Ventotene / Incendio sull’isola di Santo Stefano a causa di una mongolfiera di Santa Candida

Ventotene / Incendio sull’isola di Santo Stefano a causa di una mongolfiera di Santa Candida

VENTOTENE – Un improvviso calo del vento. Una delle tante tradizionali mongolfiere che ogni sera dal 10 al 20 settembre vengono lanciate in occasione della sentitissima ricorrenza patronale di Santa Candida avrebbe provocato un incendio che lunedì ha distrutto parte della macchia mediterranea sull’isolotto di Santo Stefano, a Ventotene. E’ l’ipotesi privilegiata dai Carabinieri per ricostruire quanto accaduto dopo il lancio de “pallone” da parte di un gruppo di giovani volontari dell’isola dal piazzale antistante la chiesa parrocchiale. I presenti hanno raccontato di un improvviso cambio della direzione del vento che ha provocato quanto temuto alla vigilia.

Tutti speravano che la coloratissima mongolfiera volasse in direzione Formia o verso sud e, invece, il vento l’ha proiettata prima a sorvolare l’abbandonato carcere borbonico e poi a cadere nella macchina mediterranea sottostante sul lato di Santo Stefano che dà sull’isola di Ischia. Il fumo e le fiamme naturalmente erano visibili a Ventotene e la gioia di residenti e dei tanti turisti presenti per il rinnovo di questa bellissima tradizione si è subito trasformata in apprensione. I vigili del Fuoco e i volontari della protezione civile hanno lavorato per l’intera notte per circoscrivere le fiamme, il cui fumo era visibile ancora alle prime luci dell’alba.

Nei giorni scorsi i volontari della protezione civile “La fenice” di Gaeta in prospettiva del lancio delle mongolfiere avevano rimosso per motivi precauzionali gli arbusti ed il materiale essiccati da sole a Santo Stefano ma – a quanto pare – questa azione di preventiva bonifica si è rivelata inutile. Non è la prima volta che l’isolotto su cui è stato costruito dai Borboni nel 1795 uno dei carcere più duri che la storia ricordi sia stato colpito da un incendio. Il più grave fu appiccato nell’agosto 2008 e la sua matrice fu dichiaratamente dolosa.
Saverio Forte

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