Minturno / Ventennale della medaglia d’oro al merito civile

Minturno / Ventennale della medaglia d’oro al merito civile

MINTURNO – Meglio tardi che mai. La proposta fu avanzata nel 2009 dall’allora capogruppo consiliare di Forza Italia (e poi sindaco) Paolo Graziano ma sono dovuti trascorrere ben nove anni perché l’aula consiliare del comune di Minturno fosse intitolata ad un’autentica bandiera della politica locale e provinciale, il compianto Severino Del Balzo. Questo “gap”, a fatica, è stato colmato nel corso di un significativo anniversario, il ventennale del conferimento della medaglia d’oro al merito civile al comune aurunco. E l’amministrazione del sindaco Gerardo Stefanelli ha pensato bene di convocare un consiglio comunale straordinario per istituire la “Giornata del Merito Civile” nel corso della quale sono avvenuti l’intitolazione dell’aula consiliare al cavalier Severino Del Balzo, già presidente della Provincia di Latina e più volte consigliere comunale, il conferimento della cittadinanza onoraria alla dottoressa Giovanna Rita Bellini, apprezzata responsabile del comprensorio archeologico di Minturnae, e lo scoprimento della targa marmorea, apposta all’ingresso del palazzo municipale, con la motivazione dell’attribuzione della medaglia d’oro al merito civile.

Severino Del Balzo

L’amministrazione minturnese con questo gesto di intitolare l’aula consiliare a Del Balzo ha voluto sdebitarsi con un uomo – portatore degli immancabili difetti – ma orgogliosamente convinto che la politica debba tradursi, sempre e comunque, in servizio per gli altri. Classe 1927, Severino – così si faceva amabilmente chiamare da tutti, da chi (tanti) lo stimava ma anche da coloro (pochi per la verità) che lo consideravano un avversario – aveva una concezione toleimaca della politica. La filosofia , quella dei manuali, non è mai stata il suo forte ma nella sua azione quotidiana, sino al 2009 (anno in cui ci ha lasciati) , l’uomo – ripeteva in ogni occasione – doveva essere, stare al centro. Sempre e comunque. Questo spirito di sacrificio l’ha professato dalla metà degli anni cinquanta quando, poco più che trentenne, veniva per la prima volta eletto consigliere comunale a Minturno per la Democrazia Cristiana. Ma il suo grande amore politico è stato il defunto partito repubblicano, l'”edera”, di cui è stato un esponente di primo piano a livello provinciale – nella vicina Formia doveva duellare con un padre d’arte come “Enzuccio” Bartolomeo – e nazionale al punto che i vari Ugo La Malfa, Oddo Biasini e lo stesso Giovanni Spadolini non potevano non trascurare, nel corso degli anni, la sua forza elettorale. Severino Del Balzo ha dovuto pagare sulla sua pelle quella concezione evangelica del “nemo propheta in patria” ma, superato il torrente Santa Croce, diventava unico, fortissimamente unico e potente. Da quando, il 22 novembre 1964, veniva eletto per la prima volta consigliere provinciale a Latina del Pri, incarico mantenuto ininterrottamente sino al 1994. Un vero record, difficilmente migliorabile. Almeno per ora. Le sue perle politiche sono state le due presidenze dell’ente di via Costa, nel quinquennio 1975-1980 e, più tardi, dal 1990 al 1995, ma anche la vice-presidenza nel governo del democristiano Nino Corona, i numerosi incarichi di assessorato ed il ruolo di vice-presidente, nel corso degli anni ottanta, nel consiglio d’amministratore dell’ex Usl Latina 6. Carattere apparentemente spigoloso e difficile, Severino Del Balzo era dotato di un’unica, grandissima, umanità che gli permetteva di superare, annietandole, le diffidenze dei suoi avversari politici, portatori di quel senso di rispetto e pudore a tentare di duellare con Severino. Probabilmente “figlio politico” di Del Balzo è stato un altro importante presidente della Provincia, anch’egli in sella per due mandati, anch’egli espressione di un sud borbonico dotato della capacità e qualità del “saper fare”, l’attuale sindaco di Sperlonga Armando Cusani. Ai funerali di Del Balzo senior toccò proprio a Cusani, commosso ed in lacrime, tenere presso la chiesa di San Francesco l’orazione funebre: “Se la politica dimentica di applicare il principio di sussidiarietà, di interessarsi del cittadino e del territorio in cui opera ha fallito la sua opera. Senza alibi”. Nella carriera politica di Severino Del Balzo c’è forse un “buco”, la mancata elezione a sindaco del comune, Minturno, di cui era (senza forse) innamorato e geloso.

Il passaggio del testimone politico da anni è finito nelle mani di suo figlio Romolo, anch’egli presente e molto commosso per la scelta del comune di intitolare al suo “babbo” – così lo chiamava tra quattro mura domestiche – l’aula consiliare di cui è stato anche presidente. “Mio padre – ha dichiarato l’ex consigliere regionale di Forza Italia – mi ha insegnato che la vita è fatta da tante stagioni. Vanno sempre affrontate sempre tenendo la barra dritta. La destinazione arriva da sola”.

Le iniziative per ricordare il ventennale del conferimento della medaglia d’oro al merito civile al comune di Minturno sono state impreziosite anche dall’omaggio al monumento ai caduti con la partecipazione delle delegazioni delle associazioni combattentistiche e d’arma, dei gruppi di volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa, con la deposizione di una corona d’alloro, degli onori militari, del silenzio d’ordinanza e della cerimonia dell’ammainabandiera. Al termine sono seguite una breve esibizione della fanfara Bersaglieri Sanniti “M.O.V.M. Paolo Caccia Dominioni” di Airola (Benevento), una breve sfilata sul lungomare di Scauri della fanfara dei Bersaglieri e di un suo concerto presso l’Arena Mallozzi sotto la direzione del Maestro Pasquale Napolitano.
Saverio Forte

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