Itri / Gestione Castello medioevale e Museo del Brigantaggio, le critiche di Paola Soscia

Itri / Gestione Castello medioevale e Museo del Brigantaggio, le critiche di Paola Soscia

ITRI – La pausa estiva al comune di Itri non è servita per lenire e ridimensionare i tanti veleni che hanno caratterizzato la conclusione dell’attività politico-amministrativa prima dell’inizio delle vacanze. La decisione della Giunta di Antonio Fargiorgio di elaborare due bandi pubblici per la futura gestione (da anni, grazie ad una valanga di proroghe, ad appannaggio della locale Pro Loco) del castello medioevale e del museo del brigantaggio non è servita all’ex vice-sindaco ed assessore alla cultura del comune, Paola Soscia, per sotterrare definitivamente l’ascia da guerra.

Paola Soscia

Secondo quanto è trapelato dalla ripartizione cultura i capitolati conterrebbero criteri assai stringenti riguardo la gestione delle due strutture e severi obblighi di manutenzione da parte degli assegnatari, chiamati ad investire gli utili per la manutenzione, a stipulare polizze e cauzioni per perseguire gli obiettivi dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità e, finanche, a rimuovere le barriere architettoniche per garantire l’accesso a persone con difficoltà di deambulazione prevedendo la realizzazione di un sollevatore meccanico o di una torre con montacarichi. Queste anticipazioni – secondo l’orientamento del sindaco Fargiorgio – avrebbero dovuto “far saltare di gioia” la professoressa Soscia, da sempre,all’indomani delle vittoriose elezioni amministrative del 2016, convinta di diversificare la gestione delle due strutture attraverso un bando pubblico.

Meglio tardi che mai secondo la filosofia-pensiero dell’ex vice-sindaco di Itri: “Ho appreso con grande compiacimento dell’ennesimo proclama di una maggioranza che, dopo aver difeso a denti stretti la gestione Pro Loco dei due luoghi della cultura (castello medievale e museo), sbandiera, con orgoglio e fierezza inaudita, la preparazione da parte degli uffici, di un avviso pubblico per individuare un gestore adeguato per i nostri beni patrimoniali. Complimenti per essere finalmente giunti a questa annunciata conclusione! Peccato che per arrivare a tanto sia stato inevitabile “il sacrificio” di un assessore alla cultura, ma cosa che fa più male, per rendere meno indolore il rimpasto, sia stato decretato, forse per la prima volta nel secondo dopoguerra a Itri, l’annullamento totale di un assessorato importante e l’assorbimento di tale ufficio politico nei pieni poteri del Sindaco che ne ha la delega ad interim.”

E di dubbi la professoressa Soscia ne ha da vendere a quantità industriale: “Mi sia consentito però il beneficio del dubbio: ma nel pieno delle ferie, della canicola estiva, gli uffici si dovrebbero mettere a lavorare ad un bando? Ho trascorso due estati in qualità di assessore e vicesindaco e sinceramente mi risulta strano che in un periodo in cui incalzano gli eventi, il personale è ridotto, la politica in vacanza, si studi e si lavori ad un bando. E poi con quali competenze e visione della situazione? Leggo di polizze e cauzioni, ma le finalità, gli obiettivi, il progetto, non dovrebbero venire prima? Io non sopporto i tecnicismi e, ahimé, non sono un avvocato (forse per questo il mio indirizzo di bando era “un po’ fumoso”).

Inoltre mi sia consentito un passaggio sul direttore scientifico. Che senso ha nominare un direttore scientifico se non si ha un assessore alla cultura? Non dovrebbe essere la politica a dettare gli indirizzi? Il nostro castello e il nostro museo devono vivere. Percepisco invece un senso di abbandono, e parlo soprattutto del museo, che fino a qualche tempo fa era diventato un po’ la seconda casa di associazioni, studenti universitari, artisti, poeti, scrittori, critici letterari e di arte, fotografi, gente comune, visitatori curiosi, operatrici museali e assessore alla cultura appassionate, convinte di trasformare un luogo della memoria in un vero e proprio salotto culturale con mostre, concerti, presentazioni di libri, lezioni universitarie, incontri con le scolaresche. Tutti ci affannavamo con piacere affinché quel luogo avesse un’anima. Ora sento e vedo che non è più così. Le risorse umane e la competenza contano più delle clausole e dei vincoli. Questo il mio umile consiglio a chi “veramente” elaborerà, lavorerà e sviscererà il famigerato bando. Buon lavoro!”

Saverio Forte

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