Gaeta, Vivil’Arte con le Fiabe di Gabriella Catania e la presentazione di nuovi libri

Gaeta, Vivil’Arte con le Fiabe di Gabriella Catania e la presentazione di nuovi libri

GAETA – Il 17 e 18 Marzo saranno altre due giornate ricche di appuntamenti da non perdere per la rassegna culturale Vivil’Arte 2015. “La medusa…la strega … la torre… e spiringuacchi in bici“, le fiabe di Gabriella Catania saranno protagoniste dell’incontro che si terrà martedì 17 marzo 2015, alle ore 17.30, nella Ludoteca Comunale “Sebastiano Conca”, presso la Scuola Primaria di Via dei Frassini, a cura dell’Associazione DeComporre. Parteciperà l’autrice di queste favole tutte ambientate nel Golfo di Gaeta.

Gabriella Catania, che vive a Formia, ha realizzato negli ultimi anni un interessante esperimento itinerante la “Biblioludobici”: in sella alla sua bicicletta, opportunamente attrezzata, ha girato il territorio stuzzicando la fantasia e la creatività dei bambini, creando personaggi fiabeschi e inventando storie che raccontava ai suoi piccoli ascoltatori. Favole che si muovono su uno sfondo ambientalista e sociale e che sono diventate un libro (DeComporre Edizioni), bello e divertente per i bimbi con pagine da colorare e ritagliare, un aiuto per i genitori a comprendere meglio i vari aspetti dell’universo infantile.

Alle ore 18.30, presso la chiesa della Sorresca, a Gaeta Medievale, sarà invece presentato il libro di Giusy PorcedduContinuo da me“.
Definito dagli addetti ai lavori come un romanzo nuovo, particolare ed estremamente toccante, il romanzo è una narrazione in parte autobiografica e, in parte  prende spunto dalle esistenze quotidiane delle donne, impegnate a “restare in equilibrio” tra i molteplici doveri e piaceri della vita. La protagonista Laura Volterra, di professione avvocato, giovane madre di Tessa, ormai diciottenne, e del piccolo Gabriele di appena sei anni e mezzo, moglie perfetta di Marco da quasi 20 anni, è il prototipo della donna di oggi, forte, nonostante le proprie fragilità interiori, e decisa  a difendere la propria autonomia, e tutto ciò in cui da sempre crede, ma che, nel tempo, si rende conto di aver pagato a caro prezzo. Ad un certo punto della propria vita decide di imparare a volersi bene,  attraverso un percorso doloroso ed empatico nel mondo sconosciuto del “dolore”, che non ha mai voluto affrontare prima.

Così la critica: “Con una narrazione serrata e struggente sulle madri e i figli, sui padri e le figlie, la mancanza e le assenze e la fragilità dell’animo umano, tra passato e presente, l’autrice con una semplicità lineare che quasi spaventa, conduce il lettore in un labirinto di emozioni contrastanti, tali da sentirle come proprie. Un esperienza unica con cui Giusy Porceddu, nel suo primo libro, lascia una diversa consapevolezza del “sentire”, da cui inconsciamente si rifugge, regalando ai lettori un nuovo, indimenticabile, coraggioso personaggio che con uno stile caparbio e cinico, imporrà una serie di interrogativi alla parte più profonda e nascosta che si cela in ognuno di noi, cui sarà impossibile non dare risposta”.
“Questo romanzo è un vero e proprio atto di coraggio per la scrittrice, che  ha svelato le proprie debolezze e limiti, attraverso una narrazione lineare e semplice che quasi spaventa,  lasciando al lettore spunti di riflessione introspettiva e, forse, concede qualche risposta ai tanti interrogativi che ognuno di noi ogni giorno si pone.

Mercoledì 18 marzo alle ore 10.30, l’Aula Consiliare del Palazzo Comunale ospiterà Francesco Di Chiappari che presenterà la sua “Cartolina del Fronte“, un’emozionante storia vera di uomini e trincee. Dalla Prefazione leggiamo: “Due giovani amici, Osvaldo Di Perna e Paolo Nardella, partono per il fronte nel lontano giugno del 1915. La grande guerra era appena agli inizi, e sarebbe stata una guerra dura, cruenta, guerra di trincea con morti, feriti, e sprofondati in fondo al mare. Nel corso di un combattimento contro gli austro-ungarici a punta Santa Rosa in Sesto, Osvaldo viene ferito gravemente e solo per la bravura dei medici che lo hanno avuto in cura, riesce a salvarsi. Paolo, invece, non farà più ritorno a casa e poiché il suo corpo non è mai stato ritrovato sui campi di battaglia viene dato per disperso, forse catturato e deportato. Fa in tempo, però, ad inviare una cartolina di auguri all’amico in ospedale, che disegna con i pigmenti a disposizione in trincea: l’argilla della terra aspra e insanguinata, il rosso dei papaveri a primavera, il verde dell’erba dei prati in quota, e sono le ultime notizie ufficiali che si hanno di lui, dopo di ché l’oblio. Osvaldo Di Perna, che ha conservato la cartolina tenendola da parte come una delle cose sue più care, dopo più di un quarantennio, ed in maniera del tutto rocambolesca, conosce il fratello di Paolo, Mimino Nardella, a cui decide di consegnare la Cartolina dal fronte, quale testimonianza di un’antica amicizia stroncata troppo in fretta dalla scelleratezza di una guerra che di umano aveva avuto ben poco”.

Il servizio di accoglienza nell’Aula Consiliare sarà curato dall’Istituto Economico e Turistico E.Fermi di Gaeta.

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