Gaeta / Porto, l’Authority avvia studio per realizzare una nuova banchina sul Lungomare Caboto

Gaeta / Porto, l’Authority avvia studio per realizzare una nuova banchina sul Lungomare Caboto

GAETA – L’archiviazione del suo procedimento penale con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio pendente presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia relativamente all’affidamento dell’incarico di coordinamento del servizio di sicurezza “Pas”, il “Port Authority Security”, presso il porto di Civitavecchia ha decisamente ringalluzzito e rinvigorito il presidente dell’Autorità di sistema portuale portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, Francesco Maria Di Majo. La firma – di cui vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi – del protocollo d’intesa con il Comune di Gaeta e il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sud Pontino per incrementare la blue economy l’offerta crocieristica di Gaeta lo confermerebbe appieno. L’avvocato romano con alcune dichiarazioni ha voluto ribadire, seppur indirettamente, come il porto commerciale di Gaeta al momento serva ad altro…

Insomma una chiara e netta presa di posizione rispetto all’ipotesi caldeggiata in diretta televisiva dallo stesso di Majo in base alla quale nel “Salvo D’Acquisto” era previsto lo spostamento del pontile petroli dell’Eni. Il presidente di Majo non ha potuto partecipare giovedì sera al consiglio straordinario di Formia ma ora tenta di vestire i panni (se ci riuscisse sarebbe candidabile all’accademia reale svedese delle scienze per il premio Nobel 2019 per la pace…) di paciere tra i sindaci Paola Villa e Cosmo Mitrano: “Attualmente – ha dichiarato di Majo – il porto commerciale di Gaeta ha le capacità , avendo anche fondali fino a circa 12 metri con un pescaggio di 10,20 metri, per accogliere navi da crociera”.

Salvatore Forte, Cosmo MItrano e Francesco Maria Di Majo

Intanto l’ex Autorità portuale del Lazio ha avviato uno studio volto a creare una nuova banchina (allineata al Lungomare Caboto) lunga 350 metri per far ormeggiare navi da crociera di piccole dimensioni e maxiyacht nella suggestiva cornice di Gaeta medioevale perché “Gaeta e i comuni limitrofi (Formia, Minturno, Itri, Sperlonga, Terracina, Ponza e Ventotene) hanno, inoltre, una posizione strategica nel Medio Tirreno, lungo le principali rotte del Mediterraneo e possono offrire un bacino inestimabile di beni culturali, ambientali, architettonici e religiosi al servizio del turismo che arriva dal mare”, ha continuato Di Majo. “Intanto la firma del Protocollo d’Intesa, che arriva dopo l’intesa di carattere generale firmata lo scorso luglio con il Consorzio Industriale Sud Pontino – ha concluso il Presidente dell’AdSP – dimostra come una proficua azione sinergica e l’impegno comune, testimoniato anche dal recente studio su ‘L’offerta crocieristica del porto di Gaeta’, siano fondamentali per raggiungere l’obiettivo di incrementare, in modo strutturale, l’offerta del porto di Gaeta”.

Insomma con l’accordo firmato nei giorni scorsi i tre soggetti istituzionali hanno riconosciuto all’economia del mare l’elemento prioritario per lo sviluppo economico e sociale del Golfo di Gaeta. Da qui la necessità di impegnarsi reciprocamente per dar corso a una politica di promozione del territorio che miri ad incentivare il crocierismo ed il turismo nautico. Nell’ottica di questa collaborazione istituzionale, è stato condiviso un ambizioso progetto di sviluppo e di valorizzazione dell’economia del mare, in linea sia con il “Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica” (nei cui dieci programmi trasversali è specificamente inserito il “Waterfront e servizi crocieristi e passeggeri”), che con il “Piano strategico per lo sviluppo del turismo 2017/2022”, tra le cui priorità vi è un’ampia diversificazione delle mete turistiche, in modo che i flussi di visitatori non si concentrino solo sulle località più celebri, ma siano indirizzati anche verso altri territori ricchi di potenzialità ancora inespresse, come nel caso di specie, il prezioso itinerario pontino, ricchissimo di bellezze storiche, il tutto all’insegna della sostenibilità ambientale e culturale.”
Saverio Forte

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