Latina / Scompare Stefano Zappalà, il ricordo di Giuseppe Simeone

Latina / Scompare Stefano Zappalà, il ricordo di Giuseppe Simeone

LATINA – “Quando viene meno un amico scopri le tante ragioni dello stare insieme. Tutto appare in una luce diversa. Stefano Zappalà è stato per chi fa politica, un riferimento costante e stimolante”. Commenta così il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone il decesso del collega di partito. Già parlamentare europeo dal 1999 al 2009 ed assessore al turismo dal 2010 al 2013 della giunta regionale del Lazio guidata da Renata Polverini, Zappalà, 77 anni, è stato colpito da crisi respiratoria e ricoverato d’urgenza presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina ma non ce l’ha fatta. Era malato da tempo, come rivela l’amico. “La sua scomparsa – spiega – dopo una malattia che non ne ha mai fiaccato lo spirito da combattente e il sorriso anche quando la stanchezza cercava di segnarlo, lascia un vuoto nella politica tutta e in noi che abbiamo condiviso in gran parte il suo lungo percorso come consigliere comunale a Latina, consigliere e assessore regionale del Lazio, sindaco di Pomezia e parlamentare europeo. Stefano è stato un giocatore scaltro, leale, tenace nella sua azione politica ottenendo grandissimi risultati per i cittadini e una provincia come quella di Latina che ha sempre posto quale motore di ogni azione. E’ stato tra i precursori e fondatori di Forza Italia e della costruzione di una casa per i moderati pontini. Non si è mai nascosto anche quando le posizioni che assumeva diventavano di rottura ma ci ha sempre messo la faccia. A me, personalmente, mancherà l’uomo capace di visioni di futuro grazie ad una arguta e non comune intelligenza e l’amico schietto di tante battaglie. Alla moglie Ida le mie più sentite condoglianze e il mio abbraccio sincero. Zappalà è stato anche consigliere comunale a Latina dal 1997 al 2002, era stato anche sindaco di Pomezia tra il 2002 e il 2007. Tra i suoi interventi al parlamento europeo se ne ricorda uno in favore di Silvio Berlusconi in cui negava la proprietà delle reti televisive. L’intervento fu interrotto dalle contestazioni e non fu possibile riprenderlo.

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