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Gaeta / Il consigliere Di Vasta allontanato dal settore urbanistica del Comune, scoppia il caso

GAETA – La ripartizione urbanistica del comune di Gaeta è davvero un bunker? Vi possono accedere soltanto i “solitamente più fortunati”. Se questa considerazione fosse stata esternata da un cittadino deluso per una mancata risposta o da qualche zelante consigliere di opposizione non avrebbe meritato (forse) il clamore che invece sta ottenendo una lettera che il consigliere di maggioranza e vice presidente della commissione urbanistica Marco Di Vasta ha inviato alla segretaria comunale e al sindaco della città Cosmo Mitrano. Nel mirino di Di Vasta – da tempo orbitante attorno alla galassia politica di Fratelli d’Italia – è finita la dirigente del settore, l’architetto Stefania Della Notte, accusata di averli precluso di esercitare il ruolo di consigliere comunale.

Il diretto interessato racconta la sua versione sui fatti verificatisi alle ore 11 del 16 settembre: “L’ufficio tecnico era aperto anche al pubblico e ho chiesto di espletare accertamenti documentali connessi alla propria carica di Vicepresidente della Commissione Urbanistica e, nello specifico, di approfondire la problematica in piedi relativa al procedimento amministrativo di trasformazione del diritto di superficie in quello di proprietà per i soci delle cooperative Gaeta Medioevale I, Gaeta medioevale II e Domus Acli Mea”. Di Vasta dice di aver indossato la mascherina di protezione quando nel corridoio dell’Ufficio Tecnico, sopraggiungeva l’Architetto Stefania Della Notte che, attuale dirigente dell’Ufficio la quale mi impediva materialmente di accedere, rappresentandomi al riguardo la necessità di concordare preventivamente un appuntamento a mezzo richiesta formale da inviarsi per via mail”. A questa scena, che secondo la versione di Di Vasta sarebbe stata assai imbarazzante, avrebbero presenziato “più soggetti, tra i quali pubblici funzionari e privati cittadini”. Il consigliere comunale non esclude di coinvolgere il Prefetto di Latina per fare chiarezza in una vicenda che ha precluso “di poter utilmente svolgere compiti direttamente connessi alla propria carica ed al proprio mandato elettivo, ciò in chiara violazione delle specifiche attribuzioni e diritti nascenti dal Regolamento Comunale vigente e, fra l’altro, dell’ articolo 22 (Diritti di status), dell’articolo 23 (Diritti di informazione o di accesso), dell’articolo 24 (Copia dei documenti).

Di Vasta si dichiara “stupito dell’atteggiamento tenuto dai funzionari preposti” e dice di essere all’oscuro di “alcuna disposizione interna che limiti il libero accesso dei consiglieri agli uffici comunali o che ne limiti le attribuzioni regolamentari”. La richiesta del consigliere Fdi è stata inevitabile, di conoscere “l’esistenza di atti o provvedimenti modificativi delle previsioni statuite nel regolamento comunale, nonché tutte le autorizzazioni preventive rilasciate a soggetti terzi e/o funzionari comunali che hanno a diverso titolo avuto accesso ai suddetti uffici precedentemente alla mia richiesta di ingresso, ovvero eventuali registri di accesso regolarmente tenuti. La dirigente Della Notte ha prima dichiarato di non voler commentare l’episodio. Poi ha fornito due motivazioni, la prima diversa dalla seconda: “In questa situazione epidemiologica non si va in giro per gli uffici! -ha detto la responsabile del settore urbanistica del comune – Come si fa a fare accertamenti documentali se il dirigente non lo sa? Se erano istituzionali avrei dovuto saperlo…. a meno che….”. La controreplica di Di Vasta è stata piccante: “Non è questione di carte. Mi hanno negato l’accesso proprio al piano pieno di soggetti privati e impiegati pubblici. Mi auguro che ci sia una posizione chiara da parte dell’amministrazione. Sono stati lesi i diritti e lo svolgimento del mio mandato, peraltro in un orario di pubblico”.

E se nel frattempo fossero stati istituiti nuovi divieti anti Covid? Di Vasta dice di aver espletato alcuni accertamenti: “Mi sono anche recato dal segretario generale che mi ha confermato l’ inesistenza di alcuna disposizione a riguardo. La casa comunale deve essere aperta a tutti, nel rispetto dei vari Dpcm, con i dispositivi di protezione individuale, ma aperta a tutti Cittadini e rappresentanti del popolo”. Velenosa la presa di posizione del sindaco Cosmo Mitrano: “Dispiace per quanto è accaduto anche perché la dottoressa Della Notte è ritenuta da tutti una dirigente sempre disponibile nei confronti di tutti. La nostra amministrazione – ed il consigliere Di Vasta dovrebbe saperlo – è per il perseguimento di interessi collettivi e non personali”.

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