Formia / Scontro sul campo di Penitro: il tredicenne torna a casa

Formia / Scontro sul campo di Penitro: il tredicenne torna a casa

FORMIA – Festa grande questa sera nella realtà di Penitro a Formia per il ritorno dopo due giorni di ricovero all’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma del capitano di 13 anni della locale squadra di calcio militante nel girone B del campionato “Giovanissimi Provinciali” vittima di un pauroso scontro di gioco verificatosi domenica mattina durante il derby stracittadino – era stato rinviato lo scorso 20 gennaio per impraticabilità di campo – contro i parietà del Cassio Club. Il giovane si era scontrato nel tentativo di colpire il testa il pallone contro un avversario perdendo i sensi e cadendo esamine a terra. L’adolescente era stato prima sott’osservazione all’ospedale “Dono Svizzero” ma il peggioramento del suo quadro clinico aveva consigliato nella tarda serata di Roma a disporre il suo urgente trasferimento, a bordo di un’ambulanza del 118, nel più attrezzato e specialistico nosocomio romano. Per quella “zuccata” il tredicenne era diventato cianotico, aveva letteralmente perso la memoria tra lo spavento dei suoi genitori – presenti ad una gara che non è stata facile per tante ragioni – e dei suoi più stretti familiari. Dopo la Tac effettuata a Formia, il ragazzo è stato sottoposto al “Bambin Gesù” ad alcuni mirati esami clinici e, soprattutto, ad una circostanziata visita neurologica che, scongiurando il peggio, ha sì permesso le dimissioni del paziente ma ha anche disposto un ferreo protocollo medico-farmacologico perché “tutto torni nella normalità. Probabilmente dicono i medici – ha tenuto a sottolineare l’allenatore del Penitro “Giovanissimi Provinciali” Giulio Albano – l’unica cosa che Salvatore non ricorderà anche in futuro sarà l’accaduto di domenica mattina.

Intanto il Penitro – come preannunciato – ha inviato una pesante protesta scritta inviata al presidente del comitato regionale della Figc Melchiorre Zarelli, al delegato di comitato provinciale di Latina Giancarlo Bersanetti e al responsabile della delegazione di Formia dell’Aia (associazione italiana arbitri), Francesco Nasta, cui appartiene il “fischietto”, anch’egli di Formia, di un derby che ha conosciuto alcuni momenti di autentica tensione e paura. Il Penitro avanza tante critiche e perplessità – al di là dell’incidente di gioco di cui è stato vittima il suo giovanissimo tesserato e capitano – relative all’inesperienza dell’arbitro designato, anch’egli poco più che adolescente, e “all’aggravante pesante” della presenza del suo tutor: “Riteniamo fondamentale nell’ambito dello sport che pratichiamo – si legge nella lettera aperta del Penitro calcio ai vertici regionali e provinciali della Figc e dell’Aia ai quali si chiede una “forte presa di posizione” – il lavoro improntato sui valori di educazione e rispetto delle persone e delle regole. Non abbiamo la presunzione che gli altri facciano lo stesso – la polemica è rivolta al Cassio Club (che nel frattempo ha inviato una nota sull’accaduto, ndr) – ma pretendiamo che le regole e soprattutto l’incolumità dei giovani che vanno in campo sia preservata da tutti coloro che rappresentano gli enti organizzatori di questo sport. All’arbitro ci chiede di essere imparziale soprattutto quando in campo ci sono propri amici o compagni di scuola. A chi organizza di girare ad essere presente, non solo nelle realtà che contano, ma per quanto possibile anche e soprattutto nei campi di periferia (come quello di Penitro, per esempio) dove si gioca lo stresso sport delle grandi piazze dove 100 iscritti contano allo stesso modo di 300. A chi accompagna gli arbitri nelle prime esperienze – termina la lettera aperta del Penitro calcio – di correggere non l’errore sportivo ma la violenza che non riesce a gestire Perhè a fine gara il tutor invece di interrogare ed interrogarsi sulle capacità dell’arbitro (del derby Penitro- Cassio Club) di gestire incontri di calcio gli spiegava la procedura del ricorso di una società e gli spiegava che dalla prossima partita non avrebbe avuto più bisogno del tutor e che il referto lo avrebbe dovuto fare da solo?”

Saverio Forte

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