Distretto socio-sanitario, la conferenza dei capigruppo compatta su Formia capofila

Distretto socio-sanitario, la conferenza dei capigruppo compatta su Formia capofila

FORMIA – Il prossimo consiglio comunale di Formia, in programma martedì 31 luglio per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio e per il varo delle nove commissioni consiliari (su quest’ultimo punto l’accordo ancora non c’è tra le cinque forze di minoranze ma lunedì potrebbe esserci la tanto attesa fumata bianca), sarà chiamato a licenziare un ordine del giorno con cui si darà mandato al neo sindaco Paola Villa di confermare Formia quale comune capofila (lo è dal 2000) nell’ambito del distretto del sud pontino dei servizi socio-sanitari. Questa unanime volontà d’intenti è scaturita dalla riunione di venerdì della conferenza dei capigruppo coordinata dal neo presidente del consiglio comunale, Pasquale Di Gabriele, versione maschile della Penelope mitologica.

Che Formia debba alzare la voce nella prossima conferenza dei sindaci del distretto socio-sanitario del sud-pontino lo hanno un po’ tutti auspicato dopo i muscoli manifestati dal sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano nel corso dell’ultima, in ordine di tempo, dell’assemblea dei primo cittadini: “Se avessi voluto, ben quattro amministrazioni (tre di Forza Italia, Gaeta, Itri e Santi Cosma e una a guida Pd, Minturno) avrebbero potuto già inserire nella nuova convenzione il nome del nuovo comune capofila. A me – aveva aggiunto Mitrano – non interessa che sia la mia città ma deve ora prevalere il principio della rotazione come prospettato – ha rivelato il sindaco di Gaeta – con il sottoscritto dal compianto sindaco di Formia Michele Forte e da Sandro Bartolomeo.”

Ad innescare ora una nuova polemica con il sindaco Mitrano è il capogruppo del Pd al comune di Formia, Claudio Marciano, sicuramente più ortodosso e meno Moscardelliano del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli. Boccia Gaeta quale nuova sede del distretto socio sanitario e lo motiva con una serie di ragioni che potrebbero acuire l’isolamento politico-istituzionale in cui si trova ora e da molto tempo il comune di Formia: “Una parte rilevante degli attuali servizi sociali erogati dai Comuni è sostenuto da fondi regionali. La Regione, e il buon senso, impongono ai Comuni di far evolvere questa struttura ormai ventennale in qualcosa di giuridicamente e organizzativamente più rilevante di una convenzione: un Consorzio. Questo vuol dire dare vita ad una struttura “terza” rispetto agli enti comunali, che avrà maggiore autonomia e capacità di spesa e avrà un proprio organismo dirigente, da selezionare secondo criteri meritocratici e non banalmente politici. Il comune capofila ha un ruolo molto delicato: gestisce sia le finanze sia parte delle procedure amministrative per conto di tutti gli altri Comuni – aggiunge l’ex candidato a sindaco del Pd e della lista “Formia bene comune”, Marciano – Lo spostamento del capofila richiede oneri, garanzie finanziarie, modifiche organizzative, oltre a pesare direttamente sul patto di stabilità dell’ente che lo accoglie. Tutti ci chiediamo: ma a che serve cambiare il comune capofila ora, se dobbiamo fare entro pochi mesi il Consorzio? La richiesta di Gaeta, supportata da altri Comuni con la dichiarata aspirazione a divenire anche loro – un giorno – capofila, come si sposa con l’impegno a superare il distretto nel minor tempo possibile? La rotazione ha una funzione amministrativa, tecnica, giuridica, oppure affonda le radici solo in motivazioni di rappresentanza politica?”.

E per Marciano, sempre senza peli sulla lingua, la richiesta di mettere a rotazione il ruolo di capofila, ha una sola funzione, “bloccare il processo di costituzione del Consorzio. Se Gaeta (comune che da tempo fa un ricorso al proprio avanza di amministrazione) ottiene il ruolo, lo si dovrà riconoscere anche a Minturno (il cui comune ha dichiarato il pre dissesto), e a scalare a Itri e a Comuni sempre più piccoli, peraltro non abbastanza organizzati dal punto di vista finanziario per sostenere l’impegno di fare da capofila a circa 150mila utenti. Questo è un tema da non sottovalutare: Formia ha le maggiori strutture socio-assistenziali del territorio, attraverso le quali si servono anche cittadini di altri Comuni. Quali garanzie abbiamo che la rotazione non comporti un decremento nella qualità e quantità di tali servizi? Formia pertanto non deve assolutamente accondiscendere alla richiesta di perdere il ruolo di capofila. Non ha senso farlo, se si sta per costituire un consorzio, Non vi è alcuna ragione amministrativa, tecnica e giuridica che sostenga il principio della rotazione. Non vi è alcuna convenienza per la qualità dei servizi offerti. E’ solo una questione politica, di acquisizione di un ruolo di rappresentanza, che proprio in virtù di quanto accaduto presso l’ente parco Riviera di Ulisse, non può assolutamente essere accettata. L’amministrazione non deve sottovalutare questa vicenda, né pensare di porsi al di sopra di queste dinamiche, lasciando che si compiano con il suo consenso o la sua complicità. E’ necessario forte unità di intenti tra maggioranza e opposizione, affinché non prevalgano nel Golfo logiche che con una visione evoluta dei rapporti organizzativi tra enti non hanno niente a che vedere.” Per la cronaca la conferenza dei capigruppo è stata aggiornata a lunedì mattina anche perché il carteggio relativamente alla salvaguardia degli equilibri di bilancio non era pronto e disponibile. L’assessore al ramo Fulvio Spertini ha cercato di giustificare i ritardi, tecnici, degli uffici ma quel che ha fatto politicamente più rumore alla conferenza dei capigruppo su una questione delicata sul piano contabile è stata l’assenza del sindaco Paola Villa. Le forze di minoranze, molto agguerrite, hanno dichiarato che in “passato alla conferenza dei capigruppo chiamata a discutere problematiche di natura finanziaria il sindaco ha sempre onorato della sua presenza. Probabilmente la professoressa Villa aveva altro e più importante da fare”.

Saverio Forte

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