Formia / Assistenza domiciliare ridotta, la nota dell’ex consigliere Gennaro Ciaramella

Formia / Assistenza domiciliare ridotta, la nota dell’ex consigliere Gennaro Ciaramella

FORMIA – Dopo aver perso il ruolo di Comune capofila nel distretto socio sanitario del sud-pontino, Formia (con l’assenso dello stesso alle Politiche sociali Assessore D’Angiò) potrebbe ridimensionarsi ancora sul servizio di assistenza domiciliare e sulla ripartizione del monte orario in capo ad ogni comune. L’accusa è del dirigente del Partito Democratico di Formia, l’ex consigliere comunale Gennaro Ciaramella che rimarca come “sino ad oggi, il 70% del monte ore era ripartito in base al criterio della popolazione residente nei vari comuni, mentre il restante in base ad esigenze varie e fabbisogno.”

Durante l’ultima Conferenza dei Sindaci è stato deciso di modificare questo criterio – secondo la versione di Ciaramella – “le ore ripartite in base alla popolazione passano dal 70% al 50% del totale, mentre quelle relative al fabbisogno e ad altre esigenze dei vari comuni passano dal 30% al 50%”. Insomma, in entrambi i casi il Comune di Formia ci va a rimettere. Perché? Il motivo è semplice: “La popolazione del nostro Comune – scrive Ciaramella – è quella più numerosa, inoltre non abbiamo liste d’attesa e domande inevase. Se confermato, quindi, in futuro cambierà la dotazione di ore in capo ad ogni Comune e Formia sarà il Comune maggiormente penalizzato. Non conosco le modalità di gestione del servizio negli altri Comuni. So però come viene gestito il servizio a Formia, la qualità delle prestazioni offerte e il perché dell’assenza di liste d’attesa, presenti invece in altre realtà. L’assenza di liste d’attesa a Formia è dovuta alla flessibilità del servizio offerto. L’orario lavorativo che gli operatori di Formia sostengono varia continuamente. Questo perché si cerca di conciliare l’orario di assistenza con i bisogni degli utenti. Quando ci sono nuove domande, non vengono messe in lista d’attesa ma immediatamente inserite nel circuito di assistenza domiciliare. Tutto ciò è possibile modificando il “Pai” (prevede dalle 2 alle 10 ore settimanali) dell’utenza complessiva senza gravare sui servizi”.

Quindi la domanda sorge spontanea per l’esponente Dem: Formia, per avere un servizio puntuale e smaltire immediatamente le liste di attesa, si troverà a pagare il prezzo dell’efficienza del suo servizio? “Non riusciamo a comprendere, soprattutto, l’atteggiamento dell’Amministrazione di Formia nella Conferenza dei Sindaci. Temiamo che metta a rischio -quando entrerà a regime il nuovo criterio- il personale attualmente impegnato in questo settore. Aspettiamo di vedere i verbali e conoscere le motivazioni per cui l’Amministrazione, nella persona dell’Assessore D’Angiò, ha avallato -come sembra- una scelta volta a penalizzare Formia. Se non dovesse esserci un valido motivo, che francamente faccio fatica a trovare, sarebbe il caso di trarne le giuste considerazioni politiche. Speriamo che la conferenza dei sindaci del distretto socio-sanitario del sud-pontino corra ai ripari – termina Ciaramella – Contrariamente, sarebbe la dimostrazione concreta di come la città venga penalizzata dall’attuale classe dirigente. E non per colpa di altri o di chi c’era prima…”

Saverio Forte

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