Latina / Fallimento Terme di Fogliano, interrogazione dell’on. Raffaele Trano per chiedere una ispezione

Latina / Fallimento Terme di Fogliano, interrogazione dell’on. Raffaele Trano per chiedere una ispezione

LATINA – L’on Raffaele Trano ha chiesto di inviare a Latina gli ispettori della
Ragioneria Generale dello Stato per verificare quanto accaduto nella gestione delle Terme di Fogliano. “Dopo sessant’anni di giravolte – dichiara – non è stato individuato ad oggi un responsabile, mentre la città e l’intera provincia a causa di un debito accumulato in maniera assurda rischiano di dover dire addio ad una risorsa che doveva rappresentare il futuro per il turismo”. Di seguito potete il testo completo dell’interrogazione a cui hanno collaborato gli attivisti di Latina.
“Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze, al
Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
la presenza di acque sulfuree nei pressi di Capo Portiere, nel territorio del comune di Latina, è
nota fin dagli anni Cinquanta dello scorso secolo in seguito a sondaggi promossi dall’Eni;
dopo un breve tentativo di un privato di avviare un’attività termale solo a fine anni Ottanta
il comune di Latina entra in possesso dell’intero pacchetto della società gestrice «Terme di
Fogliano» (Stf) e nel 1991 ne cede una quota alla provincia di Latina pari al 14,08 per cento;
nel frattempo la Stf stipula una convenzione con la società Condotte d’Acqua spa (Sca) per lo
sfruttamento della fonte;
nel 1996 tra i due enti viene firmato un accordo integrativo in base al quale la Sca si impegna
a compiere le prospezioni per due nuovi pozzi ed a redigere un progetto esecutivo che consenta di
presentare una richiesta di finanziamento per 10 milioni di euro alla regione Lazio;
contestualmente in caso di insuccesso la Stf si impegna comunque a rifondere spese fino alla
concorrenza di 2,5 milioni di euro;
terminate nel 1999 le opere di ricaptazione, nonostante la richiesta del comune la Sca non
produce le integrazioni ai fini della concessione del finanziamento regionale che di fatto va perso;
nel 2003 viene notificato alla Stf un decreto ingiuntivo per 4,5 milioni di euro, ma che, a causa
del ritrovamento tardivo, diventa esecutivo;
la pretesa, eccedente il limite massimo dei 2,5 milioni di euro, si fonda su una lettera di
riconoscimento del debito per lavori effettuati da parte del dottor Salvatore Apostolico, presidente di
Stf all’epoca dei fatti, condannato ad un risarcimento di 100.000 euro dalla sentenza di primo grado
della Corte dei conti annullata in appello per «carenza di giurisdizione»;
le successive proposte di transazione a causa di pareri politici e tecnici incompleti dei soci
comune e provincia non si sono potute attuare conducendo al fallimento per un debito maturato di 9
milioni di euro, contro la valutazione di 7 dei 72 ettari di terreno di proprietà della Stf;
l’attuale giunta Coletta ha presentato reclamo in corte d’appello per la revoca del fallimento
essendo stata la stessa area valutata 25 milioni di euro appena 4 anni fa;
essendo stata fissata l’udienza solo il 19 marzo 2019 le particelle, secondo organi di stampa,
potrebbero a quella data già essere state vendute dal creditore, essendo nelle sue facoltà;
sull’intera vicenda è stato presentato un «esposto per presunto danno patrimoniale ai danni del
comune e della provincia di Latina»;
la III sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti ha affermato la giurisdizione
del giudice ordinario, ma in pratica «l’azione di responsabilità nei confronti dell’appellante è stata
respinta nel 2010 dal tribunale di Latina e l’appello della società Terme di Fogliano è stato cancellato
dal ruolo nel 2016» per «abbandono della controparte» –:
di quali elementi dispongano in ordine a una vicenda così catastrofica e umiliante per lo
sviluppo turistico ed economico di Latina e del suo comprensorio e se non si intenda promuovere,
per quanto di competenza, una verifica da parte dei servizi ispettivi di finanza pubblica della
ragioneria generale dello Stato in relazione alla situazione amministrativa e finanziaria degli enti
locali coinvolti, alla luce delle rilevanti criticità sopra evidenziate”.

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