Sperlonga / Maltempo, chiuso il cimitero per sicurezza. Aziende agricole in difficoltà

Sperlonga / Maltempo, chiuso il cimitero per sicurezza. Aziende agricole in difficoltà

SPERLONGA – Sarà interdetto per diverse settimane il cimitero comunale di Sperlonga. Le conseguenze del devastante tornando del 29 settembre non garantiscono al momento le necessarie ed elementari misure di sicurezza. Lo annuncia, motivando così la decisione, il sindaco Armando Cusani. Centinaia di lapidi erano state divelte dalla forza del vento e dal peso incredibile dei cipressi che, crollati, hanno provocato danni alle strutture, ai cavi elettrici impedendo il passaggio. Gli interventi di riqualificazione e di bonifica, all’ingresso e all’interno del cimitero, erano iniziati il giorno dopo la drammatica ondata di maltempo ma – ha annunciato il sindaco Cusani – queste operazioni di pulizia dureranno diversi giorni a cui dovrà seguire la sistemazione degli impianti e delle oltre 150 lapidi che hanno subito danni.

“Entrare al cimitero oggi è molto pericoloso – commenta il sindaco di Sperlonga – Per la sicurezza di tutti quindi l’accesso non sarà consentito fino al completamento di tutte le operazioni di sistemazione e restauro. Lo faremo nel pieno rispetto della dignità dei defunti e delle loro famiglie per restituire alla città il luogo sacro delle nostre memorie. Ci vorrà più di qualche settimana ma quel giorno, vi prometto, sarà più bello di prima – conclude il sindaco di Sperlonga in una lettera aperta ai cittadini – La culla dei nostri ricordi, dei più profondi legami, degli affetti perduti ai quali anche solo porgendo un fiore ci sentivamo più vicini è drammaticamente inagibile.”

Intanto è in difficoltà il settore agricolo della zona colpito dalla violenta tromba d’aria di fine ottobre. La delegazione provinciale di Latina dell’Unione artigiani italiani e delle piccole medie imprese, chiedendo alle istituzioni di intervenire, ha stimato che ammontino a 300mila euro i danni subiti per ettaro da ogni singola azienda agricola di Fondi, Terracina e Sperlonga e la situazione non è delle migliori neppure per quelle artigiane. Il vice presidente provinciale di questa associazione di categoria, Antonio Alicandrosi, teme che molte aziende agricole, sprovviste di polizza assicurativa possano chiudere i battenti ed alcune hanno dovuto giù dire addio all’intera produzione. L’annata è andata persa e per ripartire ci vorrà almeno un altro anno e non tutti hanno la forza economica per farlo. Oltre a ripristinare i luoghi, occorrerà ricominciare da zero ripulendo i terreni dalle ferraglie e piantumare nuovamen-te, chi ha le risorse economiche può sperare di iniziare a ristrutturare l’azienda a primavera salvo il freno della burocrazia.

“La messa a dimora delle nuove piantine di pomodori e ortaggi in gene-re potrà riprendere, tempo permettendo, – annuncia il vice-presidente Alicandrosi – soltanto nei prossimi mesi di maggio e giugno – le altre attività che non riusciranno a rientrare in questi tempi e resteranno ferme si troveranno in seria difficoltà. L’intervento dello Stato e degli Enti preposti – sottolinea il rappresentante della Uai Latina – deve essere tempestivo”. Una pesante spada di Damocle sta per abbattersi su alcune di queste aziende che hanno chiesto di beneficiare della rottamazione delle cartelle esattoriali emanata dal Governo Renzi: la prima rata di ottobre è stata posticipata al 7 dicembre e molti non potranno onorarla. “La mancata quietanza non permetterà a queste aziende di entrare nella rottamazione quinquennale dell’attuale Governo, e se le istituzioni non prendessero in considerazione anche la possibilità di bloccare questa incresciosa situazione, l’Agenzia delle Entrate, potrà emettere provvedimenti esecutivi nei confronti delle attività pontine. Apprezziamo – conclude Alicandro – l’iniziativa dei sindaci di Fondi, Sperlonga e Terracina di avviare la procedura di stato di calamità naturale, e di aver chiesto alle banche di bloccare i mutui ma non è sufficiente a garantire la ripresa economica e sociale dell’intera comunità colpita duramente, la vera lotta deve essere unanime verso le lungaggini burocratiche, ed essere sempre al fianco dell’intera filiera produttiva, asse portante della nostra nazione”.
Saverio Forte

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