Fondi / Medico azzannato da un cane, mercoledì l’autopsia

Fondi / Medico azzannato da un cane, mercoledì l’autopsia

FONDI – Ha conosciuto un’inevitabile svolta giudiziaria la tragedia consumata domenica pomeriggio nelle campagne di San Magno a Fondi dove il neuropsichiatra Giovanni Marcone, di 60 anni, è stato azzannato mortalmente da un cane pastore tedesco all’interno di una villetta che intendeva acquistare insieme alla moglie. Il magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Simona Gentile, ha iscritto sul registro degli indagati il nome del proprietario della villetta in vendita: si tratta di un uomo di 49 anni di Fondi, ora chiamato a difendersi, con l’assistenza legale dell’avvocato Giulio Mastrobattista, dalle accuse di omicidio colposo e omessa custodia dell’animale.

La Procura di Latina vuole accertare ora quanto realmente accaduto e in quest’ottica ha disposto per la giornata di mercoledì l’autopsia sul cadavere del dottor Marcone, deceduto alle prime luci dell’alba di lunedì presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina per un arresto cardiocircolatorio e per la gravità delle ferite riportare in testa e alla braccia e per la copiosa emorragia subita a causa dell’aggressione del cane da guardia. L’esame autoptico sarà eseguito presso l’obitorio del nosocomio del capuologo pontino dalla dotto-ressa Cristina Setacci e a parteciparvi sarà un consulente di fiducia già nominato dall’unico indagato. Intanto il sostituto procuratore Gentile ha delegato i Carabinieri della tenenza di Fondi per ascoltare le persone che si trovavano insieme alla vittima, la moglie e la coppia di amici che li accompagnava nella visita della villetta di via Valle Vigna.

Il 49enne indagato avrebbe già dichiarato di essere all’oscuro della visita che avrebbe effettuato il dottor Mancone, da tempo in possesso delle chiavi dell’immobile, con la moglie e i due amici. Se l’avesse saputo, avrebbe rinchiuso preventivamente il cane in un box anziché lasciarlo libero in cortile. E invece l’animale, la cui presenza era segnalata sulla rete di recinzione, ha considerato quelle persone dei ladri al punto da esternare tutta la sua ferocia aggressione.

Saverio Forte

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