Formia / Bilancio di previsione 2019, le critiche del consigliere Claudio Marciano

Formia / Bilancio di previsione 2019, le critiche del consigliere Claudio Marciano

FORMIA – La discussione è appena iniziata in commissione ma la bozza del primo bilancio di previsione dell’amministrazione Villa al comune di Formia non piace alle opposizioni. Come da previsione. Nel 2019 aumenterà la sua pressione fiscale sui cittadini per 1,2 milioni di euro. Mediamente, una famiglia di reddito medio dovrà dare al Comune 150 euro in più di tasse. E’ davvero severo con questi primi numeri il capogruppo consiliare del Partito Democratico, Claudio Marciano, che critica sì ma avanza anche alcune proposte alternative.

“Gli equilibri di bilancio si tengono in piedi con una improbabile previsione di entrata di ulteriori 1,2 milioni di euro derivante da recupero dell’evasione. Un voce che è messa a copertura di spese certe ma che non può contare su altrettanto certezza di entrata. Quanto alla spesa – osserva Marciano – gli investimenti previsti nel piano triennale e le previsioni di spesa nei diversi settori rispecchiano le tendenze degli anni precedenti e l’unica cosa che cresce è il fondo crediti di dubbia esigibilità.” Insomma il primo bilancio dell’era Villa sarà un documento contabile “sostanzialmente anonimo, che rappresenta in maniera evidente la difficoltà dell’attuale maggioranza di dare una direzione alla città, di qualificare la propria azione per un progetto a lungo termine”.

Marciano ricorda le anticipazioni già uscite su Temporeale.info: l’aumento dell’addizionale Irpef fino ai massimali consentiti dalla legge, dallo 0,6 allo 0,8. (con un incremento di entrata pari a 700mila euro circa), il ritocco della Tari del 5%, con un incremento di 450mila euro sulle bollette e l’istituzione dell’imposta di soggiorno, che vale per il primo anno 50mila euro. Sul fronte spesa la novità più rilevante è l’incremento per circa 350mila euro del fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde), che per legge deve essere incrementato e passa a 2,5 milioni di euro nel 2019.
“Il Comune non riesce a riscuotere le tariffe, in particolare la Tari, colmando i buchi con le imposte sui redditi – rincara la dose l’esponente Dem – Una tendenza che se non viene bloccata attraverso un investimento straordinario sulla capacità di recupero dell’elusione dell’ente, rischia negli anni prossimi di mandare in dissesto finanziario l’intera città di Formia”. Insomma se ipoteticamente il Comune riscuotesse quanto deve (per non parlare del recupero dell’evasione) avrebbe 2,5 milioni di euro in più da spendere in servizi per i suoi cittadini o in riduzione delle tariffe.

Sul fronte rifiuti, l’aumento della tariffa è dovuto in parte ai cronici aumenti delle piattaforme di secco residuo e organico, in parte alla stagnazione dei livelli di raccolta differenziata che nel 2018 sono diminuiti per la prima volta dopo cinque anni, e soprattutto dell’aumento di 250mila euro nella spesa del personale della Formia Rifiuti Zero, con cui si intende potenziare la squadra del decoro urbano. “L’aggravio sarebbe stato molto più oneroso, in particolare di 150mila euro, se – si giustifica l’ex assessore alla sostenibilità urbana della quarta Giunta di Sandro Bartolomeo – la Formia Rifiuti Zero non avesse acquistato la flotta mezzi. Per i servizi sociali, culturali e la mobilità non cambia niente, se non che Formia non è più capofila del distretto socio-sanitario e non abbiamo più la titolarità del primo piano del parcheggio multipiano. Il Piano regolatore generale è rimasto al palo. Idem per il Put, il piano urbano del traffico. Sulla gestione delle risorse idriche la Sindaca va a braccetto con Acqualatina a fare assemblee su opere programmate due anni prima della sua elezione. Sugli asili nido, il trasporto pubblico, la tanto declamata “manutenzione” non vi è alcuna iniziativa rilevante, solo proroghe ritardate di servizi (vedi illuminazione pubblica), inedia o peggio tagli.

Che fare quindi? Emendare ciò che è possibile, trasformare questo bilancio anonimo in qualcosa che abbia un minimo di senso” – aggiunge Marciano. E per fare cosa? Per il Partito Democratico innanzitutto “va potenziato l’investimento sul recupero dell’elusione e dell’evasione, sia mettendo in atto quanto già fatto dalla precedente amministrazione in tema di interoperabilità dei sistemi informativi sia attraverso il potenziamento del settore riscossione, anche con il supporto di soggetti specializzati esterni. E’ un’azione impopolare ma necessaria: se vedremo disponibilità in questo senso, faremo la nostra parte per spiegare alla città il bisogno di giustizia fiscale.” In secondo luogo vanno ridotte le spese non necessarie: “In una manovra lacrime e sangue, il cui tema principale è l’incapacità di riscuotere quanto accertato, aumentare la spesa per il decoro urbano vuol dire – suggerisce Marciano – semplicemente aumentare il debito futuro dell’Ente appagando qualche promessa elettorale di quartiere. Si faccia meglio con quello che si ha, aumentare i livelli di spazzamento rendendo più salate le bollette è facile per chiunque. Va inoltre emendato il piano triennale delle opere pubbliche, in una prospettiva diversa dagli interventi a pioggia per accontentare i singoli consiglieri comunali, prevedendo investimenti strategici: l’acquisto del Multipiano, l’avvio di opere previste dal Put sulla viabilità, come le rotonde a Vindicio e Olivastro Spaventola, la correzione della carreggiata sulla litoranea, la rimozione della sosta su parte di via vitruvio e l’ampliamento dei marciapiedi.”. La conclusione politica di Marciano e del Pd è protesa all’attendismo: “Faremo la nostra parte e non escludiamo alcuna opzione sul nostro voto finale se la maggioranza dimostrerà attenzione alle nostre proposte e deciderà di cambiare rotta sulle scelte finora operate su servizi strategici come i parcheggi.”

Saverio Forte

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