina invece si trovava a Monaco di Baviera dove, trovando un lavoro come cantoniere, si era trasferito ormai da tre anni con la moglie e la figlia. L’ordine d’arresto europeo è stato notificato dalle forze speciali della polizia tedesca mentre Forcina spalava in strada la neve alla periferia di Monaco. Ne è scaturita una polemica a distanza da parte del legale del 28enne, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo: “Sarebbe stata sufficiente una telefonata” – ha detto – e Forcina avrebbe collaborato con le forze dell’ordine bavaresi”.

Intanto la Dda ha chiesto l’immediata estradizione di Forcina in Italia, provvedimento nei confronti del quale la difesa dell’operaio non si opporrà. Anzi, chiederà la sua immediata esecuzione in maniera che Forcina possa difendersi e spiegare la sua estraneità dai gravi addebiti mossi davanti il Riesame. Già lunedì saranno formalizzati i primi ricorsi al Tribunale della Libertà da parte delle altre 17 persone arrestati dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione “Anni 2000”. In maniera unanime tutte si erano avvalse della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia svolto in collegamento remoto davanti il magistrato che aveva firmato la voluminosa ordinanza custodiale, il Gip del Tribunale di Roma Daniela Caramico D’Auria.

Il collegio difensivo farà leva sul contenuto del provvedimento restrittivo. Si tratta di episodi datati nel tempo, tra i quattro e i cinque anni, che, seppur gravi, non avrebbero meritato le misure restrittive venendo meno – a dire della difesa – i presupposti della reiterazione del reato, dell’inquinamento delle prove e del pericolo di fuga.

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