Gal “Il Territorio dei Parchi”: il Tar accoglie ricorso dei Comuni del sud pontino esclusi

Gal “Il Territorio dei Parchi”: il Tar accoglie ricorso dei Comuni del sud pontino esclusi

SUD PONTINO – Censurando l’operato della Regione Lazio, Il Tar del Lazio – sezione di Roma ha inserito il Gal “Il Territorio del Parchi” tra i quattordici gruppi di azione locale che potranno beneficiare i cospicui fondi comunitari – complessivamente sono 70 milioni di euro – per il rilancio del settore agricolo del comprensorio meridionale della provincia di Latina. I giudici amministrativi della sezione prima quater del Tar di Roma hanno annullato e dichiarato illegittimi i provvedimenti impugnati della direzione agricoltura e sviluppo rurale, caccia e pesca e della direzione sulle attività di controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza della Regione Lazio che avevano escluso la proposta del Gal cui avevano aderito i comuni di Formia, Itri, Pico, Lenola e Campodimele, il consorzio di sviluppo industriale del sud-pontino e diverse associazioni di categoria.

I Gal ammessi a finanziamento inizialmente furono 14 ma quello de “il territorio dei Parchi” risultò il secondo degli escluso per uno scarto di 0,17 punti rispetto all’ultimo finanziato, quello denominato “Alto Lazio”. Quindi nessuna possibilità di accedere ad un fondo già suddiviso e stabilito per il Gal del Golfo di circa cinque milioni di euro. Un’azione di pressing nei confronti della Regione Lazio con una pioggia di richieste di accesso agli atti mise a nudo una serie di anomalie procedurali per lo svolgimento di questo bando. Ma l’esame dei documenti evidenziò tuttavia una serie di vizi nella valutazione dei progetti e farne le spese furono le domande di tre Gal (Turano Monti Sabini, Monti Lepini e Vette Reatine). Ne derivò l’avanzamento in graduatoria, con passaggio da quella degli ammessi ma non finanziabili a quella degli ammessi e finanziabili, dei Gal originariamente posizionati al 15° (Via Amerina delle Forre e dell’Agrofalisco), al 16° (Il Territorio dei Parchi) e al 17° (Gal Terre Pontine) posto della graduatoria generale. Ma i problemi per il Gal presentato dal comune di Campodimele quanto ente capofila – l’operato del sindaco Roberto Zannella è stato davvero instancabile se non decisivo per l’esito positivo di questo durissimo braccio di ferro – non finirono neanche quando la proposta proveniente da questo gruppo di azione di locale formatasi sul territorio del Golfo era stata avanzata al 13° posto.

Patrizia Menanno

La Regione Lazio le negò il finanziamento per la carenza di personalità giuridica perché la proposta non sarebbe stata sostenuta da un necessario requisito patrimoniale. Niente di più falso secondo il ricorso presentato al Tar dall’avvocato Patrizia Menanno che ha potuto dimostrare, invece, come la soluzione progettuale fosse accompagnata da tempo da una fondo patrimoniale di garanzia di 33 mila euro che qualcuno non ha voluto artatamente vedere. L’avvocato Menanno nel ricorso al Tar ha dimostrato invece come il riconoscimento della personalità giuridica può essere rifiutato esclusivamente per motivi legati all’esigenza di tutelare i crediti dei terzi che verranno in contatto con le Associazioni aderenti ma dopo il riconoscimento. Insomma eventuali debiti potrebbero insorgere solo dopo il riconoscimento ed il finanziamento regionale. Il Gal “Il territorio dei Parchi” aveva sentito odore di bruciato ai suoi danni e l’ha scritto nel ricorso al Tar, ora accolto favovorevolmente: “E’ altresì documentato che la ricorrente è tra i pochissimi Gal – aveva scritto l’avvocato Menanno – ad aver costituito, prima dell’invio della domanda di partecipazione al bando, il Fondo Patrimoniale con Assemblea dei soci (l’unica abilitata per legge a tale incombente)”.

Pertanto la Regione, nella persona dei funzionari e dirigenti della struttura a ciò deputata, non aveva titolo a rifiutare il riconoscimento della personalità giuridica al Gal “Il Territorio dei Parchi. Intanto questa vicenda, tortuosa ed ingarbugliata, dell’assegnazione di questi fondi comunitari ai Gal di mezza regione è diventata, nel frattempo, il filone di un’inchiesta penale promossa, attraverso i Carabinieri, dalla Procura della Repubblica di Roma dopo una denuncia querela presentata dai dirigenti del Gal “il Territorio dei Parchi” sulla valutazione operata complessivamente dalla direzione agricoltura e di quella sulle attività di controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza da quella di controllo e vigilanza della Regione Lazio sul “Registro delle persone giuridiche”. Si indaga per falsità ideologica e abuso di potere per l’attribuzione, attraverso una serie di artefici amministrativi della personalità giuridica al primo Gal classificato, “Futura Aniene” che – secondo quanto è stato accertato – non aveva maturato i requisiti per fregiarsi di questo titolo.

In sintesi, la Regione Lazio ha emesso provvedimenti favorevoli di riconoscimento della personalità giuridica “in presenza di dichiarazioni mendaci delle parti, dichiarando nelle determinazioni dirigenziali la presenza di documenti non acquisiti, in assenza di un fondo patrimoniale di garanzia, con fondo patrimoniale di garanzia non istituito con Assemblea dei soci, con somme non solo non destinate alla garanzia dei terzi ma addirittura ritenute in alcuni casi, per espressa destinazione, come “indispensabili per esigenze gestionali”; affermando il falso in Determinazioni di Giunta regionale, accettando documenti ‘ictu oculi’ apocrifi; soccorrendo alcune associazioni con continue richieste di integrazioni documentali, anche successivamente alla pubblicazione delle determinazioni di riconoscimento; omettendo di definire in tempi congrui i procedimenti amministrativi e non curandosi per il GAL “Il territorio dei Parchi”, ad istruttoria in corso, di richiedere integrazioni documentali come invece fatto per i GAL che si intendevano favorire”.

Il Tar ha condiviso la severa considerazione in base alla quale la pubblicazione amministrazione, la Regione Lazio, “con i propri comportamenti ed omissioni ha violato, senza tema di essere smentiti, la par condicio dei richiedenti/concorrenti, sia sotto un profilo amministrativo configurando colpa grave, incompetenza, negligenza, superficialità, travisamento dei fatti, abuso di potere, violazione di norme di legge, prassi e dei principi di trasparenza e imparzialità, sia sotto un profilo penalistico, ravvisandosi plurimi abusi di potere in quanto il contenuto del bando appare essere stato artatamente violato in maniera tale da determinare la scelta delle associazioni destinatarie di 5 milioni di euro ciascuna. E’ stato, infatti, evidentemente posto in essere un turbamento del processo amministrativo con condotte che hanno inficiato la correttezza della procedura del bando e ciò sia da parte della Direzione Agricoltura che della struttura intermedia con l’evidente condizionamento, da parte della pubblica amministrazione, in ordine alle modalità di scelta delle Associazioni destinatarie dei finanziamenti legati al PSR Lazio 2014-2020.” Queste anomalie della Regione, ora al vaglio di una delicatissima inchiesta dei Pm di piazzale Clodio, vengono ribadite anche dal Tar che accusa la Regione di aver promosso quello che viene definito un “farraginoso iter procedimentale caratterizzato dall’adozione di atti interlocutori a tratti contraddittori” tant’è che i suoi “provvedimenti di rigetto, motivati sulla base di argomentazioni via via diverse rispetto anche alle comunicazioni di preavviso di rigetto, venivano dapprima sospesi per ulteriori approfondimenti attesa la asserita complessità della materia e, infine, per richiedere un parere alla Ragioneria Generale della Regione”.

Questo riconoscimento del Tar del Lazio arriva dopo una “braccio di ferro” cui ha partecipato, dal 2016, una vera “squadra” di lavoro, composta dal mondo istituzionale locale – al comune di Campodimele non sono stati da meno quelli di Itri e di Formia con gli ex assessori Claudio Marciano e Maria Rita Manzo – e dal ricco e variegato associazionismo del settore rappresentato dalla professionalità e dalla bravura di un imprenditore serio qual è Maurizio Simeone. “ Il Tar di Roma – ha commentato l’avvocato Patrizia Menanno – ha accertato le violazioni di legge che avevamo denunciato e ha annullato gli atti viziati. Siamo stati gli unici ad aver vinto davanti il Tar del Lazio in relazione al folto contenzioso che è proliferato in ordine a un Bando così importante in quanto vale a destinare sul nostro Comune e sugli altri consociati ben 5 milioni di euro di fondi europei che daranno un significativo rilancio sul territorio dell’agricoltura”.

Saverio Forte

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