Itri / Proteste accese al centro accoglienza per migranti già albergo Montefusco

Itri / Proteste accese al centro accoglienza per migranti già albergo Montefusco

ITRI – Momenti di tensione nel pomeriggio di martedì all’interno del centro di accoglienza “Cas” (Centro di accoglienza straordinario di Itri), attualmente ubicato al posto dell’ex albergo “Montefusco” nei pressi del Santuario della Madonna della Civita. La ricostruzione di quanto è avvenuto è al vaglio ora delle indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato ma sembra che alcuni ospiti hanno dato in escandescenza protestando vivacemente contro gli operatori della struttura relativamente alla qualità e quantità dell’alimentazione servita, ai medicinali erogati per alcuni di loro e finanche per la connessione alla linea internet che secondo diversi ospiti non era delle migliori. La situazione dell’ordine pubblico stava per degenerare quanto alcuni immigrati si sono barricati all’interno dell’ex struttura ricettiva ma l’intervento immediato delle forze dell’ordine, in stretto contatto con il Prefetto di Latina Maria Rosa Trio, ha riportato fortunatamente la calma. Accertamenti sono in corso per assumere eventuali provvedimenti disciplinari – espulsione e allontanamento – nei confronti degli ospiti che saranno ritenuti responsabili dei disordini.

Il centro Cas di Itri non è la prima volta che finisce al centro delle cronache giornalistiche e…parlamentari. Il Senatore del Movimento Cinque Stelle, Mario Giarrusso, che è componente uscente della commissione parlamentare antimafia, aveva presentato un’interrogazione urgente ai Ministri dell’interno e della Salute lamentando l’esistenza di “presunte criticità e anomalie relative alla capacità della cooperativa di offrire assistenza adeguata ai migranti richiedenti asilo”. Giarrusso aveva esternato anche precise accuse in ambito locale: “La Prefettura di Latina avrebbe affidato la gestione ad una cooperativa senza esperienza pregressa, in quanto non avrebbe precedentemente prestato tali servizi in ambito di Sprar (L’amministrazione comunale chiarì poi che si trattava del Cas, a gestione privata, e non del progetto comunale Sprar che non aveva nulla a che vedere). Inoltre la struttura individuata per offrire assistenza, l’ex albergo ‘Montefusco’, ad oggi, presenta criticità e il mancato rispetto delle norme igienico-sanitario. Personale inadeguato, servizi di assistenza sanitaria, di sostegno socio-psicologico e legale del tutto inesistenti.

In particolare sussisterebbe un palese conflitto di interessi generato dal legame di coniugio che intercorrerebbe tra il responsabile del settore prevenzione e igiene pubblica della Asl di Latina, addetto proprio alla vigilanza sanitaria nei centri in questione, e il gestore di un centro di accoglienza nel medesimo territorio di competenza. Come M5S – continuava il senatore Giarrusso – abbiamo presentato un’interrogazione urgente affinché il ministro dell’Interno si attivi immediatamente ed invii ispettori per verificare, se la cooperativa al momento del bando possedesse i requisiti richiesti (…) Inoltre le criticità evidenziate potrebbero ripercuotersi a danno dei migranti che, lasciati al proprio destino, rischierebbero di diventare facile preda del sistema malavitoso locale, anche in considerazione del fatto che la maggioranza dei soggiornanti sono di nazionalità nigeriana e avrebbero frequenti contatti con altri connazionali residenti da anni nella vicina zona di Castel Volturno (Caserta), dove sarebbe presente un’organizzazione criminale di origine nigeriana dedita al traffico di droga ed allo sfruttamento della prostituzione.

Infine – aveva concluso Giarrusso – chiediamo di attivare le procedure ispettive anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale possibile conflitto di interessi, nonché sottovalutazione di significativi profili di accertamento, considerando che a 5 mesi dall’inizio del servizio di accoglienza non sarebbe stata eseguita nessuna ispezione nelle strutture”. Sul caso giace depositata in consiglio comunale un’interrogazione del consigliere comunale Osvaldo Agresti.

Saverio Forte

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