Appalti, provincia di Latina da bonificare. Trano: “Denunciate!”

Appalti, provincia di Latina da bonificare. Trano: “Denunciate!”

LATINA – Video denuncia dell’onorevole Raffaele Trano e del consigliere comunale del m5s di Itri Osvaldo Agresti. In un breve filmato i due politici, confortati dalle inchieste in corso, denunciano come in questi anni siano stati violati i normali principi della libera concorrenza del mercato, al punto che le ditte partecipanti agli appalti pubblici sono sempre le stesse. Di qui l’invito rivolto direttamente ad imprenditori, professionisti e politici a denunciare ed a denunciare la cappa di quello che appare sempre più un vero e proprio “sistema”. Di seguito la nota del portavoce Trano ed il video congiunto.
“Cari amici oggi parliamo di un argomento molto serio. Come sapete il compito assegnatomi dal movimento 5 stelle in ambito parlamentare riguarda temi economici e fiscali. Dopo il decreto dignità e la semplificazione burocratica e fiscale in questi giorni ci stiamo dedicando alle misure di programmazione finanziaria che porteranno tra l’altro all’approvazione del reddito di cittadinanza, pace fiscale, superamento della legge Fornero, misure a favore dei truffati dalle banche.
Lo sviluppo economico però passa attraverso il gioco leale della concorrenza. Ad imprenditori e professionisti dovrebbero essere garantite le stesse condizioni di partenza. A livello nazionale, come nei piccoli comuni.
Noto con rammarico che in questo territorio provinciale le cose funzionano diversamente. I nomi delle ditte vincitrici di gara di appalto o comunque assegnatarie di lavori sono praticamente sempre gli stessi.
Si rileva, per ultimo, dalle indagini Tiberio 1 e Tiberio 2.
Durante la recente conferenza stampa del comandante dei carabinieri Gabriele Vitagliano è stato evidenziato come ad operare nel settore dei lavori pubblici di una certa dimensione siano sempre le stesse 10 o 15 ditte. Alcuni osservatori parlano ormai apertamente di “sistema”, mentre sono a disposizione di tutti pubblicazioni sulle “mafie di mezzo”.
L’indagine della guardia di finanza “Telonai” fa invece pensare ad una corruttela diffusa nel settore dei servizi.
Mi rivolgo dunque, senza tanti giri di parole, a quanti in questi anni sono accantonati di fatto dal circuito economico, perché esclusi da procedure di gare dubbie o invitati addirittura a farsi da parte, come sembrerebbe emergere da alcune intercettazioni. O semplicemente non partecipano più a gare d’appalto perché sfiduciati.
Amici imprenditori e colleghi professionisti, ci avevate chiesto di snellire la burocrazia. Lo stiamo facendo con decreti e leggi ad hoc, raccogliendo i vostri suggerimenti.
È chiaro però che anche le norme migliori non possono funzionare quando sul territorio non c’è chi ne reclama l’applicazione.
Non possiamo far finta di niente mentre si continuano a realizzare lavori in cui “a regola d’arte” c’è ben poco.
Vi chiedo dunque di fare un passo in avanti. Vi chiedo di rivolgervi, con la massima fiducia alle forze dell’ordine ed alla procura che sta indagando proprio sugli intrecci tra ditte e parenti che occupano posizioni di rilievo all’interno dei comuni.
Se non ve la sentite mi metto a disposizione io stesso perché si possa andare sino in fondo. Lo sviluppo economico della nostra provincia passa dal ripristino della legalità.
E ripristino della legalità vuol dire più diritti per tutti e più opportunità per le vostre imprese e per i vostri studi professionali.
Costruiamo insieme il futuro di questa provincia”.

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