Politica

Elezioni a Latina, il Pd appoggia la ricandidatura del sindaco Damiano Coletta

LATINA – Un’apertura al Pd senza però rinnegare il civismo. Il sindaco di Latina Damiano Coletta per tentare di succedere a se stesso ha deciso di fare un passo in avanti rispetto all’obiettivo per il quale cinque anni fa era nata Latina Bene comune. Ora questo progetto non va stravolto: il civismo resta un elemento essenziale, se non inderogabile, della sua azione amministrativa. L’ha fatto intendere sabato mattina nel corso di una conferenza stampa che il sindaco del capoluogo pontino è stato costretto ad organizzare in collegamento remoto per spiegare “cosa è accaduto l’altra sera”.

Una delegazione Dem ha varcato il poltrone d’ingresso del palazzo municipale di piazza del Popolo. Il Pd, smentendo se stesso, è stato, per certi versi, quasi obbligato a chiedersi di fidanzarsi con Lbc. L’hanno fatto il segretario provinciale Claudio Moscardelli, Franca Rieti titolare della segreteria comunale e i consiglieri Nicoletta Zuliani ed Enrico Forte, quest’ultimo uno dei due consiglieri democratici in Regione. Lo stesso segretario comunale di Lbc Ortu La Barbera ed il capogruppo Valeria Campagna hanno voluto che la delegazione del Pd scandisse la sua richiesta: “Ritiriamo la proposta di tenere le elezioni primarie e Damiano sarà anche il nostro candidato sindaco” . Naturalmente l’inatteso (sino ad un certo punto) passo di lato del Pd, incapace di proporre una propria ed autonoma proposta politico elettorale in una città un tempo “laboratorio” della destra italiana, è servito ad Italia Viva ad esternare la sua sorpresa e ad invitare lo stesso Partito Democratico ad assumersi “a questo punto” le sue dovute responsabilità. Come? Entrando, in questo scampolo finale di consiliatura, nella maggioranza civica”. Oneri ed onori, dunque.

Il sindaco Coletta, incassato il sostegno elettorale del Partito Democratico, vuole andare ora oltre. Nella conferenza stampa ha auspicato, definendolo “a questo punto inevitabile”, il coinvolgimento di altre forze moderate di centro e finanche del Movimento cinque stelle: “Si tratta, è vero, di un campo largo – così l’ha definito il primo cittadino cardiologo di Latina – chiamato, quasi con un imperativo, a garantire un’azione di governo alla città viaggiando sempre sui binari della città”. E’ una medaglia, questa, che Coletta ha più volte ostentato sul proprio petto: “Ci ha consentito – ha osservato – di mettere alla porta il vecchio sistema politico di questa città”. Ma un sindaco civico che parla con forze politiche tradizionali è un cambio di passo, un’innovazione o una necessità? Il sindaco Coletta ha mischiato le carte. L’ha fatto capire ampiamente: “Mettere insieme civismo e partiti non è un passo indietro, non è rinnegare il civismo. Ma il modello è sempre stato questo. L’identità di Lbc rimane per il percorso fatto e i risultati sono sotto gli occhi ma questo, legato all’emergenza economica e sanitaria, è un momento in cui tutti dobbiamo mostrare senso di responsabilità. Tanta responsabilità”. In conferenza stampa l’accordo con il Pd e il ritiro della proposta Dem di far svolgere le primarie per la scelta del candidato sindaco della coalizione hanno fatto gongolare, a ragione, il sindaco Coletta. “Attendo naturalmente il via libera della segreteria comunale del Pd – ha osservato – ma penso che non dovrebbero esserci problemi. Sono contento naturalmente per l’accordo raggiunto che fa leva sui contenuti del programma che sottoporremo, tutti insieme,all’elettorato di questa città( la seconda del Lazio). Spero di farlo con altre forze politiche ma – ha concluso Coletta nella sua conferenza stampa – avvenga alla luce del sole e all’insegna di due valori cui non derogo: onestà e trasparenza”.

L’accordo Lbc-Pd costringerà ora il centrodestra ad anticipare i tempi e di recuperare quello perduto. La scelta del candidato a sindaco dello schieramento è argomento del tavolo regionale appena insediato – in agenda subito dopo la scelta per il comune di Roma e prima per quello di Formia – ma una data importante potrebbe essere quella di lunedì 18 gennaio. L’ex sindaco di An Vincenzo Zaccheo se riuscisse a superare indenne la temibile forca caudina del processo legato al progetto prima e alla mancata realizzazione poi della Metro leggera potrebbe rivendicare (senza peli sulla lingua) – come ha già fatto intendere ad alessioporcu.it – la sua disponibilità a guidare il centro destra del capuologo pontino. Sul ritorno in campo dell’ex consigliere regionale e deputato del Msi ha esternato il suo interesse il coordinatore regionale della Lega Claudio Durigon. Ma il ‘carroccio’ ha manifestato da qualche settimana “simpatia” anche per una donna: Giovanna Miele, che, eletta nel 2016 nella fila di Forza Italia, vi è fuoriuscita da tempo per dar vita ad un laboratorio, “Identità e futuro”, il cui nome è tutto un programma per diventare il primo cittadino donna di Latina. Ma l’intesa sul nome del candidato a sindaco non c’è e le settimane dall’insediamento del tavolo politico regionale trascorrono inesorabilmente. Il timore è uno soltanto: il ritorno di Zaccheo alla testa del proprio movimento potrebbe dragare voti al centro destra a favore di Damiano Coletta. Ma li potrebbe recuperare al ballottaggio. E se così non fosse così ? Ecco perché, dopo il rifiuto ad accettare la candidatura a sindaco da parte di alcuni esponenti della cosiddetta società civile, sta prendendo corpo la soluzione di ricorrere “l’usato sicuro” che conoscere, dopo le divisioni del 2016, altri voltafaccia dell’elettorato del capuologo. Quelli sì che fanno male.

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