Furti in abitazione tra Caserta e Sud Pontino: 18 arresti

Furti in abitazione tra Caserta e Sud Pontino: 18 arresti

SUD PONTINO – Il dato è stato confermato dal Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Caserta Andrea Cinus: ha operato anche nel sud pontino l’organizzazione criminale che, dedita alle rapine, furti in abitazione, ricettazioni di auto ed estorsioni, ha agito indisturbata dall’ottobre 2015 sino all’emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare – 16 sono albanesi e 2 italiani – da parte del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura della Repubblica. I componenti di questa autentica holding sono accusati, nello specifico, di aver compiuto a Formia, Minturno, Castelforte e Santi Cosma e Damiano dieci dei 34 furti in appartamento a causa dei quali sono finiti nei guai: 11, uno ai domiciliari e 6 obblighi di presentazione alla Pg.

Il loro modus operandi” era davvero curioso ed innovativo: questi topi d’appartamento agivano scalzi per non essere subito sorpresi dalle vittime. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Caserta prima dei colpi si svolgeva una fase organizzativa nel corso della quale i membri della banda si contattavano e si davano appuntamento in un punto ben preciso. Venivano definiti i compiti e partivano le spedizioni, con l’autista che accompagnava il “gruppo esecutivo” nella località prescelta per poi allontanarsi. Solo alle prime luci dell’alba, dopo più furti in abitazioni della stessa zona, il gruppo veniva recuperato. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere – guidata dalla dottoressa Maria Antonietta Troncone – era scattata due anni e mezzo dopo una raffica di cruenti rapine in abitazioni, degenerate in aggressioni alle vittime.

Proprio da uno di questi episodi, in seguito ad una rapina avvenuta in una casa del comune di Liberi, in provincia di Caserta, culminata in una colluttazione tra i malviventi ed un amico dei proprietari, i Carabinieri avevano rinvenuto alcune tracce di sangue che avevano inviato al Racis e fatto analizzare. Il Dna inchiodò due albanesi e da lì partì l’inchiesta che ha permesso di accertare 5 rapine aggravate e – come detto – 34 furti in appartamenti tra la Campania ed il Golfo. In un episodio, dopo un colpo in una casa di Giugliano, avvenuto il 16 maggio 2017, uno dei banditi albanesi aveva ingaggiato un conflitto a fuoco con un poliziotto libero dal servizio, rimanendo ferito e venendo arrestato. In più questa collaudata organizzazione rubava anche le auto chiedendo il cavallo di ritorno ai proprietari o rivendendole a terzi, attraverso ricettatori che si avvalevano di officine meccaniche compiacenti. Gli indagati – ha fatto rilevare il Capitano Cinus – sono stati più volte espulsi dal territorio nazionale.

Saverio Forte

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